Cerca nel sito:

venerdì 15 dicembre 2017

Attualità

11/10/2017 09:05

Censura social su Euro e dintorni

Canale Youtube spento se tocchi certi poteri forti. Il caso di Scenari Economici...

Censura social su Euro e dintorni

 

Chi tocca l’euro muore. E non solo perché la monetina comunitaria vale tanto quanto un soldo di cacio. Ma rischia di morire anche come visibilità sui social, “pane” dei tempi moderni. E’ quanto capitato a Scenari economici, il blog più seguito in Italia in materia economico-finanziaria, e al suo canale Youtube, dove vengono caricati i video sui vari convegni organizzati, peraltro sempre con un’apertura politica massima, con ospiti che vanno dai leghisti alla sinistra di Fassina, passando per i 5 stelle. Il canale è stato però chiuso (e non semplicemente oscurato o sospeso a tempo) da Google.

 “Abbiamo chiesto il motivo – spiega Antonio Rinaldi, docente universitario, tra gli animatori di Scenari economici – ma abbiamo ricevuto solo un risposta prestampata, perché avremo violato il loro regolamento. Ma come, se postiamo solo convegni pubblici? In realtà, ed è questa la prima risposta che ci siamo dati, due giorni prima della chiusura avevamo deciso di ospitare il blog di Jacques Sapir, economista tra i più importanti al mondo, anche lui censurato da Google. Un gesto molto apprezzato in Francia, anche perché Sapir, con cognizione di causa, è uno dei pochi che non le manda a dire a Macron. Ma non così apprezzato da Google e da certi poteri forti. Però, continuando a ragionarci – svela Rinaldi al Giornale d’Italia – temiamo che il motivo della censura alla Fiano sia un altro: per la prima e probabilmente ultima volta ci siamo trovati d’accordo con l’Unione Europea e con la sua decisione di far pagare le tasse a certi colossi come Google e Facebook. Ecco, questo schierarci potrebbe aver dato fastidio, meglio silenziarla una voce come la nostra”.

Voce che comunque è stata spenta  ma non soffocata: “Abbiamo già pensato di rivolgerci ad altre piattaforme e speriamo di poter scaricare lì tutto il materiale che abbiamo conservato”.

Rinaldi però non nasconde l’amarezza di fondo: “La verità è che siamo controllati, spiati ad ogni passo, ad ogni parola o commento. Stanno imbavagliando il pensiero. E la cosa grave è che nessuno dice niente davanti a questa palese violazione della libertà”.

 

Igor Traboni