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martedì 19 giugno 2018

Primo piano

13/06/2018 07:00

C'È CHI FA VOMITARE NOI ITALIANI
STA IN FRANCIA E SI CHIAMA MACRON

Vergognosa provocazione di Parigi contro il nostro Paese: sono quelli della Libia e della Siria

C'È CHI FA VOMITARE NOI ITALIANI
STA IN FRANCIA E SI CHIAMA MACRON

Mattarella e Conte reagiscano agli insulti d'Oltralpe, che provengono persino da chi provava ribrezzo quando stringeva le mani degli operai nel suo Paese...

E per fortuna che aveva battuto ogni primato in tema di auguri di buon lavoro al nostro premier Conte. Con una capriola straordinaria, Macron si è messo ad insultare ciascuno di noi con quel "vomitevole" sbattuto in faccia all'Italia.

Perché non vogliamo più fare il lavoro sporco al posto degli altri.

Perché non vogliamo essere invasi.

Perché c'è un governo che pretende rispetto della nostra sovranità.

Perché la dignità nazionale è un valore che non facciamo mettere in discussione da nessuno.

Il governo italiano deve andare avanti e ricacciare in gola al presidente francese gli insulti ricevuti per aver detto no ad una nave che voleva spedire da noi centinaia di immigrati. Se li prendano loro, se ci tengono così tanto, ha detto Roma. E dalle altre capitali europei arrivano i fischi. Perché se l'Italia resiste, l'Europa egoista viene giù e si trova a dover fronte ad una marea di esseri umani che vengono considerati tali solo quando vengono da noi cattivoni. Ma loro no, non se li prendono.

Ecco, questa nostra Italia si è stufata della prepotenza altrui e ha detto basta all'accoglienza indiscriminata. E vuole rivedere le regole, anche se con "alleati" piuttosto maleducati, come ha dimostrato la truppaglia di Macron.

Del resto, i francesi non hanno proprio nulla da insegnare sul tema, visto che sono maestri nel fregarsene. Sono molto bravi a distinguere i richiedenti asilo dai migranti economici, loro sì che possono fare una specie di raccolta differenziata: è Parigi a trattare le persone come rifiuti, salvo fare la morale a chi non vuole pagare per conto terzi.

Macron e i suoi finanziatori, George Soros in testa, sanno bene che la mercanzia pregiata che viene dall'Africa è un affare da gestire fuori dal giardino di casa propria. Se la vedano i "vomitevoli" italiani.

Qualcuno si incarichi nell'esecutivo di chiedere conto al presidente della Francia del suo atteggiamento ostile alle politiche del governo italiano, che non deve chiedere permesso a lui cantando la Marsigliese. In quale scuola dovremmo apprendere come non si diventa "vomitevoli", monsieur president? A quella che bombardò la Libia di Gheddafi? O a quella che qualche mese fa si è schierata senza il minimo indugio dalla parte dei bombardamenti sulla Siria di Assad?

Ci sono due personalità in Italia, che dovranno pronunciare parole chiare nei confronti di questo signore che villeggia (e svillaneggia) a Parigi: sono Giuseppe Conte e soprattutto Sergio Mattarella.

Chi ha a cuore il buon nome dell'Italia deve reagire agli insulti. Non scoppierà una guerra, ma dovranno arrivare delle scuse. Perché i francesi hanno sbagliato gravemente, e non è nemmeno la prima volta. Ripongano nella fondina le loro voglie di grandeur, perché è passato quel tempo. La nuova Italia è in piedi e non si inginocchia di fronte a un ricco giovin signore che ha fatto vomitare il mondo quando si è saputo che si puliva le mani dopo aver stretto quelle degli operai. Sia lui a vergognarsi.

Francesco Storace