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giovedì 27 aprile 2017

Capitale allo sbando

01/02/2017 10:12

Stadio Roma, Raggi allunga il brodo

La Conferenza di Servizi concede altri 30 giorni di proroga al Campidoglio per esprimere i pareri - Ma l’assessore all’Urbanistica, Berdini, resta una spina nel fianco del Sindaco e dei 5 Stelle

Stadio Roma, Raggi allunga il brodo

Ora l’amministrazione Raggi non ha più alibi sulla partita dello Stadio della Roma, giunta praticamente ai supplementari. Dovrà rispondere sì o no al progetto entro trenta giorni, concessi ieri dalla Conferenza di Servizi tra Campidoglio, Città metropolitana, Regione Lazio, governo e proponenti. 
Una risposta che comunque dovra essere ben motivata dal Comune di Roma in entrambi i casi, non solo per giustificare un’impasse infinita ma soprattutto per il congelamento dell’iter della nuova casa giallorossa. 
Ma da Palazzo Senatorio si serpeggia che dovrebbe arrivare il fatidico sì, nonostante le resistenze dell’assessore all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici, Paolo Berdini. Anche perché qualora dal Campidoglio arrivasse un “no” al progetto, lo stato finanziario dell’Ente potrebbe essere compromesso da una possibile condanna per danno erariale a favore dei proponenti, cioè l’As Roma e i costruttori Parnasi; che sembrano aver perso la pazienza di fronte alle rassicurazioni del sindaco di Roma, Virginia Raggi, che, al momento, non si sono mai trasformate in atti concreti. 
Eppure il Dipartimento Urbanistica del Comune ha predisposto e protocollato da diverse settimane la tanto attesa variante sul nuovo Stadio giallorosso a Tor di Valle. Una variante che confermerebbe più o meno l’attuale progetto. Di fatto sembra più o meno una “pezza d’appoggio” per i funzionari capitolini, che non correrebbero il rischio di essere chiamati a rispondere di danno erariale. Ma, incredibilmente, la variante non è mai arrivata in giunta. 
E l’ostacolo da superare è sempre l’assessore Berdini, che può soltanto resistere per dimostrare di essere stato un duro e puro oppositore allo Stadio della Roma, ma è impossibilitato ad intervenire. Perché ormai non c’è più tempo per cambiare la delibera di pubblica utilità approvata dall’amministrazione Marino, nella quale le cubature ammontano a circa 977mila metri cubi totali. 
Insomma, la Conferenza di Servizi del 31 gennaio non è stata assolutamente “decisoria”. Ha semplicemente assecondato, per ora, la richiesta della giunta pentastellata in evidente difficoltà. E anche i vari incontri informali tra Campidoglio e Regione Lazio, già fortemente infastidita per il ritardo sulle integrazioni documentali, non hanno portato a nessun passo avanti.   
“Questo mese sarà importante per avere uniformità di pareri”: è convinto l’assessore all’Urbanistica alla Regione Lazio, Michele Civita.
Ieri, intanto, è arrivato il via libera sull’impatto ambientale da Roma Capitale, mentre dalla Città Metropolitana di Roma Capitale, il cui sindaco è sempre la Raggi, è giunto il parere negativo. Anche se dovrebbero esseci tutte le condizioni affinché l’ex Provincia torni suoi passi. 
Ecco perché la Conferenza di Servizi ha comunque espresso un parere favorevole. Al di là del responso della giunta Raggi, tutti gli enti dovranno completare le procedure urbanistiche di competenza entro e non oltre il 3 marzo.  
Anche se l’atto vitale sarà ovviamente lo schema della convenzione tra Campidoglio e proponenti, in sostanza il contratto che stabilirà quali saranno le opere da costruire nella prima fase.  
Nel frattempo un’importante presa di posizione è arrivata dall’Autorità di bacino del Tevere, che, attraverso una lettera inviata sia al Comune di Roma che alla Regione Lazio, non ravvede rischi di inondazione dell’area di Tor di Valle perché sarebbero le opere stesse previste dal progetto ad abbassarli drasticamente, fino a renderli praticamente nulli. 
Si scioglierebbe così un’altra perplessità sollevata dal Campidoglio sul rischio idrogeologico. Nella lettera il dipartimento dell’Urbanistica, stando a chi l’ha letta, scrive di conseguenza di ritenere che “la Conferenza di Servizi non possa concludersi con esito favorevole”. Ma da parte dell’Autorità di Bacino il parere sarebbe invece favorevole.
Però i pentastellati non ci stanno e per voce di Enrico Stefàno, presidente della commissione comunale ai Trasporti, rilanciano: “Lo Stadio si farà se verranno ridotte le cubature”. Quindi, ha concluso Stefàno a Tele Radio Stereo, “il Movimento 5 Stelle non è contrariamo allo stadio e punta a un accordo entro il prossimo mese”.
Una volontà che è aleatoria ad oggi? Sembra proprio di sì. Le parti attendono che la giunta Raggi passi dalle parole ai fatti. O meglio, agli atti.  

