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venerdì 24 novembre 2017

Calcio e veleni

14/11/2017 10:25

Esultanza “in nero”, caso a Marzabotto

Sotto la maglia del marcatore ospite spunta l’aquila della Rsi: sospeso e multato dalla sua società

Esultanza “in nero”, caso a Marzabotto

Calcio e veleni
Esultanza “in nero”, caso a Marzabotto
Sotto la maglia del marcatore ospite spunta l’aquila della Rsi: sospeso e multato dalla sua società
Un’esultanza “vietata”. E la canea che subito si scatena. Non c’è il palcoscenico della massima serie di calcio a tenere a battesimo l’ennesima polemica, ma un torneo dilettantesco regionale, la seconda categoria. Da una parte il Marzabotto, squadra del paese teatro dell’omonima strage sull’Appennino emiliano, dall’altra il 65 Futa, compagine del vicino centro di Loiano. Il pallone va in pota per gli ospiti e il marcatore festeggia togliendosi la maglia: sotto ne veste un’altra, nera, con tricolore e aquila in evidenza. Mentre rimane poco chiaro se si sia o meno cimentato nel saluto romano, tanto è bastato per l’atto d’accusa: "si è diretto verso il pubblico sugli spalti togliendosi la maglietta sportiva e sfoggiandone una nera con in bella vista l'Aquila fascista". A segnalare il fatto, in una nota, è stato il presidente del comitato regionale onoranze ai caduti di Marzabotto, Valter Cardi secondo cui "ancora una volta Marzabotto si vede costretto a subire una ennesima inaccettabile offesa durante una partita di calcio". A giudizio di Cardi, si tratta di un "atto gravissimo e chiaramente aggravato dalla premeditazione, preoccupante al pari dell'atteggiamento dell'arbitro, il quale non ha preso nessun provvedimento! Non è accettabile che nello sport vi siano queste esibizioni che non sono altro che apologia di fascismo e quindi un reato perseguibile dalle leggi vigenti". Con naturale accusa anche alla società ospite, che però ha poi diffuso un comunicato.
“In seguito ai gravi fatti accaduti nella partita Marzabotto-Futa65 – si legge nella nota – In cui un nostro tesserato si è reso protagonista di gesti che vanno oltre le regole dello sport, la Società Futa 65 comunica che non era a conoscenza della maglia indossata dal ragazzo, e che nel caso un qualsiasi giocatore o dirigente l’avesse vista ovviamente avrebbe impedito categoricamente di indossarla. Ribadendo l’estraneità al fatto, la Società Futa 65 comunica inoltre che il calciatore in questione è già stato sospeso dall’attività agonistica e verrà multato secondo il regolamento interno vigente. Ci scusiamo per l’accaduto con tutte le persone colpite nel profondo da questo gesto e chiediamo scusa a tutti a nome nostro e del nostro tesserato!”. 
Un’esultanza “vietata”. E la canea che subito si scatena. Non c’è il palcoscenico della massima serie di calcio a tenere a battesimo l’ennesima polemica, ma un torneo dilettantesco regionale, la seconda categoria. Da una parte il Marzabotto, squadra del paese teatro dell’omonima strage sull’Appennino emiliano, dall’altra il 65 Futa, compagine del vicino centro di Loiano. Il pallone va in pota per gli ospiti e il marcatore festeggia togliendosi la maglia: sotto ne veste un’altra, nera, con tricolore e aquila in evidenza. Mentre rimane poco chiaro se si sia o meno cimentato nel saluto romano, tanto è bastato per l’atto d’accusa: "si è diretto verso il pubblico sugli spalti togliendosi la maglietta sportiva e sfoggiandone una nera con in bella vista l'Aquila fascista". A segnalare il fatto, in una nota, è stato il presidente del comitato regionale onoranze ai caduti di Marzabotto, Valter Cardi secondo cui "ancora una volta Marzabotto si vede costretto a subire una ennesima inaccettabile offesa durante una partita di calcio". A giudizio di Cardi, si tratta di un "atto gravissimo e chiaramente aggravato dalla premeditazione, preoccupante al pari dell'atteggiamento dell'arbitro, il quale non ha preso nessun provvedimento! Non è accettabile che nello sport vi siano queste esibizioni che non sono altro che apologia di fascismo e quindi un reato perseguibile dalle leggi vigenti". Con naturale accusa anche alla società ospite, che però ha poi diffuso un comunicato.

“In seguito ai gravi fatti accaduti nella partita Marzabotto-Futa65 – si legge nella nota – In cui un nostro tesserato si è reso protagonista di gesti che vanno oltre le regole dello sport, la Società Futa 65 comunica che non era a conoscenza della maglia indossata dal ragazzo, e che nel caso un qualsiasi giocatore o dirigente l’avesse vista ovviamente avrebbe impedito categoricamente di indossarla. Ribadendo l’estraneità al fatto, la Società Futa 65 comunica inoltre che il calciatore in questione è già stato sospeso dall’attività agonistica e verrà multato secondo il regolamento interno vigente. Ci scusiamo per l’accaduto con tutte le persone colpite nel profondo da questo gesto e chiediamo scusa a tutti a nome nostro e del nostro tesserato!”. 

bf

Commenti 

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14/11/2017 10:50

Postato da Antero

http://www.trentinolibero.it/home/news/rubriche/lettere-dei-lettori/13062-fiato-alle-trombe-di-fiano-della-boldrini-a-c.html

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14/11/2017 10:46

Postato da Antero

http://www.trentinolibero.it/home/news/rubriche/lettere-dei-lettori/13062-fiato-alle-trombe-di-fiano-della-boldrini-a-c.html