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giovedì 24 luglio 2014

Musica

23/07/2013 11:48

Nome in codice: cyber-bagarino

Un circuito di affari che muove cifre da capogiro: a porre un freno le forze dell’ordine con reparti ad hoc

Nome in codice: cyber-bagarino
Nonostante i tempi di crisi sono molte persone che non rinunciano a godere di un bel concerto dal vivo

 

Nonostante i tempi di crisi sono molte le persone che non rinunciano a godere di un bel concerto dal vivo
Il nuovo nemico della musica? Il cyber-bagarino
Un circuito di affari che muove cifre da capogiro: a porre un freno le forze dell’ordine con reparti ad hoc
Un concerto dal vivo è tutt’altro che pura musica. Da alcuni anni a questa parte si assiste infatti a veri show che richiamano centinaia e centinaia di persone. Il risultato? E’ diventato un business. Se c’è guadagno va da sé che si sviluppi anche un fenomeno collaterale quale il bagarinaggio, che, in tempi moderni, diventa “cyber”. Si tratta di biglietti spariti dal mercato in pochi minuti. Come è possibile? Ai tempi di internet si può e a farne le spese sono i fan. Basta con la fila ai botteghini: per andare a un concerto a cifre ammissibili bisogna sapersela destreggiare con il compute. Tutto qui. Infatti oggi i consumi musicali prolificano soprattutto sul web, dove proliferano i siti che vendono e rivendono i biglietti, in maniera più o meno autorizzata. Un fenomeno in crescita visto anche l’aumento della richiesta: non si comprano cd ma non si fa a meno di un bel concerto. 
E allora è un rifiorire di bagarini, oggi ‘cyber’ perché le operazioni avvengono on line. Un vero mercato secondario, che mette in contatto venditori e consumatori senza controlli esterni. Molti i siti che svolgono questa attività: Seatwave o Viagogo solo per citarne alcuni.  Un settore di rivendita secondaria che mette in allarme quelli autorizzati, con la complicità dei motori di ricerca. Dichiara Stefano Lionetti, amministratore delegato della biglietteria TicketOne, che agisce direttamente nel mercato primario,: "spesso le  società di secondary ticketing fanno così per comparire più in alto nelle classifiche di acquisto, tendendo una trappola al consumatore".
Sulla difensiva anche gli stessi artisti: i Radioheadad e Ligabue ad esempio,  per tutelare i loro fan hanno collaborato con i siti di prevendita ufficiale facendo chiedere al momento dell'acquisto i documenti d'identità. In Italia comunque, nonostante il problema ci sia, ci sono dei grandi vuoti normativi.  Un meccanismo semplice e ancora non punibile: appena iniziano le prevendite si acquista a blocchi e così c'è il sold out immediato che giustifica la compravendita a prezzi gonfiati quando la data del concerto si avvicina. Problema confermato da Loredana Sabbi, direttore Ufficio Accordi Siae, che invita a riflettere sul fatto che "i biglietti vengono venduti in modo anonimo e che non ci sono norme che regolano il mercato, a differenza degli spettacoli sportivi che prevedono la vendita nominale. Di conseguenza chiunque può acquistare un biglietto come può comprarne mille senza essere rintracciato". Al riguardo essenziale anche l’attività della Guardia di Finanza che deve risalire a chi ha venduto i biglietti, verificare se si tratta di circuiti legittimi, con prezzi annotati, registrati e con il dovuto pagamento alla Siae. Nel caso in cui infatti si tratti di circuiti clandestini il controllo va esteso anche all'impiego dei soldi ricavati dalla vendita dei biglietti, che possono equivalere a casi di evasione o riciclaggio. Un giro che attira migliaia di ragazzini e non solo.  Prezzi che aumentano vertiginosamente soprattutto nel caso di eventi a limitato ingresso come può essere uno spettacolo all’Arena di Verona. Visto l’aumento a macchia d’olio del fenomeno la Guardia di Finanza ha creato un reparto ad hoc che è il Nucleo speciale frodi tecnologiche (prima chiamato Nucleo speciale frodi telematiche e prima ancora Gat, Gruppo anticrimine tecnologico ), che cerca di capire dove sono avvenuti gli acquisti poco chiari dei biglietti e segnalarli ai diversi comparti della Gdf sul territorio.
Francesca Ceccarelli