Ora l’amministrazione Raggi non ha più alibi sulla partita dello Stadio della Roma, giunta praticamente ai supplementari. Dovrà rispondere sì o no al progetto entro trenta giorni, concessi ieri dalla Conferenza di Servizi tra Campidoglio, Città metropolitana, Regione Lazio, governo e proponenti. 

Una risposta che comunque dovra essere ben motivata dal Comune di Roma in entrambi i casi, non solo per giustificare un’impasse infinita ma soprattutto per il congelamento dell’iter della nuova casa giallorossa. 

Ma da Palazzo Senatorio si serpeggia che dovrebbe arrivare il fatidico sì, nonostante le resistenze dell’assessore all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici, Paolo Berdini. Anche perché qualora dal Campidoglio arrivasse un “no” al progetto, lo stato finanziario dell’Ente potrebbe essere compromesso da una possibile condanna per danno erariale a favore dei proponenti, cioè l’As Roma e i costruttori Parnasi; che sembrano aver perso la pazienza di fronte alle rassicurazioni del sindaco di Roma, Virginia Raggi, che, al momento, non si sono mai trasformate in atti concreti. 

Eppure il Dipartimento Urbanistica del Comune ha predisposto e protocollato da diverse settimane la tanto attesa variante sul nuovo Stadio giallorosso a Tor di Valle. Una variante che confermerebbe più o meno l’attuale progetto. Di fatto sembra più o meno una “pezza d’appoggio” per i funzionari capitolini, che non correrebbero il rischio di essere chiamati a rispondere di danno erariale. Ma, incredibilmente, la variante non è mai arrivata in giunta. 

E l’ostacolo da superare è sempre l’assessore Berdini, che può soltanto resistere per dimostrare di essere stato un duro e puro oppositore allo Stadio della Roma, ma è impossibilitato ad intervenire. Perché ormai non c’è più tempo per cambiare la delibera di pubblica utilità approvata dall’amministrazione Marino, nella quale le cubature ammontano a circa 977mila metri cubi totali. 

Insomma, la Conferenza di Servizi del 31 gennaio non è stata assolutamente “decisoria”. Ha semplicemente assecondato, per ora, la richiesta della giunta pentastellata in evidente difficoltà. E anche i vari incontri informali tra Campidoglio e Regione Lazio, già fortemente infastidita per il ritardo sulle integrazioni documentali, non hanno portato a nessun passo avanti.   

“Questo mese sarà importante per avere uniformità di pareri”: è convinto l’assessore all’Urbanistica alla Regione Lazio, Michele Civita.

Ieri, intanto, è arrivato il via libera sull’impatto ambientale da Roma Capitale, mentre dalla Città Metropolitana di Roma Capitale, il cui sindaco è sempre la Raggi, è giunto il parere negativo. Anche se dovrebbero esseci tutte le condizioni affinché l’ex Provincia torni suoi passi. 

Ecco perché la Conferenza di Servizi ha comunque espresso un parere favorevole. Al di là del responso della giunta Raggi, tutti gli enti dovranno completare le procedure urbanistiche di competenza entro e non oltre il 3 marzo.  

Anche se l’atto vitale sarà ovviamente lo schema della convenzione tra Campidoglio e proponenti, in sostanza il contratto che stabilirà quali saranno le opere da costruire nella prima fase.  

Nel frattempo un’importante presa di posizione è arrivata dall’Autorità di bacino del Tevere, che, attraverso una lettera inviata sia al Comune di Roma che alla Regione Lazio, non ravvede rischi di inondazione dell’area di Tor di Valle perché sarebbero le opere stesse previste dal progetto ad abbassarli drasticamente, fino a renderli praticamente nulli. 

Si scioglierebbe così un’altra perplessità sollevata dal Campidoglio sul rischio idrogeologico. Nella lettera il dipartimento dell’Urbanistica, stando a chi l’ha letta, scrive di conseguenza di ritenere che “la Conferenza di Servizi non possa concludersi con esito favorevole”. Ma da parte dell’Autorità di Bacino il parere sarebbe invece favorevole.

Però i pentastellati non ci stanno e per voce di Enrico Stefàno, presidente della commissione comunale ai Trasporti, rilanciano: “Lo Stadio si farà se verranno ridotte le cubature”. Quindi, ha concluso Stefàno a Tele Radio Stereo, “il Movimento 5 Stelle non è contrariamo allo stadio e punta a un accordo entro il prossimo mese”.

Una volontà che è aleatoria ad oggi? Sembra proprio di sì. Le parti attendono che la giunta Raggi passi dalle parole ai fatti. O meglio, agli atti.