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martedì 19 giugno 2018

Dall'Italia

13/03/2018 15:13

Vaccini obbligatori: alunni respinti

La scelta imposta dal Governo continua a far discutere

Vaccini obbligatori: alunni respinti
Si registrano i primi casi di bambini che non sono potuti entrare in alcuni asili nido e scuole materne. Intanto chi è contrario alla misura minaccia azioni legali

 

OC. La scelta imposta dal Governo continua a far discutere
TIT. Vaccini obbligatori: bambini respinti
SOM. Si registrano i primi casi di bambini che non sono potuti entrare negli alcuni 
asili nido e scuole materne. Intanto chi è contrario alla misura minaccia azioni legali
La questione delle vaccinazioni obbligatorie a scuola continua a tenere banco. E arrivano i primi effetti della scelta imposta dal Governo: a Milano quattro i bambini fino a sei anni non sono potuti entrare negli asili nido e nelle scuole materne comunali perché non in regola con la documentazione. Dal Comune spiegano che sono una decina i bimbi che risultano non in regola ma 5-6 erano assenti da scuola già dalla fine della scorsa settimana forse per l'influenza. Alcuni genitori, secondo quanto dichiarato, si sono giustificati dicendo di non aver avuto tempo.
Anche a Sulmona (L'Aquila) quattro bambini non sono risultati in regola con i vaccini e la dirigente scolastica di un istituto comprensivo li ha rimandati a casa ordinando alle famiglie di mettersi in regola con le disposizioni di legge. “Si tratta di quattro differenti casi – ha spiegato la dirigente - due in via di risoluzione perché provocati da una semplice dimenticanza che sarà risolta già da domani (oggi, ndr). Gli altri due invece per il rifiuto dei genitori di vaccinare i figli”.
Proprio ieri sulla carta scattava infatti l'obbligo per tutti i bambini di essere in regola con il programma vaccinale e con la consegna della documentazione alle scuola, ove non fosse stata attivata l’anagrafe vaccinale.
E chi non è in regola? Il meccanismo prevede che i dirigenti scolastici debbano inviare una comunicazione scritta alle famiglie, invitandole a presentare i relativi documenti. Se questo non avverrà i bambini di asili nido e scuole materne (0-6 anni) non vaccinati o non in lista d’attesa per esserlo, non potranno entrare finché la loro situazione non sarà regolarizzata. Per i ragazzi della scuola dell’obbligo (7-16 anni) la procedura prevede un richiamo da parte della Asl e può arrivare sino a una multa compresa tra i 100 e i 500 euro.
I presidi hanno quindi la facoltà di lasciare fuori dalle aule i bambini non vaccinati. La loro operatività, ha spiegato Antonello Giannelli, presidente dell'Anp (l'Associazione nazionale presidi), “è dettata dalla legge, ma questa situazione per noi è lacerante e peraltro, come avevamo ampiamente denunciato, ci fa lavorare in una situazione di grande incertezza”. Anche perché, ha aggiunto, “noi non siamo i gendarmi della burocrazia”. In ogni caso, a suo giudizio, la situazione non si presta a dubbi o a interpretazioni di sorta: “I bimbi delle scuole materne o dei nidi non in possesso della documentazione che comprovi l'avvenuta vaccinazione o la prenotazione per adempiere all'obbligo non potranno entrare nelle scuole”. I presidi, se decidessero altrimenti, “potrebbero incorrere nel reato di omissione di atti di ufficio”. Tuttavia “è evidente che dopo la promulgazione, mesi fa, della legge sull'obbligo vaccinale si poteva fare di più e meglio”.
E mentre i presidi invitano a far rispettare l'obbligo chi è contrario alla misura minaccia azioni legali nel caso di esclusione di bambini inadempienti.
“Quella del 12 marzo 2018 non è  una data vincolante. La legge 119/2017 non la prevede come tale. Non abbiamo avuto alcuna notizia da parte delle autorità scolastiche e sanitarie” ha detto Matteo Angelini, uno dei genitori dell'associazione ‘E pur si muove’ di Rimini, il gruppo nato con l'intento di coinvolgere e organizzare i cittadini della provincia che hanno deciso di attivarsi ‘per la Libertà di Scelta in campo vaccinale’. “Non credo che nessun dirigente scolastico si prenderà l'onere di lasciare un bimbo fuori dalla scuola senza alcun preavviso, nessuna comunicazione ufficiale. Se dovesse accadere che lasciano qualcuno fuori, ne risponderanno in sede legale” ha aggiunto. 
Ma quanti sono gli alunni non vaccinati in Italia? Secondo le stime sui dati del ministero della Sanità sarebbero tra i 20 e i 30 mila quelli sotto i sei anni ancora privi della documentazione per le  vaccinazioni, ma ogni Regione si comporterà in modo diverso per l'applicazione di proroghe. 
Nel caso in cui il genitore/tutore/affidatario non presenti alla scuola la documentazione attestante l'avvenuta vaccinazione, l'esonero, l'omissione o il differimento il dirigente scolastico è tenuto a segnalare la violazione alla Asl entro dieci giorni. A questo punto la Asl contatta i genitori per un appuntamento e un colloquio informativo indicando le modalità e i tempi nei quali effettuare le vaccinazioni prescritte.  
Se i genitori non si presentano all'appuntamento  oppure, a seguito del colloquio informativo, non provvedano a far somministrare il vaccino al bambino, l'Asl contesta formalmente l'inadempimento dell'obbligo. Nella contestazione la Asl indica un termine ultimo. I genitori possono ancora ‘salvarsi’ se provvedono a far somministrare al minore il vaccino o la prima dose del ciclo vaccinale nel termine indicato altrimenti scattano le sanzioni: per i bambini da 0 a 6 anni l'inadempienza rappresenta “motivo di esclusione dal servizio educativo”, anche se l'uscita dall'aula in pieno anno scolastico non è stata ancora regolata a livello di procedure. Un “vuoto” nel quale si inserisce l'iniziativa dei presidi, che hanno scelto per la linea dura da subito.
Per i genitori di questi bambini, ma anche di quelli da 6 a 16, scatta una sanzione amministrativa pecuniaria da 100 euro a 500 euro, proporzionata alla gravità dell'inadempimento, ad esempio al numero di vaccinazioni omesse. 
La questione delle vaccinazioni obbligatorie a scuola continua a tenere banco. E arrivano i primi effetti della scelta imposta dal Governo: a Milano quattro i bambini fino a sei anni non sono potuti entrare negli asili nido e nelle scuole materne comunali perché non in regola con la documentazione. Dal Comune spiegano che sono una decina i bimbi che risultano non in regola ma 5-6 erano assenti da scuola già dalla fine della scorsa settimana forse per l'influenza. Alcuni genitori, secondo quanto dichiarato, si sono giustificati dicendo di non aver avuto tempo.

