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venerdì 15 dicembre 2017

collezionismo

11/12/2016 16:26

Ce l’ho, mi manca: il calcio va all’asta

Bolaffi presenta rarità per appassionati e non solo: magliette, stampe e perfino gli autografi dei campioni raccolti dal 15enne Mike Bongiorno

Ce l’ho, mi manca: il calcio va all’asta

 

Ce l’ho, ce l’ho, mi manca: adesso potete gridarlo anche ad un’asta. Un’asta di quelle speciali, interamente dedicata al calcio e che la prestigiosa Bolaffi batterà mercoledì prossimo 14 dicembre a Milano, per la vendita di  "Football Memorabilia": per i collezionisti – amanti del gioco più bello del mondo ma non solo – scorreranno così libri, stampe, autografi, manifesti e altri oggetti rari sul calcio.

Pezzo forte dell’asta sarà lo Statuto del "Milan Football & Cricket Club", stimato in 80-120mila euro. Si compone di un libretto di 16 pagine con copertina in cartoncino rosso e titolo a caratteri neri, stampato a Milano nel 1900, ed è l'unica testimonianza conosciuta della fondazione del club rossonero, uno dei più titolati al mondo.

"Il documento - ha dichiarato l'amministratore delegato Filippo Bolaffi - testimonia l'attualità straordinaria della nostra asta, che arriva in un momento cruciale per la storia del Milan, dove chiunque debba portare avanti il blasone della squadra può farlo iniziando dalle origini, con l'unico documento noto al mondo che dà inizio alla gloriosa storia del club".

Tra i tanti pezzi forti, non poteva mancare poi una maglia, assolutamente particolare: quella numero 11 che, il 26 aprile 1970, Gigi Riva "Rombo di tuono" indossò per l'ultima giornata di campionato. E mica una giornata qualunque, perché in quella domenica il Cagliari vinse il suo primo e finora unico scudetto. Il cimelio proviene da un giocatore del Torino con cui Riva scambiò la maglietta negli spogliatoi a fine partita ed è valutato tra gli 8 e i 12 mila euro.

Vale un po’ di meno (3-4 mila euro di partenza) la maglia che Dino Zoff  indossò invece in una partita della stagione 1977-78, quando la Juventus vinse il campionato per la diciottesima volta.

Andando molto più indietro nei secoli, Bolaffi presenta anche un raro manoscritto su una partita giocata a Firenze durante il Carnevale del 1672 (stima 2-3mila euro). Il documento presenta due colonne con i nominativi dei partecipanti: in testa i Calcianti, poi l'Alfiere, a seguire cinque Sconciatori (attuali mediani), tre Datori Innanzi (terzini) e infine i Datori a Dietro (portieri).

Non manca neppure il connubio calcio e arte, con l'acquaforte di Jacques Callot dedicata a una partita disputata nel 1629 in onore della duchessa di Lorena (stima 1.500-2mila euro).

Spazio anche alle curiosità, ad iniziare da un taccuino su cui un giovane Mike Bongiorno raccolse gli autografi di calciatori e atleti quando, allora quindicenne, lavorava come galoppino e aspirante cronista per le pagine sportive della Stampa di Torino, giornale della sua città (stima 1.500-2.000 euro). E anche quelli erano tempi epici, non solo per il calcio, quando per un autografo si faceva di tutto…