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venerdì 26 maggio 2017

Sport

13/02/2017 19:04

Abodi scende in campo
e lancia la sfida a Tavecchio

Elezioni Figc, rotti gli indugi. La 'partita' verrà decisa il 6 marzo

Abodi scende in campo 
e lancia la sfida a Tavecchio

Il presidente della Lega Serie B rinuncia al paracadute e indipendentemente dall’esito del voto rassegnerà le dimissioni dalla guida dei cadetti – Un 'calcio' alle riforme promesse e mai arrivate dal suo avversario 

 

Andrea Abodi ha deciso di scendere in campo e allacciare gli scarpini: sarà lui a sfidare Carlo Tavecchio (l’attuale numero uno del pallone italiano) nella “partita” decisiva per la presidenza della Figc che si deciderà il prossimo 6 marzo. Indipendentemente dall’esito del voto, il dominus della Lega Serie B rassegnerà le dimissioni dalla guida dei cadetti. Quella che l’ex consigliere d’amministrazione (dal 2002 al 2008) per Coni Servizi s’è aggiudicato - per la terza volta di fila dal 2010 - lo scorso 1° febbraio. Ebbene, con un gesto degno di un massimo dirigente onesto, perbene, che non bada certo alla poltrona, Abodi ha deciso dunque di rinunciare al paracadute e tentare la scalata al mondo del football nostrano.

Classe 1960, laureato in economia e commercio alla Luiss di Roma, ha seguito la candidatura Olimpica e Paralimpica di Roma per i Giochi del 2004 e del 2020. E, dopo un vertice fiume tenutosi ieri a Milano, ha rotto gli indugi. C’è chi parla di una sfida quasi impossibile, con Abodi intenzionato però a sovvertire i pronostici.

Stimato da tutti, dal Coni al mondo della politica passando per l’opinione pubblica, il presidente della Lega Serie B sogna il colpo grosso. Conti alla mano, oltre all’appoggio della stragrande maggioranza dei club cadetti, ad oggi il manager capitolino può vantare il sostegno della Lega Pro, del sindacato calciatori e “rischia” seriamente di rastrellare voti importanti anche in Serie A e fra gli arbitri. L’ago della bilancia sarà l’associazione degli allenatori di Renzo Ulivieri, che potrebbe indirizzare i suoi voti in favore del grande sfidante di Tavecchio. Ma anche e soprattutto la Lega nazionale Dilettanti, finita nelle mani del senatore di Forza Italia Cosimo Sibilia, fedelissimo di Giovanni Malagò, che con il suo 33% può davvero determinare il risultato finale.

Mai sopra le righe e interessato a cambiare in meglio questo “calcio” che continua a soffrire di problematiche inverosimili, Abodi è pronto a dare battaglia. Attraverso un programma elettorale caratterizzato da norme precise e parametri che le squadre dovranno rispettare per potersi iscrivere ai campionati. Una conditio sine qua non a cui tutti dovranno attenersi. Per un progetto sicuramente ambizioso che punta anche alla costruzione di stadi nuovi, moderni e sostenibili a Roma e ovunque sia possibile. Perché, come ha spiegato più volte il diretto interessato, “la sottocultura del No produce solo povertà”.

E’ questa la grande alternativa agli attuali padroni del calcio italiano (Lotito e Galliani su tutti). Con Abodi, l’uomo del fare, che non vuole certo far rimpiangere la mancata riforma dei campionati tanto promessa e mai arrivata da parte di Tavecchio.  Tantomeno quelle gaffe in sequenza - passate agli “orrori” delle cronache - derivate dalle “scivolate” commesse dall’attuale presidente della Figc: dai calciatori di colore e le banane, alle donne handicappate nel calcio.  Passibili di cartellino rosso.

 

 

Federico Colosimo