 

Anche a Sulmona (L'Aquila) quattro bambini non sono risultati in regola con i vaccini e la dirigente scolastica di un istituto comprensivo li ha rimandati a casa ordinando alle famiglie di mettersi in regola con le disposizioni di legge. “Si tratta di quattro differenti casi – ha spiegato la dirigente - due in via di risoluzione perché provocati da una semplice dimenticanza che sarà risolta già da domani (oggi, ndr). Gli altri due invece per il rifiuto dei genitori di vaccinare i figli”.

Proprio ieri sulla carta scattava infatti l'obbligo per tutti i bambini di essere in regola con il programma vaccinale e con la consegna della documentazione alle scuola, ove non fosse stata attivata l’anagrafe vaccinale.

E chi non è in regola? Il meccanismo prevede che i dirigenti scolastici debbano inviare una comunicazione scritta alle famiglie, invitandole a presentare i relativi documenti. Se questo non avverrà i bambini di asili nido e scuole materne (0-6 anni) non vaccinati o non in lista d’attesa per esserlo, non potranno entrare finché la loro situazione non sarà regolarizzata. Per i ragazzi della scuola dell’obbligo (7-16 anni) la procedura prevede un richiamo da parte della Asl e può arrivare sino a una multa compresa tra i 100 e i 500 euro.

