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martedì 28 marzo 2017

Sport e dintorni

10/12/2016 13:35

Doping di Stato per mille atleti russi

Nuove accuse dell’Agenzia mondiale. Coinvolti anche i servizi segreti di Mosca e alcuni medagliati olimpici

Doping di Stato per mille atleti russi

 

Sono oltre mille gli atleti russi (esattamente1115  quelli finora identificati, anche se questo numero già molto alto potrebbe addirittura aumentare) che avrebbero beneficiato del doping di Stato, tra il 2011 e il 2015. È questo l’aspetto più sconvolgente della seconda parte del rapporto stilato da Richard McLaren, professore di diritto canadese incaricato dalla Wada (l’Agenzia mondiale antidoping creata per volontà del Comitato Olimpico Internazionale e che ha sede nella città canadese di Montreal) di esaminare le accuse sul doping già rivolte alla Russia.

Un rapporto, come si ricorderà, che aveva già portato all’estromissione della Russia dall’atletica ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro e l’intera delegazione dai Giochi Paralimpici. 

Tra i 1115 atleti coinvolti nel doping di stato figurano rappresentanti di ben 30 discipline, “sia di sport invernali che estivi e anche gli atleti paralimpici”, si legge nel rapporto, calcio compreso.

Secondo McLaren e le conclusioni del primo rapporto, già ai Giochi invernali di Sochi era stato applicato un “doping di Stato, un sistema “controllato, diretto e supervisionato” dal ministero dello Sport russo, guidato da Vitaly Mutko, “con l’aiuto attivo dei servizi segreti” di Mosca, per  “un attacco senza precedenti all’integrità dello sport”.

In questo secondo rapporto, invece, l’attenzione si sposta direttamente sugli atleti ritenuti coinvolti ( i cui nomi comunque non vengono fatti), compresi anche quattro medagliati di Sochi 2014 e cinque delle Olimpiadi di Londra, disputatesi nl 2012, con in mezzo i mondiali di atletica svoltisi nel 2013 e proprio a Mosca.

Atleti che non hanno agito da soli ma all’interno di un programma descritto sempre più minuziosamente dal rapporto in questione, come “una copertura che si è trasformata in una strategia istituzionalizzata e disciplinata volta a conquistare delle medaglie”.

La manipolazione sarebbe avvenuta con sale e caffè solubile, per cercare così di nascondere le positività ai vari controlli antidoping.

Secondo gli accertamenti, era il direttore del laboratorio di Mosca Grigory Rodchenkov a scambiare le urine incriminate con altre pulite, prelevate in precedenza, mantenendone la consistenza nel tempo anche con l’uso di ingredienti da cucina.

Ecco dunque che il rapporto evidenzia come almeno tre medagliati di Sochi 2014 avessero livelli “fisiologicamente impossibili” di sale venuti fuori dai campioni forniti per le analisi. Secondo l’esperto canadese, “Rodchenkov ha alterato i campioni A o diluendoli con l’acqua e aggiungendo sale, o altri sedimenti o granelli di Nescafé quando doveva imitare l’apparenza dei campioni B, sporchi”.

Mosca prova, come già nella precedente occasione, a smorzare i toni, attraverso il presidente della Commissione Sport della Duma Mikhail Degtiariov che ha commentato: "Per ora non c'è nulla di nuovo sul rapporto McLaren. Migliaia di sportivi non identificati, delle lettere, qualche testimone".

Igor Traboni