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martedì 19 giugno 2018

Giornali e dintorni

20/05/2018 07:32

Editoria, segnali in chiaroscuro

Sospesa l’asta per la vendita dell’Unità – Sciopero invece alla Mondadori per la cessione di due riviste

Editoria, segnali in chiaroscuro

 

 

L’asta per la vendita della testata l’Unità è stata sospesa. Lo ha deciso il giudice Federico Salvati, della sezione Esecuzioni mobiliari del Tribunale Civile di Roma, che ha emesso l’ordinanza di conversione dell’asta perché l’azienda Unità srl ha versato l’intera somma richiesta dai vari creditori (giornalisti), compresi gli interessi e le spese legali. “Una grande vittoria per i lavoratori dell’Unità, che, grazie al pignoramento della testata giornalistica, hanno ottenuto in brevissimo tempo il pagamento degli stipendi loro dovuti. L’asta per l’acquisto della storica testata  sarebbe iniziata lunedì mattina, 21 maggio, ma la società proprietaria è riuscita ad evitarla versando in un’unica soluzione le somme richieste dai giornalisti”, fa sapere l’avvocata Giordanelli del foro di Cosenza.
Gran parte dei giornalisti dell’Unità alla fine dello scorso anno aveva presentato dei decreti ingiuntivi per avere i due stipendi non pagati prima della chiusura del quotidiano, scomparso dalle edicole il 1 giugno scorso. Da allora l’azienda editrice, il gruppo Pessina all’80%, non ha dato alcuna risposta ai lavoratori, che sono poi ricorsi alle vie legali chiedendo il pignoramento. Dopo mesi di ulteriore silenzio da parte della Unità srl, anche sulle ingiunzioni di pagamento, il giudice ha agito nell’interesse dei creditori. In questi giorni sia al comitato di redazione che allo studio legale si sono palesati alcuni imprenditori interessati all’acquisto della storica testata. 

Per una situazione che evolve in maniera positiva, un’altra che segue l’andamento opposto. I giornalisti della Mondadori hanno proclamato uno sciopero immediato fino a lunedì prossimo contro “l’ipotesi di una cessione delle testate TuStyle e Confidenze alla società European Network”.  “Mentre editori come Cairo acquisiscono, risanano e rilanciano giornali e periodici – affermano i giornalisti -  la casa editrice della famiglia Berlusconi, smentendo se stessa e venendo meno a quanto dichiarato fino a ieri alle proprie rappresentanze sindacali, decide di cedere i propri periodici a società che per dimensione ed esperienza non riteniamo assolutamente affidabili. Il fondato sospetto dei giornalisti della Mondadori, pertanto, è che siamo di fronte a un’operazione di dismissione mascherata, per liberarsi dei lavoratori senza metterci la faccia”.