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martedì 25 luglio 2017

vaticano e dintorni

20/03/2017 19:48

Adozioni gay e fine vita: la condanna di Bagnasco

La famiglia e il lavoro al centro della sua ultima prolusione da presidente della conferenza episcopale

Adozioni gay e fine vita: la condanna di Bagnasco

 

I lavori della conferenza episcopale
Adozioni gay e fine vita:
dura condanna di Bagnasco
Il lavoro che manca e i giovani privati della speranza sono stati gli argomenti al centro della prolusione del cardinale Angelo Bagnasco, la sua ultima da presidente della Conferenza episcopale italiana. 
Nell'appuntamento del prossimo maggio, infatti, l'Assemblea eleggerà la terna relativa alla nomina del nuovo presidente. 
Per tornare alla prolusione. Bagnasco ha condiviso le preoccupazioni riguardanti il lavoro, la cui mancanza genera una «sofferenza insopportabile», richiamando quindi la politica, che dovrebbe lavorare a capofitto su questo dramma, mentre al contrario appare distratto su altri fronti e perennemente litigioso. “C'è bisogno di una politica autentica, di pace istituzionale”, ha detto tra l’altro Bagnasco.
Per quanto riguarda la famiglia, Bagnasco ha sottolineato il diritto dei figli a essere allevati da un padre e una madre, con accenni anche alla “violenza discriminatoria” verso le donne esercitata dalla pratica della maternità surrogata, con la duplice ingiustizia del bambino separato dalla madre e della madre che perde ogni diritto sul neonato.
Sul fine vita il presidente della Cei ha ricordato l'iter parlamentare della legge, una legge “radicalmente individualista, adatta a un individuo che si interpreta a prescindere delle relazioni, padrone assoluto di una vita che non si è dato”.


Il lavoro che manca e i giovani privati della speranza sono stati gli argomenti al centro della prolusione del cardinale Angelo Bagnasco, la sua ultima da presidente della Conferenza episcopale italiana. Nell'appuntamento del prossimo maggio, infatti, l'Assemblea eleggerà la terna relativa alla nomina del nuovo presidente. Per tornare alla prolusione. Bagnasco ha condiviso le preoccupazioni riguardanti il lavoro, la cui mancanza genera una «sofferenza insopportabile», richiamando quindi la politica, che dovrebbe lavorare a capofitto su questo dramma, mentre al contrario appare distratto su altri fronti e perennemente litigioso. 
“C'è bisogno di una politica autentica, di pace istituzionale”, ha detto tra l’altro Bagnasco.
Per quanto riguarda la famiglia, Bagnasco ha sottolineato il diritto dei figli a essere allevati da un padre e una madre, con accenni anche alla “violenza discriminatoria” verso le donne esercitata dalla pratica della maternità surrogata, con la duplice ingiustizia del bambino separato dalla madre e della madre che perde ogni diritto sul neonato.
Sul fine vita il presidente della Cei ha ricordato l'iter parlamentare della legge, una legge “radicalmente individualista, adatta a un individuo che si interpreta a prescindere delle relazioni, padrone assoluto di una vita che non si è dato”.