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giovedì 27 aprile 2017

Attualità

06/02/2017 08:36

Gli studenti scrivono male: se ne sono accorti anche i docenti universitari

E neppure leggono e si esprimono con difficoltà: oltre seicento professori lanciano l'allarme al Governo e al Parlamento

Gli studenti scrivono male: se ne sono accorti anche i docenti universitari

Gli studenti scrivono male, non leggono, oralmente si esprimono con difficoltà. Problemi seri di grammatica, sintassi, lessico, "con errori appena tollerabili in terza elementare". Accade perché, secondo i docenti,  "il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo sottovalutato sul piano didattico". Tema importante, che punta il focus sulla mancanza di "volontà politica adeguata alla gravità del problema": L'esigenza è evidente: "Abbiamo bisogno - dicono - di una scuola davvero esigente nel controllo degli apprendimenti, oltre che più efficace nella didattica, altrimenti né l'impegno degli insegnanti, né l'acquisizione di nuove metodologie saranno sufficienti. Tra i firmatari si notano nomi importanti: Massimo Cacciari, noto filosofo, gli storici Ernesto Galli della Loggia e Luciano Canfora, i costituzionalisti Carlo Fusaro e Paolo Caretti.

La questione della lingua italiana è grave. Il decadimento culturale è sotto gli occhi di tutti da un bel po' di tempo, adesso finalmente i docenti universitari lo mettono nero su bianco e si apre il "caso mediatico". E meno male, era ora. I social network in realtà hanno messo immediatamente, con il loro avvento, in evidenza la cosa: basta scorrere facebook e si può fare serenamente e comodamente una statistica per calcolare la percentuale delle persone che scrive male. Si parla di regolette da terza elementare: "ho" con l'acca, "ce l'ho" che troppo spesso diventa "c'è lo", e sono solo i casi più frequenti. Errori madornali, evidentissimi: non serve una laurea in lettere per notarli, sono talmente macroscopici che si dovrebbe essere ciechi per non vederli. Ma il tema è anche un altro: la lingua italiana viene bistrattata troppo spesso e da troppo tempo. Si fa uso di lei a piacimento, quasi non esistessero regole, e ci si chiede di chi sia la colpa. Certo è che se illustri colleghi accettano l'imposizione di scrivere "sindaca" invece che "sindaco" quando il Primo Cittadino è una donna... o "ministra" anziché "ministro" quando si parla di un membro del Governo... una cosa alquanto ridicola, a ben vedere. Perché un pediatra si chiama pediatra, e basta. E se il medico in questione fosse  un maschietto sempre pediatra sarebbe, mica diventerebbe magicamente un "pediatro". Immaginate una foto di gruppo raffigurante tanti sindaci donne: cosa diremmo? "Uh, ma quante sindache!"... insomma, bisogna essere seri, anche perché l'affermazione del principio di uguaglianza non passa certo per questa roba. Anzi, con questa roba si raggiunge l'obiettivo opposto: si rende ridicolo il genere femminile, è evidente. E nel frattempo, tra "sindache" e "ministre", i giovani non sanno leggere, non sanno scrivere, non sanno parlare. E il mondo intero ride di noi, che saremmo (in teoria) i discendenti del Sommo Dante, del Divino Augusto eccetera eccetera eccetera. Se è vero che la storia è fatta di corsi e di ricorsi, è giunto il tempo di un ricorso.

Commenti 

8

06/02/2017 17:05

Postato da semovente

(continua) Avete dimenticato il fu presidente del consiglio alle prese con la lavagna per illustrare la “bella scuola”? Non vi è capitato di leggere cosa intende fare l'attuale ministro dell'istruzione? Correggere tutto questo? No! Genderizzare il casino esistente. PROFESSORI, BATTETEVI IL PETTO .

7

06/02/2017 17:04

Postato da semovente

(continua) Poichè tutto quanto fatto in precedenza è fatto male, per definizione sinistrorsa, ecco che l'avvento del sessantotto ha dato l'imput per apportare una seria riforma alla scuola. Serviti! Ma poi, mi domando: ma questi professori che scoprono il tutto oggi dove erano trenta anni fa? Non erano suo banchi ad (dis)apprendere da insegnanti sessantottini molto comprensivi e lassisti come non mai? Qualcuno di loro non era in cattedra a pontificare ed elargire quella specie di scibile appreso anni prima sui banchi della rivoluzione? Il fallimento di questa nazione è sotto gli occhi del mondo intero ed è inutile che ci si risenta dei giudizi negativi che ci sommergono. Noi abbiamo creato e voluto tutto questo letamaio ed ora godiamoci i suoi miasmi. (segue)

6

06/02/2017 17:04

Postato da semovente

(continua)le scuole dove vedere scritto sui tabelloni di fine anno scolastico la parola RESPINTO non era infrequente senza assistere a scenate isteriche giovanili e/o attempate.Quella scuola, dal carattere GENTILE, funzionava e sfornava gente che all'epoca si diceva : “sa tenere la penna in mano”, al punto di dover solo affinare le proprie nozioni. Qui, invece, siamo alla disconoscenza dell'ABC. Gli esempi sono non solo sui compiti che questa gioventù elabora in aula dove gli strafalcioni grammaticali vengono “compresi”, per non demoralizzare l'alunno in vista di un ipotetico miglioramento nell'anno scolastico successivo; gli esempi sono direttamente sui muri delle nostre città, attraverso quei messaggi che fanno ridere i polli, oltre che imbrattare la città. (segue)