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sabato 20 gennaio 2018

sinistrati

13/01/2018 08:55

Grasso contestato: 'Vattene, vergogna!'

Il leader di Liberi e Uguali preso a male parole dai lavoratori della Ideal Standard, altra azienda che ha deciso di chiudere

Grasso contestato: 'Vattene, vergogna!'

 

Anche gli operai non digeriscono più la sinistra, che un tempo era il loro riferimento non solo sindacale ma anche politico rappresentando un’importante fascia elettorale.

Oggi non è più così, la delusione ha preso il sopravvento ormai da anni. E l’ennesima testimonianza è arrivata dalla dura contestazione riservata a Pietro Grasso, il leader di Liberi e Uguali sostenuto da Pierluigi Bersani e da Massimo D’Alema, proprio quest’ultimo per anni emblema della sinistra progressista di governo.

La protesta è scattata ieri mattina davanti il Ministero dello Sviluppo economico appena l’attuale presidente del Senato s’è avvicinato al sit-in dei lavoratori della Ideal Standard di Roccasecca, in provincia di Frosinone, dove sorge l’importante sito che ormai è prossimo alla chiusura malgrado sia un fiore all’occhiello dell’azienda operante nel settore della rubinetteria, sanitari e accessori per bagni.

Insomma, un’altra chiusura che fotografa da un lato l’impoverimento industriale con il passare degli anni di un territorio fertile quale è sempre stato la Ciociaria, dall’altro la mancanza di soluzioni messe in campo anche da parte della Regione Lazio e del governatore uscente Nicola Zingaretti, che s’è limitato a chiedere un incontro al Mise.

Il triste destino sembra essere lo stesso di altri disoccupati che in questi anni hanno protestato sotto il Mise senza ottenere alcunché.  Altri cinquecento lavoratori, insieme alle loro famiglie, che non sanno come andare avanti di fronte ad una situazione che sembra essere irrecuperabile.

Così una delegazione di operai non le ha mandate a dire a Grasso appena si è avvicinato ai manifestanti: “Vattene, vergognati!”.

E lui s’è preso sia i fischi che gli insulti, scrivendo poi su Facebook che “mi hanno urlato ‘vattene, vergognati!’ - racconta - Li capisco, anche io lo avrei fatto. Quando rischi di perdere il lavoro e temi per il futuro della tua famiglia, non ti importa di nulla”.

“Basta con promesse assurde, basta con prese in giro, basta con questa dissennata scelta di usare la paura dei cittadini e la vita delle persone per qualche voto in più”, sottolineando: “Alla fine io e i lavoratori ci siamo spiegati”. E ancora: “Hanno ricordato che quando giorni fa li avevo incontrati a Roccasecca mi avevano chiesto di rivederci sotto al Ministero. La credibilità è cosa rara in politica e io sono un uomo di parola. Ho preso l'impegno di non abbandonarli”.

Poi è apparso il commento di Simona, la moglie di uno dei 500 lavoratori che rischiano di perdere il posto, che di fatto racchiude il pensiero di chi vive con ansia e paura questi giorni.

“Siamo stanchi  ha scritto - il lavoro è un diritto e tanti padri di famiglia stanno lottando per questo,: in questo momento lottiamo solo per quello che ci è dovuto, spero che lei e altri suoi colleghi non abbandoniate gli operai dell’ideal standard di Roccasecca. Ognuno è libero di votare chi vuole, ma tutte queste lotte non le stiamo facendo per la politica ma per dare un piatto e una vita normale ai nostri figli e avere dignità”.

Infine, Simona è ancora più chiara e ha chiesto fatti concreti: “Non ci facciamo nulla con le sfilate a fine mese, spero che possiate fare qualcosa di concreto”.

Nel tardo pomeriggio l’azienda ha aperto uno spiraglio, affermando di essere disponibile “a valutare le condizioni per supportare il percorso” presentato dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda e “si riserva di dare un giudizio più approfondito nell’incontro che il ministro stesso ha fissato fra quindici giorni per condividere con azienda e parti sociali l’avanzamento delle trattative con il potenziale nuovo investitore”.