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martedì 19 giugno 2018

Povera Italia

12/03/2018 14:56

Piove tanto. Però manca l'acqua

L’Associazione dei Consorzi rilancia l’allarme sulle risorse idriche. Serve una adeguata rete di invasi

Piove tanto. Però manca l'acqua

 

 

Consorzi di bonifica preoccupati, ma già da giorni al lavoro, per l'arrivo di temperature più miti: il timore è che l'innalzamento delle colonnine di mercurio comporti un repentino scioglimento delle abbondanti quantità di neve, cadute questo inverno e che, riversandosi nei corsi d'acqua, aumentino il rischio di tracimazione a valle. Per questo, si sta provvedendo agli interventi ed alle manovre idrauliche, atte a contenere tale pericolo.

"E' in situazioni come queste- commenta alla Dire Francesco Vincenzi, presidente dell'Associazione nazionale dei consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue (Anbi)- che più si avverte la mancanza di un'adeguata rete di invasi, capace di trattenere la risorsa idrica per i periodi di bisogno, riducendo al contempo il pericolo delle piene fluviali. La sfida che la Pubblica Amministrazione deve far propria e vincere nel Paese, è quella di tradurre in cantieri le risorse in bilancio, che inefficienza e ritardi nelle procedure rischiano fortemente di vanificare".

Il più recente esempio è arrivato dalle Marche dove, nei giorni scorsi, la diga di Mercatale e le aree di esondazione naturale hanno salvato Pesaro dalla tracimazione del fiume Foglia.

"Il paradosso non più sostenibile- aggiunge Massimo Gargano, direttore generale di Anbi- è  che, nonostante il maltempo, il bilancio idrico del Paese resti deficitario e si guardi con preoccupazione all'arrivo della bella stagione. I Consorzi di bonifica, unitamente alle Autorità di Distretto Idrografico ed agli enti territoriali, si stanno adoperando per fare fronte ad una situazione di latente emergenza." I dati indicano che, al Nord, tutti i grandi laghi restano sotto la media stagionale con i bacini d'Iseo (cm. -6,0) e di Como (cm. -16,3) addirittura sotto lo zero idrometrico. Non va meglio al Sud, dove i bacini segnano livelli largamente inferiori a quelli degli anni scorsi. La situazione più preoccupante è in Sicilia, dove i principali invasi contengono poco piu' di 89 milioni di metri cubi d'acqua contro gli oltre 400 di un anno fa e addirittura i quasi 593 del 2010. In Basilicata ci sono disponibili quasi 296 milioni di metri cubi d'acqua, ma erano circa 390 lo scorso anno ed oltre 711 nel 2010; in Puglia, le risorse idriche invasate sono poco più di 206 milioni di metri cubi contro i quasi 344 dello scorso anno e gli oltre 337 del 2010, mentre in Sardegna risultano disponibili circa 713 milioni di metri cubi d'acqua, mentre 12 mesi fa erano più di 1.160 e a fine Febbraio 2010 erano 1.436. Conclude Francesco Vincenzi, presidente Anbi: "Snellire la burocrazia, monitorare le ragioni dei ritardi di pianificazione, programmazione ed operatività: è questo un obbiettivo da raggiungere in fretta ed una sfida da vincere per promuovere lo sviluppo infrastrutturale, dare nuovo dinamismo alla crescita ed impulso all'occupazione. La ripresa economica potrebbe essere più decisa, se le infrastrutture, tra cui quelle in grado di offrire difesa del suolo e disponibilità di risorse idriche, fossero programmate e pianificate con procedure atte a far partire sollecitamente i lavori, coerentemente con lo stanziamento delle risorse da parte delle Istituzioni".