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martedì 19 giugno 2018

Società

19/11/2013 19:39

Anche il Garante per l'infanzia accerchiato dalla lobby gay

Altro che tutela dei minori: Vincenzo Spadafora si dice favorevole all'affidamento dei piccoli alle coppie omosessuali

Anche il Garante per l'infanzia accerchiato dalla lobby gay

 

La figura del Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza è stata istituita nel novembre del 2011 con il compito appunto di dare piena attuazione nel nostro paese a tutte le norme, leggi e convenzioni anche internazionali che hanno ad oggetto la tutela dei diritti dei bambini.

In che modo tale importantissimo compito – vitale soprattutto in una società apparentemente sempre meno dotata di riferimenti e valori certi come quella odierna – si concretizzi nel dare parere favorevole all’affidamento di una bambina ad una coppia omosessuale è una questione tutta da chiarire. Vincenzo Spadafora, il primo e fino ad ora unico a ricoprire l’incarico di cui sopra, ha infatti recentemente dichiarato che “è ormai giunto il momento che nel nostro Paese si apra un dibattito in tema di diritti civili e quindi anche un confronto sulle adozioni alle coppie omosessuali”. Un’affermazione questa che il Garante ha rilasciato a proposito dell’affidamento temporaneo, deciso dal Tribunale di Bologna, di una bambina di tre anni ad una coppia di uomini. Commentando la notizia Spadafora ha precisato che “la legge prevede che nei casi di affido i bambini possano essere dati a famiglie, preferibilmente con figli, ma anche a single o a coppie omosessuali”. Pur volendo, con molta fatica, ammettere la buona fede del Garante – ma a quel punto bisognerebbe sottolinearne l’ignoranza e l’incompetenza – è fuori di dubbio che la legge di cui parla (la n.149 del 2001, che disciplina appunto l’istituto dell’affido) non fa alcun cenno alle coppie gay.

“Se è necessario – ha osservato in proposito l’onorevole Eugenia Roccella (Pdl) – aprire un dibattito sulla questione delle adozioni da parte degli omosessuali bisogna farlo nella sede pertinente e cioè il Parlamento italiano, in modo che l’opinione pubblica sia coinvolta e possa conoscere gli orientamenti in materia di ogni forza politica”. Non quindi a colpi di sentenze di Tribunali o altre scorciatoie che non consentano a tutti di partecipare ad una decisione che riguarda l’essenza stessa della società, ovvero la cellula primaria della stessa che è la Famiglia. Che non è, come sembrano pensare in molti, un vincolo da abbattere in nome di una presunta libertà, ma l’ambiente in cui si iniziano a formare gli adulti di domani. Un qualcosa di assolutamente naturale, da proteggere e da tutelare. E non da esporre alla disgregazione in nome di presunti nuovi modelli e valori. Sono in molti ad essersi resi conto dell’importanza della famiglia, soprattutto per i più piccoli. E stupisce davvero, in negativo, che proprio chi dovrebbe occuparsi della loro tutela prenda posizioni che vanno in tutt’altra direzione.

Cristina Di Giorgi