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martedì 19 giugno 2018

Calcio e dintorni

13/03/2018 17:31

E dal San Paolo è tutto...

Lutto nel mondo del giornalismo sportivo: è morto Luigi Necco, la voce in tv dei successi di Maradona

E dal San Paolo è tutto...

 

Il mondo del giornalismo e del calcio è in lutto. S’è spenta una voce autorevole che ha raccontato per decenni lo sport d’Italia. Si tratta di Luigi Necco, il giornalista napoletano storico volto di 90° minuto. Avrebbe compiuto 84 anni a maggio. Storici i suoi collegamenti dallo stadio San Paolo, nelle telecronache fu lui a coniare espressioni come “Milano chiama, Napoli risponde”.
Famosa, nel 1986, anche la battuta durante i Mondiali di Città del Messico 1986, quando Maradona segnò un goal con la mano all’Inghilterra: “La mano de Dios o la cabeza de Maradona”. E il Pibe de Oro rispose “Tutte e due”. A fine anni novanta ha condotto per qualche mese anche “Mi manda Raitre”, dopo l’addio di Antonio Lubrano. Quindi il passaggio a Mediaset, dove si è occupato delle dirette dai campi per “Buona Domenica”.
Fu vittima di un attentato, nel 1980: il 29 novembre 1981 fu gambizzato in un ristorante di Avellino. A sparare tre uomini inviati a Vincenzo Casillo ‘O Nirone, luogotenente del boss della camorra Raffaele Cutolo. Pochi mesi prima Necco a 90° minuto aveva parlato dell’incontro fra il presidente dell’Avellino Antonio Sibilia, accompagnato dal calciatore brasiliano Juary, con lo stesso Cutolo, in una delle udienze del processo al boss. 
Durante una pausa dell’udienza Sibilia saluta il boss con tre baci sulla guancia e fa consegnare dal calciatore medaglia d’oro con dedica “A Raffaele Cutolo dall’Avellino calcio”. Poi dirà: “Cutolo è un supertifoso dell’Avellino; il dono della medaglia non è una mia iniziativa, è una decisione adottata dal consiglio di amministrazione”. Il gesto però fece scalpore, e Necco ne parlò in tv.
“Sono molto scossa per la scomparsa di Luigi Necco, lui ci ha ricordato come il giornalismo sportivo non sia fatto solo di pallone e di calcio giocato. La sua storia parla da sola e riusciva davvero a incarnare il cuore ruspante e più vero di Napoli. Il suo Novantesimo Minuto era uno spaccato d’Italia, una icona di quegli anni”: sono le parole con cui Paola Ferrara, attuale conduttrice di Novantesimo Minuto, ha commentato la scomparsa del giornalista campano.
Invece diversi sindacati dei giornalisti lo hanno ricordato così: “Era un cronista di razza”. 
Mentre il presidente Aurelio De Laurentis e il Napoli Calcio hanno sostenuto che Necco “ha raccontato la nostra storia - fino a diventarne parte - sempre con passione e stile inconfondibili”. 
Insomma, Napoli dice addio a uno dei suoi figli illustri. La salma verrà esposta al pubblico nella camera ardente allestita nella cappella del padiglione monumentale dell’ospedale Cardarelli dove il giornalista era stato ricoverato per problemi polmonari. I funerali si terranno oggi. 

 

Il mondo del giornalismo e del calcio è in lutto. S’è spenta una voce autorevole che ha raccontato per decenni lo sport d’Italia. Si tratta di Luigi Necco, il giornalista napoletano storico volto di 90° minuto. Avrebbe compiuto 84 anni a maggio. Storici i suoi collegamenti dallo stadio San Paolo, nelle telecronache fu lui a coniare espressioni come “Milano chiama, Napoli risponde”.

Famosa, nel 1986, anche la battuta durante i Mondiali di Città del Messico 1986, quando Maradona segnò un goal con la mano all’Inghilterra: “La mano de Dios o la cabeza de Maradona”. E il Pibe de Oro rispose “Tutte e due”. A fine anni novanta ha condotto per qualche mese anche “Mi manda Raitre”, dopo l’addio di Antonio Lubrano. Quindi il passaggio a Mediaset, dove si è occupato delle dirette dai campi per “Buona Domenica”.

Fu vittima di un attentato, nel 1980: il 29 novembre 1981 fu gambizzato in un ristorante di Avellino. A sparare tre uomini inviati a Vincenzo Casillo ‘O Nirone, luogotenente del boss della camorra Raffaele Cutolo. Pochi mesi prima Necco a 90° minuto aveva parlato dell’incontro fra il presidente dell’Avellino Antonio Sibilia, accompagnato dal calciatore brasiliano Juary, con lo stesso Cutolo, in una delle udienze del processo al boss. 

“Sono molto scossa per la scomparsa di Luigi Necco, lui ci ha ricordato come il giornalismo sportivo non sia fatto solo di pallone e di calcio giocato. La sua storia parla da sola e riusciva davvero a incarnare il cuore ruspante e più vero di Napoli. Il suo Novantesimo Minuto era uno spaccato d’Italia, una icona di quegli anni”: sono le parole con cui Paola Ferrari, attuale conduttrice di Novantesimo Minuto, ha commentato la scomparsa del giornalista campano.

Invece diversi sindacati dei giornalisti lo hanno ricordato così: “Era un cronista di razza”. 

Mentre il presidente Aurelio De Laurentis e il Napoli Calcio hanno sostenuto che Necco “ha raccontato la nostra storia - fino a diventarne parte - sempre con passione e stile inconfondibili”. 

Insomma, Napoli dice addio a uno dei suoi figli illustri. La salma verrà esposta al pubblico nella camera ardente allestita nella cappella del padiglione monumentale dell’ospedale Cardarelli dove il giornalista era stato ricoverato per problemi polmonari. I funerali si terranno oggi.