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martedì 19 giugno 2018

la testimonianza

13/03/2018 16:32

Al lavoro per l’Italia del futuro

La Scuola di formazione politica della Lega vista da un giovane studente di 18 anni

Al lavoro per l’Italia del futuro

Io sono Tommaso Marianini e ho 18 anni. Domenica è terminato il primo dei tre anni della scuola di formazione politica della Lega alla quale ho partecipato negli ultimi sei mesi.

La politica è da sempre una mia passione, ho iniziato a frequentarla grazie all' Associazione Progetto Nazionale, guardando la militanza e i suoi aspetti, la passione di chi fa politica perché il cuore in petto non gli da alternative.

La scuola di formazione politica è nata da un’idea del neo senatore leghista Armando Siri, consigliere economico di Matteo Salvini nonché l’ideatore della riforma del fisco con l’introduzione della Flat Tax al 15%.

Nel corso delle sei giornate di formazione si è discusso di molte tematiche quali i  meccanismi della gabbia europea, i problemi degli enti locali, i principi di funzionamento dell’economia e poi il tema del lavoro, la riforma fiscale, giustizia, sistemi elettorali e comunicazione con gli organi di stampa. Un'indigestione di concetti non finalizzati a farci diventare dei perfetti leghisti ma per abituarci al confronto tramite un dialogo costruttivo spesso fra persone con idee diverse. Sono infatti intervenuti alle lezioni docenti universitari, giornalisti, rappresentanti del mondo imprenditoriale, esponenti politici locali e nazionali. Intere categorie di persone legate direttamente o indirettamente al mondo della politica hanno sfilato davanti a noi ad offrirci concetti, scenari, strumenti che mai avevo affrontato prima. Ho 18 anni dicevo e tutto questo ad alcuni miei coetanei potrà sembrare un'esperienza da "sfigati. Infatti i giovani che frequentavano il corso erano molto pochi e questo mi è dispiaciuto anche perché gli "sfigati" sono altri secondo me.

Sono quelli che non si interessano a nulla, nemmeno a come vogliono pensare.

Lo slogan della scuola di formazione politica era: penso, conosco, creo.

Io da questa esperienza ho creato un mio spazio e mi ci sono buttato senza paura perché la politica bisogna vederla così. Frequentando la scuola ho iniziato a capire che con gli strumenti che mi stavano fornendo, dovevo iniziare a muovermi, a mettere in pratica.

Nell’ultimo mese, quindi  ho preso parte alla politica attiva, facendo gazebo per la campagna elettorale,  volantinaggio nelle piazze, strappando opinioni, sorrisi e qualche insulto. Mi sono improvvisato addetto stampa di una candidata alla Camera, parlando in pubblico col cuore in gola perché la teoria di forma ma la pratica ti lancia nella mischia e ne devi uscire bene.

Personalmente sono molto soddisfatto dell’esperienza fatta in questi mesi perché la scuola mi ha dato la possibilità di approfondire argomenti di cui ero a conoscenza in maniera superficiale o dei quali ignoravo l'esistenza.

Servirebbero, secondo me, maggiori iniziative di questo genere per dare la possibilità ai giovani di approcciarsi alla politica sana con la “P” maiuscola e creare buoni presupposti per costruire una rinnovata classe politica che serva il Paese, che difenda la nostra sovranità nazionale e pensi prima ai bisogni dei suoi cittadini.