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venerdì 26 maggio 2017

Pubblica (d)istruzione

20/03/2017 06:42

L'esercito 'invisibile' degli insegnanti disabili

Ecco i dati diffusi da Ofcs Report

L'esercito 'invisibile' degli insegnanti disabili
Costituiscono il 15% del corpo docente italiano e operano in mezzo a mille difficoltà, ma nessuno si preoccupa di loro

 

Si siedono dietro la cattedra per mestiere: ogni giorno tengono lezioni ad alunni di ogni ordine e grado nelle scuole di tutto il Paese. Eppure, su di loro, non vi sono stime ufficiali. 
Sono i docenti disabili: un esercito “invisibile” che ricomprende centomila insegnati, secondo una stima fornita da un'inchiesta pubblicata sul settimanale online Ofcs Report.
Un “buco nero nel sistema scolastico” che, come comunica in una nota l'Ufficio Stampa di Ofcs Report., riguarda circa il 15% del totale del corpo docente italiano, ovvero oltre 750.000 unità. Tra loro ci sono insegnanti con ogni forma di disabilità: dal non vedente a chi ha problemi di deambulazione, da chi soffre di malattie cardiache o di tumore a chi è affetto da sclerosi multipla. 
Uomini e donne che ogni giorno prestano servizio a scuola, ma che il Ministero dell’Istruzione non si è mai degnato di rilevare, così come neppure l’Istat, l’Inps, i ministeri della Pubblica Amministrazione e del Lavoro. Tutti contattati da Ofcs Report nella migliore delle ipotesi hanno fatto a scarica barile, altre volte hanno sviato il tema spostando l'attenzione sugli alunni disabili, altre ancora hanno lasciato senza risposta le richieste ufficiali di dati e informazioni. 
Un silenzio inspiegabile in un Paese in cui non mancano le difficoltà anche per la classe docente, in particolare anche tra coloro che hanno disabilità, come documentato in un articolo pubblicato proprio dal sito Ofcs Report che denuncia la situazione di una  maestra malata di sclerosi multipla (che ha fatto richiesta di mobilità lo scorso maggio per restare nella propria Provincia, Palermo, allegando alla richiesta il verbale della Legge 104 e l’invalidità al 100% e, in risposta, è stata trasferita a Bologna). 
L’unico monitoraggio di questo esercito ‘invisibile’ è proprio la legge 104. “L'unico monitoraggio effettuato dal Miur riguarda le richieste di 104, ovvero i permessi per le persone disabili o per i loro familiari – si legge ancora nel comunicato – Un monitoraggio scaturito a seguito di uno scandalo scoppiato a Menfi, in provincia di Agrigento nel 2014, dove nell’Istituto ‘Santi Bivona’, settanta insegnanti su centosettanta risultavano malati o beneficiari della legge 104. Solo per rendere l’idea, nelle imprese private le persone che ricorrono alla Legge 104 sono circa l’1,5% sul totale dei lavoratori mentre nella scuola questa percentuale cresce, complessivamente, sino al 13%”.
Ma come mai non vi sono stime ufficiali sui docenti disabili? “Al Miur non interessa rilevare quel dato - spiega una dirigente del Miur ad Ofcs Report - che comunque l'Inps non può non avere. Bisogna dire anche che nella scuola, più che in altri settori della Pubblica Amministrazione, i lavoratori disabili sono molto numerosi, forse per la tipologia di lavoro che svolgono, e rappresentano un costo notevole per lo Stato, viste le sostituzioni che bisogna prevedere e l'assistenza che si deve garantire”. 
Si siedono dietro la cattedra per mestiere: ogni giorno tengono lezioni ad alunni di ogni ordine e grado nelle scuole di tutto il Paese. Eppure, su di loro, non vi sono stime ufficiali. Sono i docenti disabili: un esercito “invisibile” che ricomprende centomila insegnati, secondo una stima fornita da un'inchiesta pubblicata sul settimanale online Ofcs Report.

 

Un “buco nero nel sistema scolastico” che, come comunica in una nota l'Ufficio Stampa di Ofcs Report, riguarda circa il 15% del totale del corpo docente italiano, ovvero oltre 750.000 unità. Tra loro ci sono insegnanti con ogni forma di disabilità: dal non vedente a chi ha problemi di deambulazione, da chi soffre di malattie cardiache o di tumore a chi è affetto da sclerosi multipla. 

Uomini e donne che ogni giorno prestano servizio a scuola, ma che il Ministero dell’Istruzione non si è mai degnato di rilevare, così come neppure l’Istat, l’Inps, i ministeri della Pubblica Amministrazione e del Lavoro. Tutti contattati da Ofcs Report nella migliore delle ipotesi hanno fatto a scarica barile, altre volte hanno sviato il tema spostando l'attenzione sugli alunni disabili, altre ancora hanno lasciato senza risposta le richieste ufficiali di dati e informazioni. 

Un silenzio inspiegabile in un Paese in cui non mancano le difficoltà anche per la classe docente, in particolare anche tra coloro che hanno disabilità, come documentato in un articolo pubblicato proprio dal sito Ofcs Report che denuncia la situazione di una  maestra malata di sclerosi multipla (che ha fatto richiesta di mobilità lo scorso maggio per restare nella propria Provincia, Palermo, allegando alla richiesta il verbale della Legge 104 e l’invalidità al 100% e, in risposta, è stata trasferita a Bologna). 

L’unico monitoraggio di questo esercito ‘invisibile’ è proprio la legge 104. “L'unico monitoraggio effettuato dal Miur riguarda le richieste di 104, ovvero i permessi per le persone disabili o per i loro familiari – si legge ancora nel comunicato – Un monitoraggio scaturito a seguito di uno scandalo scoppiato a Menfi, in provincia di Agrigento nel 2014, dove nell’Istituto ‘Santi Bivona’, settanta insegnanti su centosettanta risultavano malati o beneficiari della legge 104. Solo per rendere l’idea, nelle imprese private le persone che ricorrono alla Legge 104 sono circa l’1,5% sul totale dei lavoratori mentre nella scuola questa percentuale cresce, complessivamente, sino al 13%”.

Ma come mai non vi sono stime ufficiali sui docenti disabili? “Al Miur non interessa rilevare quel dato - spiega una dirigente del Miur ad Ofcs Report - che comunque l'Inps non può non avere. Bisogna dire anche che nella scuola, più che in altri settori della Pubblica Amministrazione, i lavoratori disabili sono molto numerosi, forse per la tipologia di lavoro che svolgono, e rappresentano un costo notevole per lo Stato, viste le sostituzioni che bisogna prevedere e l'assistenza che si deve garantire”.