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mercoledì 23 agosto 2017

Primo Piano

21/04/2017 11:25

Un inferno chiamato giustizia

Custodia cautelare, Italia tra i paesi peggiori d’Europa

Un inferno chiamato giustizia

Strasburgo torna a strigliarci: 'Troppi detenuti in attesa di giudizio e prigioni sovraffollate' 

 

L’Italia ha il più alto numero di sentenze della Corte per i diritti dell’uomo non eseguite fra i paesi europei. E non si accontenta. Anzi, continua ad aggiornare quel primato, conquistato grazie all’apporto della malagiustizia, davvero disonorevole. E’ arrivata un’altra stangata, stavolta da parte del Comitato antitortura del Consiglio Ue (Strasburgo), che nel suo rapporto annuale ha evidenziato le maggiori criticità del nostro sistema giudiziario. Siamo tra gli Stati con la più alta percentuale di detenuti in attesa di giudizio e con i maggiori problemi di sovraffollamento delle carceri. I numeri della vergogna tornano a inchiodare il Guardasigilli, che lo scorso febbraio ha dichiarato cessata l’emergenza. Ma i dati sono incontrovertibili e sbugiardano le non verità del ministro Orlando.

Altro che giustizia, quella italiana è una trincea. Eppure c’è chi ancora, come l’ex presidente dell’Anm Davigo, continua a sostenere che “il problema della responsabilità civile non esiste perché i magistrati sbagliano poco”.  Infatti, solo nel 2016, il conto pagato dallo Stato per casi d’ingiusta detenzione ed errori giudiziari è stato di 42.082.096,49 euro. Esattamente 1.001 i casi trattati lo scorso anno relativi, per lo più, all’abuso della carcerazione preventiva. Una vergogna tutta italiana (che spesso e volentieri dura anni prima che si arrivi al processo) utilizzata troppo spesso dai pubblici ministeri per ottenere confessioni o delazioni. Un’autentica tortura inflitta a presunti innocenti ancora in attesa di giudizio. Trattasi di un rimedio primitivo che produce una condizione personale e familiare orrenda. Con l’articolo 13 della Carta costituzionale, che proclama l’intangibilità della libertà personale vietando ogni forma di violenza nei confronti dei detenuti, figuriamoci di una persona fino a prova contraria innocente, completamente ignorato dai giustizialisti a priori.

In base ai dati pubblicati lo scorso 31 marzo dal ministero della Giustizia, i reclusi in Italia sono in totale 56.289 per 50.211 posti disponibili. Di cui 9.749 in attesa di un primo giudizio e altri 9.641 condannati ma non in via definitiva. Un esercito di oltre 19.000 persone continua quindi a marcire ingiustamente in prigione. Siamo al limite della follia, con il Comitato per la prevenzione della tortura che continua a chiedere a tutti e 47 gli Stati membri del Consiglio Ue di ricorrere alla custodia cautelare solo in casi eccezionali. Con la carcerazione preventiva che in Italia è diventata la norma e non l’extrema ratio. Mentre giudici e Parlamento, anziché affrontare questo dramma non più rinviabile, continuano a litigare sull’indipendenza e le ferie dei magistrati. Per la serie, povera Italia. 

 

 

M.Z.