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martedì 21 novembre 2017

Primo piano

13/09/2017 06:25

UN ITALIANO VERO

A colloquio col sindaco dello Scarpone alla vigilia di un incontro voluto dal capo del governo tedesco

UN ITALIANO VERO
Oggi Sergio Pirozzi a Berlino dalla Merkel, dopo il finanziamento per l'ospedale di Amatrice: "Un segno di fratellanza". Presto la cancelliera nella città devastata dal sisma

 

"I simboli che porto a Berlino sono un segno di fratellanza con una terra che ci è vicina". Comincia così l'intervista telefonica con il Sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, mentre a Fiumicino attende l'aereo che lo sta per portare in Germania, da Angela Merkel che lo ha invitato oggi a Berlino.

"La felpa, la medaglia della rinascita e un paio di scarponi, spiegaci perché", gli chiediamo. La sua voce roca passa attraverso il telefono: "La felpa è il simbolo dell'identità della mia terra. Lo è da tempo, da molto prima che il terremoto venisse a devastare Amatrice. La felpa nasce prima del terremoto, lo attraversa e lo supera, perché non è solo un indumento. È un modo di essere, è uno stile di vita, è il sentimento di appartenenza a questa terra, ad Amatrice. La Medaglia della Rinascita perché reca dei simboli importanti: la Fenice che rinasce dalle sue ceneri, la dicitura "Post Fata Resurgo" incisa su un lato e sull'altro il 'cavallino', che fu il segno distintivo della moneta amatriciana ai tempi degli Aragonesi, e la storica scritta "Fidelis Amatrix". Gli scarponi, perché Angela Merkel è una donna che non ha paura di combattere, se li è guadagnati sul campo. La vita in salita, la capacità di entrare nella zona rossa del dolore...".

Mentre parla, in sottofondo si sentono gli altoparlanti dell'aeroporto che chiamano i voli. La linea non prende benissimo. "Sergio, perché dici che Angela Merkel ha saputo entrare nella zona rossa del dolore?". "Perché ha pensato a quella che forse per noi è la cosa più importante: l'ospedale. Quanto ci siamo battuti, per l'ospedale, te lo ricordi pure te, no? Quando ce lo volevano chiudere... Ci siamo dovuti battere per mantenerlo, avevo perfino minacciato la secessione di Amatrice dal Lazio, non scherziamo sulla vita delle persone, non scherziamo... ecco, la Germania ha pensato all'ospedale. Ha capito quanto fosse importante per la nostra terra. Se non avessimo avuto il Grifoni, ad Amatrice - frutto della generosità di tante famiglie amatriciane, non dimentichiamolo mai - sarebbe stata dura eh. Un ospedale in un posto come Amatrice fa la differenza, salva la vita delle persone. Come si fa a pensare all'ospedale come a un luogo per cui bisogna fare i conti, se conviene tenerlo aperto o no... un ospedale salva la vita della gente, e la vita della gente un prezzo non ce l'ha, te lo dice il Sindaco di una città che in una notte ha contato duecentotrentanove vittime. Ecco perché penso che Berlino e Amatrice siano oggi affratellate. Perché il governo tedesco avrebbe potuto fare molte cose, no? Ha scelto l'ospedale, è una cosa straordinaria per Amatrice".

"Il Segretario di Stato ha riferito di una Merkel ammirata dalla tua tenacia e dal fatto che lavori 24 ore su 24...", gli diciamo. "Faccio solo il mio dovere di Sindaco", risponde lui. "Una felpa, una medaglia e un paio di scarponi. Perché non un guanciale e del pecorino?", gli chiediamo. "Per quelli aspetto che venga ad Amatrice - ci dice sorridendo -, sarà la benvenuta".

 

Emma Moriconi