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mercoledì 23 maggio 2018

Società

16/05/2018 15:07

Vecchia e malandata: ecco l'Italia

I dati Istat evidenziano un calo della popolazione per il terzo anno consecutivo. Messi male anche sul lavoro e la scuola

Vecchia e malandata: ecco l'Italia

Per il terzo anno consecutivo diminuisce la popolazione, ecco i dati Istat
L’Italia? Sempre più anziana
E’ stato presentato a Roma il rapporto Istat 2017 e il quadro non è esaltante. Iniziamo dal dato demografico: la popolazione totale diminuisce per il terzo anno consecutivo di quasi 100mila persone rispetto al precedente: al 1° gennaio 2018 si stima che la popolazione ammonti a 60,5 milioni, con 5,6 milioni di stranieri (8,4%). Secondo l’Istat l'Italia è il secondo paese più vecchio del mondo: 168,7 anziani ogni 100 giovani. 
La dote familiare in termini di beni economici ma anche di titoli di studio e attività dei genitori è ''determinante'' per avere successo nello studio e nel lavoro: solo il 18,5% di chi parte dal basso si laurea e il 14,8% ha un lavoro qualificato. La cerchia di parenti e amici è anche decisiva nel trovare e non solo nel cercare un impiego: lavora grazie a a questo ''canale informale'' il 47,3% (50,6% al Sud) contro il 52,7% che l'ha ottenuto tramite annunci, datori di lavoro agenzie, concorsi.
"Il Mezzogiorno rimane l'unica ripartizione geografica con un saldo occupazionale negativo rispetto al 2008 (-310 mila, -4,8%)". Si legge ancora nel Rapporto annuale dell'Istat. Quindi il Sud non ha ancora recuperato i livelli pre-crisi. E ancora, al Mezzogiorno la quota di giovani 15-29enni che non studiano e non lavorano, conosciuti con l'acronimo inglese di Neet, è più che doppia rispetto a quella dell'Italia settentrionale. I Neet seppure in calo, a 2,2 milioni nel 2017, sono ancora il 24,1%, dal 16,7% del Nord al 34,4% del Sud.
In un decennio la mappa del lavoro è cambiata e il lavoro manuale segna una decisa contrazione: tra il 2008 e il 2017 sono scesi di un milione gli occupati classificati come "operai e artigiani" mentre si contano oltre 860 mila unità in più per le "professioni esecutive nel commercio e nei servizi", in cui rientrano gli impiegati con bassa qualifica che potrebbero essere ribattezzati come i 'nuovi collettivi bianchi'. Nell'industria si sono perse 895mila unità nei servizi se ne sono guadagnate 810mila.
Per quanto riguarda la scuola e i disabili, il rapporto evidenzia che nell'anno scolastico 2016-2017 nelle scuole del primo ciclo, statali e non, gli alunni con disabilità sono quasi 160 mila, il 3,5% del totale. Solo il 34% degli edifici scolastici del primo ciclo è accessibile e privo di barriere. In circa la metà dei fabbricati non accessibili mancano ascensori a norma, servoscala o rampe.



E’ stato presentato a Roma il rapporto Istat 2017 e il quadro non è esaltante. Iniziamo dal dato demografico: la popolazione totale diminuisce per il terzo anno consecutivo di quasi 100mila persone rispetto al precedente: al 1° gennaio 2018 si stima che la popolazione ammonti a 60,5 milioni, con 5,6 milioni di stranieri (8,4%). Secondo l’Istat l'Italia è il secondo paese più vecchio del mondo: 168,7 anziani ogni 100 giovani. La dote familiare in termini di beni economici ma anche di titoli di studio e attività dei genitori è ''determinante'' per avere successo nello studio e nel lavoro: solo il 18,5% di chi parte dal basso si laurea e il 14,8% ha un lavoro qualificato. La cerchia di parenti e amici è anche decisiva nel trovare e non solo nel cercare un impiego: lavora grazie a a questo ''canale informale'' il 47,3% (50,6% al Sud) contro il 52,7% che l'ha ottenuto tramite annunci, datori di lavoro agenzie, concorsi.
"Il Mezzogiorno rimane l'unica ripartizione geografica con un saldo occupazionale negativo rispetto al 2008 (-310 mila, -4,8%)". Si legge ancora nel Rapporto annuale dell'Istat. Quindi il Sud non ha ancora recuperato i livelli pre-crisi. E ancora, al Mezzogiorno la quota di giovani 15-29enni che non studiano e non lavorano, conosciuti con l'acronimo inglese di Neet, è più che doppia rispetto a quella dell'Italia settentrionale. I Neet seppure in calo, a 2,2 milioni nel 2017, sono ancora il 24,1%, dal 16,7% del Nord al 34,4% del Sud.
In un decennio la mappa del lavoro è cambiata e il lavoro manuale segna una decisa contrazione: tra il 2008 e il 2017 sono scesi di un milione gli occupati classificati come "operai e artigiani" mentre si contano oltre 860 mila unità in più per le "professioni esecutive nel commercio e nei servizi", in cui rientrano gli impiegati con bassa qualifica che potrebbero essere ribattezzati come i 'nuovi collettivi bianchi'. Nell'industria si sono perse 895mila unità nei servizi se ne sono guadagnate 810mila.
Per quanto riguarda la scuola e i disabili, il rapporto evidenzia che nell'anno scolastico 2016-2017 nelle scuole del primo ciclo, statali e non, gli alunni con disabilità sono quasi 160 mila, il 3,5% del totale. Solo il 34% degli edifici scolastici del primo ciclo è accessibile e privo di barriere. In circa la metà dei fabbricati non accessibili mancano ascensori a norma, servoscala o rampe.