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mercoledì 23 maggio 2018

Il fatto del giorno

13/02/2018 08:01

PER UN PUGNO DI EURO

Dietro il risibile aumento di stipendio, le politiche per la sicurezza latitano

PER UN PUGNO DI EURO

Agenti accerchiati dagli immigrati in Sicilia, esplode la rabbia dei sindacati: “Servizi ormai troppo rischiosi per chi indossa la divisa, Gabrielli e il ministro Minniti ne prendano atto”

Una rivolta allo hotspot di Milo che rischia di finire male. Una situazione esplosiva, un sinistro campanello d’allarme che risuona da questa contrada siciliana e si propaga in tutta Italia. C’è un problema sicurezza, e non può essere messo sotto il tappeto. I sindacati delle forze dell’ordine fanno da eco. “I poliziotti non possono certamente rischiare la vita per le gravi carenze organiche come avvenuto nelle scorse ore a Trapani, dove sessanta migranti hanno aggredito una decina di agenti, di cui tre sono rimasti feriti, intervenuti per vanificare la rivolta all'hotspot di Contrada Milo”, spiega Fabio Conestà, segretario generale del Movimento sindacale autonomo di polizia. E il suo è un atto di accusa, una critica diretta delle dichiarazioni del Ministro dell'Interno secondo il quale le politiche di sicurezza del Paese non possono essere le stesse da Bolzano a Trapani.

“Il capo della polizia, Franco Gabrielli, e il ministro dell'Interno, Marco Minniti, prendano atto - lamenta Conestà - che questi servizi di sicurezza sono diventati troppo rischiosi per chi indossa una divisa e le condizioni operative non sono assolutamente accettabili. Occorre un'immediata inversione di rotta e l'irrisorio aumento degli stipendi, una decina di euro in più dopo ben un decennio di blocco del contratto del comparto sicurezza, non può offuscare le priorità che sosteniamo da tempo: nuovo personale, più mezzi, equipaggiamenti adeguati e formazione antiterrorismo. A differenza di quanto sostiene Minniti, le politiche di sicurezza devono essere le stesse da Bolzano a Trapani perché il pericolo è sempre in agguato e i nostri uomini devono essere pronti a difendere i cittadini ed assicurare la sicurezza e la legalità. Al momento non è affatto così, non si nasconda la polvere sotto il tappeto”, chiude il numero uno del Mosap.

Anche dai movimenti della politica si solleva il problema: “Nell'esprimere piena solidarieta' agli agenti aggrediti dell'hotspot di Contrada Milo (Trapani) mentre cercavano di arginare la fuga di una sessantina di immigrati, chiediamo di cambiare le regole d'ingaggio nella gestione dell'ordine pubblico”, dichiarano in una nota congiunta Nicola D'Aguanno e Fabio Sabbatani Schiuma, rispettivamente commissario provinciale e segretario nazionale di Riva Destra, movimento nato dallo storico primo circolo di Alleanza Nazionale. “Non basta -continua la nota- la, pur legittima, richiesta di un'assicurazione per gli infortuni sul lavoro, ma è quanto mai opportuno rivedere il Codice Penale e il Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza. Siamo di fronte -conclude la nota- negli hotspot e in determinate manifestazione violente a veri e propri attacchi mirati alle forze dell'ordine”.