I presidi hanno quindi la facoltà di lasciare fuori dalle aule i bambini non vaccinati. La loro operatività, ha spiegato Antonello Giannelli, presidente dell'Anp (l'Associazione nazionale presidi), “è dettata dalla legge, ma questa situazione per noi è lacerante e peraltro, come avevamo ampiamente denunciato, ci fa lavorare in una situazione di grande incertezza”. Anche perché, ha aggiunto, “noi non siamo i gendarmi della burocrazia”. In ogni caso, a suo giudizio, la situazione non si presta a dubbi o a interpretazioni di sorta: “I bimbi delle scuole materne o dei nidi non in possesso della documentazione che comprovi l'avvenuta vaccinazione o la prenotazione per adempiere all'obbligo non potranno entrare nelle scuole”. I presidi, se decidessero altrimenti, “potrebbero incorrere nel reato di omissione di atti di ufficio”. Tuttavia “è evidente che dopo la promulgazione, mesi fa, della legge sull'obbligo vaccinale si poteva fare di più e meglio”.

E mentre i presidi invitano a far rispettare l'obbligo chi è contrario alla misura minaccia azioni legali nel caso di esclusione di bambini inadempienti.

“Quella del 12 marzo 2018 non è  una data vincolante. La legge 119/2017 non la prevede come tale. Non abbiamo avuto alcuna notizia da parte delle autorità scolastiche e sanitarie” ha detto Matteo Angelini, uno dei genitori dell'associazione ‘E pur si muove’ di Rimini, il gruppo nato con l'intento di coinvolgere e organizzare i cittadini della provincia che hanno deciso di attivarsi ‘per la Libertà di Scelta in campo vaccinale’. “Non credo che nessun dirigente scolastico si prenderà l'onere di lasciare un bimbo fuori dalla scuola senza alcun preavviso, nessuna comunicazione ufficiale. Se dovesse accadere che lasciano qualcuno fuori, ne risponderanno in sede legale” ha aggiunto. 

Ma quanti sono gli alunni non vaccinati in Italia? Secondo le stime sui dati del ministero della Sanità sarebbero tra i 20 e i 30 mila quelli sotto i sei anni ancora privi della documentazione per le  vaccinazioni, ma ogni Regione si comporterà in modo diverso per l'applicazione di proroghe. 

Nel caso in cui il genitore/tutore/affidatario non presenti alla scuola la documentazione attestante l'avvenuta vaccinazione, l'esonero, l'omissione o il differimento il dirigente scolastico è tenuto a segnalare la violazione alla Asl entro dieci giorni. A questo punto la Asl contatta i genitori per un appuntamento e un colloquio informativo indicando le modalità e i tempi nei quali effettuare le vaccinazioni prescritte.  

Se i genitori non si presentano all'appuntamento  oppure, a seguito del colloquio informativo, non provvedano a far somministrare il vaccino al bambino, l'Asl contesta formalmente l'inadempimento dell'obbligo. Nella contestazione la Asl indica un termine ultimo. I genitori possono ancora ‘salvarsi’ se provvedono a far somministrare al minore il vaccino o la prima dose del ciclo vaccinale nel termine indicato altrimenti scattano le sanzioni: per i bambini da 0 a 6 anni l'inadempienza rappresenta “motivo di esclusione dal servizio educativo”, anche se l'uscita dall'aula in pieno anno scolastico non è stata ancora regolata a livello di procedure. Un “vuoto” nel quale si inserisce l'iniziativa dei presidi, che hanno scelto per la linea dura da subito.

Per i genitori di questi bambini, ma anche di quelli da 6 a 16, scatta una sanzione amministrativa pecuniaria da 100 euro a 500 euro, proporzionata alla gravità dell'inadempimento, ad esempio al numero di vaccinazioni omesse.