 

Un concerto dal vivo è tutt’altro che pura musica. Da alcuni anni a questa parte si assiste infatti a veri show che richiamano centinaia e centinaia di persone. Il risultato? E’ diventato un business. Se c’è guadagno va da sé che si sviluppi anche un fenomeno collaterale quale il bagarinaggio, che, in tempi moderni, diventa “cyber”. Si tratta di biglietti spariti dal mercato in pochi minuti. Come è possibile? Ai tempi di internet si può e a farne le spese sono i fan. Basta con la fila ai botteghini: per andare a un concerto a cifre ammissibili bisogna sapersela destreggiare con il compute. Tutto qui. Infatti oggi i consumi musicali prolificano soprattutto sul web, dove proliferano i siti che vendono e rivendono i biglietti, in maniera più o meno autorizzata. Un fenomeno in crescita visto anche l’aumento della richiesta: non si comprano cd ma non si fa a meno di un bel concerto. E allora è un rifiorire di bagarini, oggi ‘cyber’ perché le operazioni avvengono on line. Un vero mercato secondario, che mette in contatto venditori e consumatori senza controlli esterni. Molti i siti che svolgono questa attività: Seatwave o Viagogo solo per citarne alcuni.  Un settore di rivendita secondaria che mette in allarme quelli autorizzati, con la complicità dei motori di ricerca. Dichiara Stefano Lionetti, amministratore delegato della biglietteria TicketOne, che agisce direttamente nel mercato primario,: "spesso le  società di secondary ticketing fanno così per comparire più in alto nelle classifiche di acquisto, tendendo una trappola al consumatore".
Sulla difensiva anche gli stessi artisti: i Radioheadad e Ligabue ad esempio,  per tutelare i loro fan hanno collaborato con i siti di prevendita ufficiale facendo chiedere al momento dell'acquisto i documenti d'identità. In Italia comunque, nonostante il problema ci sia, ci sono dei grandi vuoti normativi. 

 Un meccanismo semplice e ancora non punibile: appena iniziano le prevendite si acquista a blocchi e così c'è il sold out immediato che giustifica la compravendita a prezzi gonfiati quando la data del concerto si avvicina. Problema confermato da Loredana Sabbi, direttore Ufficio Accordi Siae, che invita a riflettere sul fatto che "i biglietti vengono venduti in modo anonimo e che non ci sono norme che regolano il mercato, a differenza degli spettacoli sportivi che prevedono la vendita nominale. Di conseguenza chiunque può acquistare un biglietto come può comprarne mille senza essere rintracciato". Al riguardo essenziale anche l’attività della Guardia di Finanza che deve risalire a chi ha venduto i biglietti, verificare se si tratta di circuiti legittimi, con prezzi annotati, registrati e con il dovuto pagamento alla Siae. Nel caso in cui infatti si tratti di circuiti clandestini il controllo va esteso anche all'impiego dei soldi ricavati dalla vendita dei biglietti, che possono equivalere a casi di evasione o riciclaggio. Un giro che attira migliaia di ragazzini e non solo.  Prezzi che aumentano vertiginosamente soprattutto nel caso di eventi a limitato ingresso come può essere uno spettacolo all’Arena di Verona. Visto l’aumento a macchia d’olio del fenomeno la Guardia di Finanza ha creato un reparto ad hoc che è il Nucleo speciale frodi tecnologiche (prima chiamato Nucleo speciale frodi telematiche e prima ancora Gat, Gruppo anticrimine tecnologico ), che cerca di capire dove sono avvenuti gli acquisti poco chiari dei biglietti e segnalarli ai diversi comparti della Gdf sul territorio.Francesca Ceccarelli

Francesca Ceccarelli