Cerca nel sito:

venerdì 24 novembre 2017

Piccolo schermo, grandi veleni

14/11/2017 07:12

I dati Auditel si fanno attendere. Troppo…

Ritardo 'sospetto' nella diffusione delle stime sugli ascolti della domenica sera, dopo le polemiche sui ripetuti flop di Fazio. L'ironia de La 7

I dati Auditel si fanno attendere. Troppo…

L’Auditel si è fatta attendere, ieri, come una bella signora. Col dubbio, già di per sé eloquente sulla fiducia nel sistema, che ci fosse da coprire l’ennesimo flop di Fabio Fazio. I dati sugli ascolti televisivi di domenica sono arrivati in ritardo, intorno alle 18, a causa però, specifica la stessa società, di "un inconveniente tecnico", ovvero "il rallentamento di un server di Nielsen", cioè la società che materialmente gestisce la rilevazione per conto di Auditel, e questo comporta "un doppio controllo della produzione" prima di diffondere i dati.

Spiegazione sufficiente? Pare di no, a sentire un addetto ai lavori. "Il grave ritardo della diffusione dei dati Auditel alimenta nuovi dubbi sul meccanismo di rilevazione degli ascolti televisivi. Ancora un incidente, ancora un disservizio, dopo il grave caso della pubblicazione dei nomi delle famiglie del panel nel 2015. Stavolta siamo di fronte ad un ritardo di oltre sei ore sull'elaborazione e diffusione dei dati. Cosa è successo? Perché non ci sono comunicazioni ufficiali? Come fa il servizio pubblico, socio Auditel, ad accettare il perdurare di una gestione così opaca e senza trasparenza? Chi controlla l'operato dell'Auditel?", ha tuonato su Facebook il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi. "Se Auditel sbaglia, commette errori o causa disservizi - ha proseguito Anzaldi - non c'è alcun sistema di controllo. In altri Paesi, come gli Stati Uniti, esistono forme di verifica, sondaggi di opinione finalizzati ad offrire periodicamente validazioni delle rilevazioni con i meter. Perché in Italia non si fanno? È urgente definire con chiarezza nuove forme di controllo sulla rilevazione degli ascolti televisivi, che non hanno solo una valenza di carattere pubblicitario ma servono, in particolare per il servizio pubblico, a valutare l'efficacia delle trasmissioni e l'interesse degli utenti".

Ma è soprattutto da La7, sia con interventi del patron Urbano Cairo che del conduttore “in partita” Massimo Giletti, che erano giunti ironici commenti d’attesa circa i dati. Alla fine la sfida degli ascolti è stata vinta da Rosy Abate, la prima puntata dello spin off di Squadra antimafia in onda su Canale5 che ha ottenuto 4 milioni 920 mila spettatori e il 20.20% di share. Su Rai1 Che tempo che fa condotto da Fabio Fazio ha quindi ancora mancato la palma del più seguito, pur avendo messo a segno 3 milioni 767 mila spettatori (14.2%) e la seconda parte della trasmissione Che tempo che fa - Il Tavolo uno share del 14% con 2 milioni 551 spettatori. Buon debutto su La7 per il nuovo programma di Massimo Giletti Non è l'Arena, che è stato seguito da 1 milione 969 mila spettatori con l'8.92%. Su Italia1 Le Iene Show, con il servizio sulle accuse di molestie al regista Fausto Brizzi, è stato visto da 2 milioni 250 mila spettatori (11.45%). La prima serata su Rai2 prevedeva un episodio della serie Ncis visto da 2 milioni e 71 mila spettatori (7.6%) e, a seguire, la differita del Gp del Brasile di Formula 1: la vittoria della Ferrari con Sebastian Vettel è stata vista da 1 milione e 597 mila spettatori, con uno share del 6.8%. Su Rai3, invece, il film Il pescatore di sogni, con Ewan McGregor ed Emily Blunt, ha catturato l'attenzione di 1 milione e 130 mila spettatori (4.3%) mentre su Rete4 per il film War House 783 mila spettatori e il 3.44% di share.