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martedì 19 giugno 2018

Attualità

30/04/2017 17:02

Rispetto per i Caduti, per cortesia!

Giustizia a senso unico

Rispetto per i Caduti, per cortesia!

Sono stati più intelligenti e più giusti loro, i ragazzi che si sono radunati al Campo X di Musocco a Milano. Più intelligenti, perché hanno dimostrato che ogni giorno può andar bene per ricordare chi non c'è più. Più giusti, perché hanno reso omaggio ai Caduti della Repubblica Sociale, che - cari signori dei salotti bene,  cari colleghi giornalisti e cari "resistenti" del terzo millennio - sono Italiani caduti per la Patria e come tali meritano tutti gli onori del caso. E, pensate un po', questi sono i giorni in cui ricorre il loro assassinio. Assassinio, si, chiamiamo le cose con il loro nome, una volta per tutte. Perché, scusate tanto, ma come li chiamate, voi, quelli - per esempio - che hanno sparato alla nuca di Adriano Visconti e di Valerio Stefanini? Come li chiamate quelli che hanno ammazzato in mezzo alla strada e nelle loro case uomini, donne e bambini innocenti che avevano la sola "colpa" di essere parenti di "fascisti"? Beh, si chiamano assassini, e lo sono. Questa repubblichetta invece a costoro ha intitolato strade, vie e piazze: gli uomini di domani, che avranno l'intelligenza di guardare a questo pezzo di storia nostra, non saranno affatto grati alle generazioni che dal 1945 in poi hanno fatto del tutto per mistificare la storia, siatene certi.

Poi c'è un altro tema: ma siamo proprio sicuri, cari italiani, che i divieti imposti dalla questura circa le celebrazioni per il 25 aprile siano proprio corretti? Siamo proprio sicuri che non si tratti  - qua sì - di una limitazione alla libertà individuale e collettiva di andare a salutare i morti che  si desidera visitare?  Non ritenete che sia un abuso privare le persone del sacrosanto diritto di commemorare i propri avi, i propri Caduti, nella maniera che reputano più appropriata? Nel caso specifico parliamo di centinaia di Caduti della Repubblica Sociale Italiana, una Repubblica che sorse legittimamente, tant'è che aveva i suoi ministeri e persino la Banca d'Italia che emetteva moneta. Qual era il governo fantoccio, in quegli anni? Questo o quello del Sud, occupato dagli americani? Ma non è solo questo il punto. Qui parliamo di Caduti della RSI in generale, ma più nel dettaglio le commemorazioni di questi giorni sono quella di Carlo Borsani (il "poeta soldato", che predicò la pace ovunque e con chiunque... vilmente assassinato a tradimento perché non si poteva certo lasciare in circolazione un fascista che parlava di pace...); quella di Sergio Ramelli, un ragazzino assassinato sotto casa sua nei cosiddetti "anni di piombo"... era un bravo ragazzo, Sergio, di appena 19 anni. Ma non si vergognano nemmeno un po'? Ancora, Enrico Pedenovi cosa aveva fatto per meritare di morire assassinato in mezzo alla strada il 29 aprile del '76? È veramente la fine del mondo: si esaltano gli assassini e si punisce chi commemora gli assassinati, ma che Paese è questo?

Il Sindaco Sala partecipa a una commemorazione di innocenti assassinati e non si degna nemmeno di indossare la fascia tricolore? Ma c'è da stupirsi di tutto questo, in un Paese in cui un Presidente della Repubblica osò andare a baciare la bara di Tito, infoibatore di tanti fratelli italiani? Ci stupiamo di cosa, sapendo che viviamo in un Paese che fino a quindici anni fa (più o meno) non scriveva neppure sui libri di storia cosa erano state le foibe, cosa era stato l'esodo?

E allora, se da una parte c'è di che indignarsi per un "divieto" antidemocratico di commemorare i morti che si ritiene di voler commemorare, dall'altra c'è da sorridere nel vedere tanti giovani al Campo X di Musocco schierati in ordine, composti, a salutare una volta ancora quegli eroi che spesso non hanno nemmeno un nome su quella Croce che si erge sulla terra che ne ospita le spoglie. E se per commemorare quei defunti, morti per la Patria, hanno alzato il braccio destro, ebbene non è un delitto, signori della corte. Siate in grado di distinguere le provocazioni dai gesti d'amore, siate maturi al punto da non confondere il fanatismo con il rispetto per i morti, perché alla fine si muore un po' tutti, nessuno resterà a fare da "campione", siatene certi.

Quanto a noi, dalle colonne di questo giornale inviamo il nostro rispettoso omaggio a quei giovani morti per un'idea, sepolti spesso in anonimato, assassinati nel fiore degli anni, con le parole ricordate proprio a Campo X : “Mamma, che il mio nome cerchi invano tra le Croci silenti in duol profondo e rechi i fiori con tremante mano, io ti vedo, ti sento, ti rispondo. La tomba non conosce il nome mio, ma lo conosce e benedice Iddio”.

Emma Moriconi

Commenti 

3

03/05/2017 08:50

Postato da Antero

Concordo !

2

non stupiamoci

01/05/2017 09:12

Postato da FabrizioR

Non dimentichiamoci che oltre al presidente baciatore adesso abbiamo quello che nelle date del 27 gennaio, della festa della donna, del 25 aprile e del primo maggio è sempre presente ai raduni più importanti per ripetere le solite stupidaggini trite e ritrite ma che stranamente il 10 febbraio, giorno di commemorazione delle vittime delle foibe, ha, ma guarda un po', un impegno improrogabile. Fa anche lui parte di quelli che santificano i 7 fratelli Cervi ma si dimenticano dei fratelli Govoni e di Giuseppina Ghersi. Ahimè, in quali mani siamo!!!

1

01/05/2017 07:07

Postato da semovente

Complimenti.