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venerdì 15 dicembre 2017

L’appuntamento

06/12/2017 06:53

Salvini e Musumeci ricordano Tatarella

Dalla Capitanata al Parlamento europeo, sabato a Foggia la presentazione del libro di Natale Labia

Salvini e Musumeci ricordano Tatarella

Si svolgerà sabato 9 dicembre alle ore 17.30, nella elegante e suggestiva cornice della Sala Fedora del Teatro Umberto Giordano di Foggia la presentazione del libro di Natale Labia “Salvatore Tatarella, il Sindaco di tutti” (Il Castello Edizioni), biografia attenta del politico nato a Cerignola e politicamente cresciuto a Foggia dove fu Segretario provinciale e Consigliere provinciale del Msi.

All’evento organizzato dal Comune di Foggia in collaborazione con la Fondazione Tatarella, interverranno, oltre all’autore, il Presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci e l’eurodeputato e Segretario Federale dell Lega Matteo Salvini. Previsti i saluti del Sindaco di Foggia Franco Landella e di Fabrizio Tatarella per la Fondazione Tatarella.

In pochi lo ricordano, ma Alleanza nazionale e Lega Nord hanno fatto parte in Europa dello stesso gruppo parlamentare, quello delle destre europee, l’UEN, Unione per l’Europa delle Nazioni. Nella 6 Legislatura del Parlamento europeo (2004 – 2009) Salvatore Tatarella, Nello Musumeci e Matteo Salvini facevano parte dello stesso gruppo parlamentare, insieme al partito repubblicano irlandese Fianna Fail, il portoghese Centro Democratico, e i gollisti di Charles Pasqua e il Partito polacco Diritto e Giustizia Il gruppo era presieduto da due co-presidenti: l'italiana Cristiana Muscardini, esponente di AN, e l'irlandese Brian Cowely, esponente del Fianna Fáil.

Salvatore Tatarella, prima di essere apprezzato Sindaco di Cerignola nel 1993, è stato Consigliere provinciale a Palazzo Dogana negli anni 1980-1985 e infine Consigliere regionale del Msi di Capitanata nel 1990 con oltre 13mila preferenze. Nel 1994 veniva eletto al Parlamento Europeo con olre 139mila preferenze, molte delle quali (35.767) provenienti dalla sua provincia di origine, la Capitanata, a cui era visceralmente attaccato.

Esponente storico della destra di Capitanata per tanti anni prima della prematura scomparsa del fratello Pinuccio, quando il partito lo costrinse a trasferirsi con la famiglia a Bari per prenderne il posto, numerose sono state le sue battaglie a Strasburgo in difesa della Provincia di Foggia e della Puglia ampiamente documentate nel suo libro “Tra Bari e Strasburgo” che ne ripercorrre l’impegno politico parlamentare.

“Salvatore, mio fratello, la parte migliore di me, il superamento di me stesso, è sindaco di Cerignola». Con queste parole Pinuccio Tatarella, in un comizio a Cerignola il 10.12.1993, salutava la storica vittoria del fratello nella terra di Giuseppe Di Vittorio, definita la roccaforte della sinistra, vittoria che diede il via all’operazione Alleanza nazionale e alla destra di governo.

La vita politica di Salvatore Tatarella ha attraversato mezzo secolo di storia con due percorsi paralleli: da un lato l’impegno e i gradi nel partito (Movimento sociale italiano, Alleanza nazionale, Popolo delle libertà, Futuro e Libertà per l’Italia), dall’altro quello nelle istituzioni (consigliere comunale a Cerignola e Bari, consigliere provinciale a Foggia, consigliere regionale, Sindaco e assessore a Cerignola, Vice Sindaco di Bari, deputato e parlamentare europeo).

Consapevole che il lavoro politico necessita di competenze e conoscenze, ha affinato la preparazione in particolare sui temi delle infrastrutture e dello sviluppo economico, ma è nel ruolo di sindaco di Cerignola che Tatarella ha dimostrato tutte le sue abilità politiche. Nei cinque anni in cui ha governato la città di Zingarelli e Di Vittorio l’ha cambiata profondamente e non solo nel suo aspetto estetico. Ha dimostrato che la politica può e deve migliorare la vita della propria comunità, piccola o grande che sia tanto che ancora oggi quel tempo è ricordato come un tempo di ottimismo operoso e di partecipazione corale.

Per questo Salvatore Tatarella può essere definito “il sindaco di tutti”. Non perché durante la sindacatura non ci fossero scontri e partigianerie, ma perché ha amministrato con impegno e ha preteso ed ottenuto risultati positivi che hanno avvicinato, invece di allontanarle come spesso accade, tante persone alla politica.

Il suo ultimo impegno è stato quello della Fondazione Tatarella a cui ha dedicato tutto se stesso fino alla malattia che lo ha portato via il 28 gennaio scorso.