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lunedì 24 luglio 2017

L'intervista

17/07/2017 07:20

Legge Fiano, il Sindaco di Predappio dice la sua

Giorgio Frassineti, Primo Cittadino della 'terra del Duce': no alla violenza, ma sia rispettata la storia

Legge Fiano, il Sindaco di Predappio dice la sua

Quando si parla di Mussolini il pensiero corre a Predappio, sua città natale e luogo ove riposa. Abbiamo sentito il Sindaco Giorgio Frassineti, e gli abbiamo posto qualche domanda sulla vicenda della proposta di legge di Emanuele Fiano e più in generale sulla sua realtà locale.

Predappio è un po’ una città simbolo quando si parla del Ventennio: qui Mussolini nasce, qui riposa. Le polemiche ormai le conosciamo da tempo, le dinamiche sono sempre le stesse e lo sappiamo. Oggi, a oltre 70 anni dalla fine dell’esperienza fascista in Italia, ecco una proposta di legge che ricomincia a dividere il Paese in due: ha senso secondo te una polemica di questo tipo nel terzo millennio?

Sono decenni che ci siamo abituati ad una politica di contrapposizioni. Le leggi le fa il parlamento, dunque è normale che ci siano posizioni contrapposte, ma quando vengono approvate le leggi devono essere rispettate da tutti. In questo caso credo che parlare di responsabilità di divisione da parte del legislatore non sia giusto. D’altra parte venire a Predappio in camicia nera, come da anni succede, fare cortei inneggiando al fascismo mostrando il saluto romano, vendere manganelli o magliette con su scritto “nel dubbio mena”, non è forse voler dividere il paese?

Certo, per perseguire i reati connessi a questi comportamenti, forse non era necessaria una nuova legge, tenuto conto delle vigenti leggi Scelba e Mancino. Sarebbe bastata un po’ di determinazione in più e non si sarebbe sollevata la polemica, come accade con la tendenza italiana a trasformare tutto in legislazione in qualche modo repressiva, come è avvenuto per il riconoscimento del reato di negazionismo nel 2016.

Non sarebbe auspicabile trovare una strada per pacificare finalmente questo paese, invece di cercare sempre nuove occasioni per dividerlo?

Il problema non è quello di mettere d’accordo posizioni inconciliabili come quelle fra chi ha visto un regime gettare un paese nella più grande tragedia collettiva del 900 e chi considera ancora il fascismo un regime auspicabile, magari inneggiando proprio alla sua antidemocraticità.

Il problema è quello di riuscire a tenere la discussione su un piano civile a far prevalere la cultura, la conoscenza della storia, certamente la libertà d’opinione, ma anche l’assoluta prevalenza delle libertà previste dalla nostra costituzione e dunque la condanna di ogni forma di totalitarismo.

Quanto, secondo te, c’è di reale preoccupazione per la tematica e quanto invece è pura demagogia?

Non è tanto la presenza dei simboli fascisti (fascio, Mussolini, ecc.) su qualche accendino o su qualche bottiglia di vino. Questa è paccottiglia di cattivo gusto per la quale la galera mi sembra eccessiva.

Non è neppure la presenza su edifici storici o nelle città dei simboli di quell’epoca, che sarebbe assurdo volere rimuovere.

La questione che conta è la volontà di oltraggiare, di colpire, di propagandare l’uso della violenza, queste sono le cose che, al di là della libertà di espressione, meritano sanzioni. Ad ognuno la Costituzione riconosce il diritto di avere liberamente un’opinione, ma ciò deve avvenire nel rispetto della legge e della democrazia.

Tu vivi la realtà predappiese tutti i giorni, da primo cittadino, con tutte le responsabilità che ne conseguono. Non credi che una norma così restrittiva (anche della libertà personale, a ben vedere) possa portare a episodi di reazione, non potremmo assistere secondo a un fenomeno di recrudescenza degli antichi livori che tanto sangue hanno lasciato lungo le strade negli anni di piombo?

Predappio è proprio un esempio di questa discussione. Non si può certo dire che le amministrazioni di sinistra siano state intolleranti verso le opinioni diverse, anzi soprattutto negli ultimi anni si è cercato di fare un intervento fondato sull’arma più forte della democrazia, cioè la cultura.

Ma come si è risposto a questo? Si è fatto di tutto per condannare la nostra città ad una immagine deteriore che non merita. Si è continuato a rappresentarla come un’”isola di fascismo”, e a questo hanno contribuito le manifestazioni in camicia nera, ma anche coloro che considerano Predappio una specie di “luogo perduto”.

Tu sei il promotore di una grande idea, che è quella di realizzare un museo all’interno dei locali dell’ex Casa del Fascio. Potrebbe essere un modo per storicizzare un’epoca sicuramente difficile ma che certo non si può ignorare della storia d’Italia. Come procede su questo fronte?

Il progetto per l’Ex Casa del Fascio, con la proposta di realizzare un centro di documentazione internazionale sulla storia della prima metà del 900, con una grande esposizione permanente, che ormai tutti chiamano impropriamente il “museo sul fascismo”, è proprio la concretizzazione dell’idea che solo la storia e la cultura possono aiutare il nostro paese e le giovani generazioni a liberarsi dai fantasmi del passato e che alle leggi può essere affidato al massimo il compito di fare rispettare le regole della convivenza civile, ma ben altro ci vuole per la diffusione di una coscienza democratica. Il nostro progetto, per il quale speriamo di iniziare il lavori entro i primi mesi del 2018, sarà il vero riscatto della nostra comunità rispetto alla sua storia.

Salutiamo il Primo Cittadino con l’auspicio di vedere presto a Predappio, nella ex Casa del Fascio, un Museo che renda conto della storia, di tutta la storia. Magari gli italiani avranno – speriamo – l’occasione di vedere anche come in un solo anno Benito Mussolini sia riuscito a edificare, per esempio, la Città di Littoria al posto di una distesa di paludi e zanzare. E forse – nel pieno rispetto della democrazia e senza inneggiare ad alcun totalitarismo – potranno fare gli opportuni paragoni con gli ultimi undici mesi di storia d’Italia, quelli in cui non si è riusciti nemmeno a portare via le macerie di un centro Italia devastato dal terremoto. 

Emma Moriconi

Commenti 

1

17/07/2017 09:23

Postato da Antero

Ottimo intervento, come sempre. Poi con i paragoni ... questi ci rimettono !