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venerdì 24 novembre 2017

L'emergenza

17/11/2016 08:46

Anche i nostri bambini nella morsa della crisi

Il drammatico rapporto Atlante dell’Infanzia di Save the Children

Anche i nostri bambini nella morsa della crisi
Un minore su tre a rischio povertà ed esclusione sociale: vivono in case sempre più fredde e abbandonano precocemente la scuola

 

La crisi si riversa anche sui più piccoli. Case sempre più fredde e abbandono precoce della scuola, sono solo alcune condizioni che gravano sempre di più su migliaia di bambini e ragazzi. Un minore su tre è infatti a rischio povertà ed esclusione sociale.
Una situazione drammatica quella che emerge dal settimo rapporto Atlante dell’Infanzia di Save the Children. 
Secondo i dati i bambini di quattro famiglie povere su 10 soffrono il freddo d’inverno perché vivono in case non riscaldate rischiando così di contrarre bronchiti o malattie cardiovascolari: un dato di ben 15 punti superiore alla media europea (39% contro 24,7%). 
Ma non è finita: più di un minore su 4 abita in appartamenti umidi, con tracce di muffa alle pareti e soffitti che gocciolano (25,4% contro il 17,6% della media europea) mentre l’abitazione di oltre un bambino su 10 in famiglie a basso reddito non è sufficientemente luminosa.
Più di un bambino su 20 inoltre non riceve un pasto proteico al giorno e non possiede giochi a casa o da usare all’aria aperta, mentre più del 13% non ha uno spazio adeguato dove fare i compiti e non può permettersi di praticare sport o frequentare corsi extrascolastici. 
Un bambino su 10 non può indossare abiti nuovi o partecipare alle gite scolastiche e quasi uno su 3 non sa cosa voglia dire trascorrere una settimana di vacanza lontano da casa.  
Per quanto riguarda la scuola, il 14,7% di giovani tra i 18 e i 24 anni si ferma a licenzia media, mentre 1 alunno di 15 anni su 4 non raggiunge le competenze minime in matematica e 1 su 5 in lettura. Inoltre, sei bambini e ragazzi su 10 i cui genitori hanno un titolo di studio basso sono a rischio di povertà ed esclusione sociale. Un dato particolarmente significativo considerando che l’Italia presenta una percentuale molto alta (42,3%) di adulti tra 18 e 64 anni con livelli di scolarizzazione bassi, ben al di sopra della media europea del 27,5%. 
Sulle famiglie economicamente più fragili si è fatto sentire anche l’effetto della crisi: tra il 2008 e il 2014, la percentuale di minorenni figli di genitori con bassi titoli di studio a rischio povertà è cresciuta del 10,2%, contro una media del 7,9% a livello europeo.
Secondo dati Istat, oggi più di 1,1 milioni di minori vivono in povertà assoluta, una condizione che tra il 2005 e il 2015 ha visto triplicare la sua incidenza sulle famiglie con almeno un minore, passando dal 2,8% al 9,3%. La povertà assoluta è diffusa soprattutto nel Mezzogiorno, dove colpisce più di una famiglia con bambini su 10 (10,9% contro l'8,6% di famiglie in povertà assoluta al Nord), mentre nelle regioni settentrionali questa condizione investe in modo particolare le famiglie immigrate, che rappresentano il 41% delle famiglie in povertà assoluta al Nord.
Pochi e inefficaci, dice Save the Children, gli investimenti per l'infanzia. Per affrontare la questione della povertà, l'Italia, secondo gli ultimi dati Eurostat sulla spesa sociale in Europa per il 2013, destina una quota di spesa sociale destinata a infanzia e famiglie pari alla metà della media europea (4,1% rispetto all'8,5%), mentre i fondi destinati a superare l'esclusione sociale sono pari appena allo 0,7%, contro una media europea dell'1,9%. La mappa ‘Efficacia del welfare’ mette inoltre in evidenza che gli interventi di welfare messi in campo dal nostro Paese per il 2014 sono riusciti a ridurre il rischio di povertà per i minori di 18 anni di soli 10 punti percentuali (dal 35% al 25%). Un risultato che ci pone tra gli ultimi nel Vecchio Continente, davanti solo a Romania e Grecia, considerando che mediamente in Europa gli interventi sociali in favore di famiglie e minori riescono a ridurre il rischio di povertà del 15,7%. 
La crisi si riversa anche sui più piccoli. Case sempre più fredde e abbandono precoce della scuola, sono solo alcune condizioni che gravano sempre di più su migliaia di bambini e ragazzi. Un minore su tre è infatti a rischio povertà ed esclusione sociale.

 

Una situazione drammatica quella che emerge dal settimo rapporto Atlante dell’Infanzia di Save the Children. 

Secondo i dati i bambini di quattro famiglie povere su 10 soffrono il freddo d’inverno perché vivono in case non riscaldate rischiando così di contrarre bronchiti o malattie cardiovascolari: un dato di ben 15 punti superiore alla media europea (39% contro 24,7%). 

Ma non è finita: più di un minore su 4 abita in appartamenti umidi, con tracce di muffa alle pareti e soffitti che gocciolano (25,4% contro il 17,6% della media europea) mentre l’abitazione di oltre un bambino su 10 in famiglie a basso reddito non è sufficientemente luminosa.

Più di un bambino su 20 inoltre non riceve un pasto proteico al giorno e non possiede giochi a casa o da usare all’aria aperta, mentre più del 13% non ha uno spazio adeguato dove fare i compiti e non può permettersi di praticare sport o frequentare corsi extrascolastici. Un bambino su 10 non può indossare abiti nuovi o partecipare alle gite scolastiche e quasi uno su 3 non sa cosa voglia dire trascorrere una settimana di vacanza lontano da casa. 

Per quanto riguarda la scuola, il 14,7% di giovani tra i 18 e i 24 anni si ferma a licenzia media, mentre 1 alunno di 15 anni su 4 non raggiunge le competenze minime in matematica e 1 su 5 in lettura. Inoltre, sei bambini e ragazzi su 10 i cui genitori hanno un titolo di studio basso sono a rischio di povertà ed esclusione sociale. Un dato particolarmente significativo considerando che l’Italia presenta una percentuale molto alta (42,3%) di adulti tra 18 e 64 anni con livelli di scolarizzazione bassi, ben al di sopra della media europea del 27,5%. 

Sulle famiglie economicamente più fragili si è fatto sentire anche l’effetto della crisi: tra il 2008 e il 2014, la percentuale di minorenni figli di genitori con bassi titoli di studio a rischio povertà è cresciuta del 10,2%, contro una media del 7,9% a livello europeo.Secondo dati Istat, oggi più di 1,1 milioni di minori vivono in povertà assoluta, una condizione che tra il 2005 e il 2015 ha visto triplicare la sua incidenza sulle famiglie con almeno un minore, passando dal 2,8% al 9,3%. 

La povertà assoluta è diffusa soprattutto nel Mezzogiorno, dove colpisce più di una famiglia con bambini su 10 (10,9% contro l'8,6% di famiglie in povertà assoluta al Nord), mentre nelle regioni settentrionali questa condizione investe in modo particolare le famiglie immigrate, che rappresentano il 41% delle famiglie in povertà assoluta al Nord.

Pochi e inefficaci, dice Save the Children, gli investimenti per l'infanzia. Per affrontare la questione della povertà, l'Italia, secondo gli ultimi dati Eurostat sulla spesa sociale in Europa per il 2013, destina una quota di spesa sociale destinata a infanzia e famiglie pari alla metà della media europea (4,1% rispetto all'8,5%), mentre i fondi destinati a superare l'esclusione sociale sono pari appena allo 0,7%, contro una media europea dell'1,9%. La mappa ‘Efficacia del welfare’ mette inoltre in evidenza che gli interventi di welfare messi in campo dal nostro Paese per il 2014 sono riusciti a ridurre il rischio di povertà per i minori di 18 anni di soli 10 punti percentuali (dal 35% al 25%). Un risultato che ci pone tra gli ultimi nel Vecchio Continente, davanti solo a Romania e Grecia, considerando che mediamente in Europa gli interventi sociali in favore di famiglie e minori riescono a ridurre il rischio di povertà del 15,7%. 

Commenti 

4

19/11/2016 16:56

Postato da semovente

Ritorno sull'argomento. Il titolo dell'articolo sarebbe dovuto essere: "I nostri bambini nella morsa della crisi" perchè al punto in cui siamo è intollerabile che accada un fatto del genere. Qui non si tratta di egoismo, si tratta che è VERGOGNOSO che si aiutino altri indisciminatamente e si abbandonino CITTADINI ITALIANI. Altro motivo per votare NO a quel cazzo di referendum.

3

18/11/2016 18:59

Postato da semovente

Affidiamoli alle risorse che stanno al caldo, rifocillate, riposate e con le braccia incrociate.

2

17/11/2016 09:24

Postato da Antero

... questi sono i risultati del tanto decantato welfare renziano ! Con LUI avevamo un vero Stato Sociale !