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mercoledì 28 giugno 2017

Meglio approfondire

29/01/2013 08:12

Metti un Babbi (Natale) all'Enit

Assunto con un mega stipendio, in barba alla “Spending Review”, il nuovo DG dell’ente (pubblico) per la promozione del turismo

Metti un Babbi (Natale) all'Enit

Il contratto

Sulla vicenda, denunciata dal segretario della FILP Giuseppe Russo, sta ora indagando la Corte dei Conti sia per la regolarità della nomina, sia per l’eventuale danno erariale – I legami con Vasco Errani, astro nascente del PD e fedelissimo del Segretario e aspirante premier Pierluigi Bersani

 

Sono mesi oramai che tutti gli italiani sentono parlare, purtroppo, di Spendig Review, la riforma che –letteralmente- revisiona la spesa pubblica. In che modo? Semplicissimo, tagliando i fondi a tutti i settori di competenza statale, senza alcuna pietà. Anzi no. Perché, come si suol dire, “fatta la legge, trovato l’inganno”. Questo detto, tutto italiano, si adatta perfettamente alla scandalosa vicenda che sta per essere raccontata. Ma cominciamo dal principio.
E.N.I.T., acronimo che sta per: Ente Nazionale Italiano Turismo, oggi rinominata “Agenzia Nazionale per il Turismo” (il nome cambia poco la sostanza), è una delle aziende pubbliche più importanti e con maggior peso specifico nel nostro Paese. Questo per un fatto molto semplice: l’economia italiana ha dal turismo una parte considerevole dei suoi introiti. Con la crisi che avanza e con la Spending Reviw che incalza, però, anche questo prestigiosissimo Ente avrà cominciato ad avere qualche problema. Sembrerebbe proprio di no.
Capita infatti che, il 21 settembre del 2012, sia scaduto il contratto dell’ex Direttore Generale dell’Enit, tal Paolo Rubini e che il Consiglio d’Amministrazione ne debba nominare uno nuovo. In casi come questo, la riforma voluta dall’incorruttibile Governo dei tecnici, vuole che vengano applicare regole ferree ed inderogabili. Per esempio, il comma 6 dell’articolo 2 del testo definitivo ed approvato dal Parlamento della citata Spending Review che prevede “l’espresso divieto –per le Amministrazioni per le quali non siano stati emanati provvedimenti attuativi da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri (e l’Enit non è tra questi,ndr)- di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto”.
Bene. Però, in qualche modo il posto dell’uscente Rubino dovrà pur essere occupato da qualcuno. Il nome estratto dal cilindro dalCdA dell’ente è quello di Andrea Babbi. Nato a Ravenna (occhio, il luogo natio è importante), classe 1962 -un giovanotto, si potrebbe dire- e Amministratore Delegato uscente di “Apt Emilia Romagna”, agenzia che si occupa della promozione e sviluppo del turismo locale. Perfetto, come competenza ci siamo, dunque. Peccato però che la “Apt” sia una  società privata e che, quindi, con la sua nomina, Babbi abbia violato non solo la regola che impone agli enti pubblici di non assumere nuovo personale, visto il periodo di crisi, ma anche un’altra. L’art.19, della legge165/2001 impone che “gli incarichi dirigenziali possono essere conferiti a dipendenti pubblici, purché dipendenti da altre amministrazioni pubbliche o da organi costituzionali”. E non è proprio questo il caso del nuovo DG dell’Enit.
È bene capire il perché la scelta del Consiglio d’Amministrazionesia ricaduta proprio su Babbi, violando più di una norma di legge, invece che su un dirigente interno all’ente. Beh, per esempio perché il giovane ex AD dell’Apt è uno dei fedelissimi del Presidente dell’Enit, un certo Pier Lugi Celli. Il quale, oltre ad essere il DG di una delle più prestigiose università di Roma, la“LUISS – Guido Carli”, ha un curriculum da imprenditore lungo una decina di pagine. Il caso vuole che sia Celli che Babbi siano, per così dire, in ottimi rapporti con l’attuale Presidente della “Conferenza Stato-Regioni”, nonché Governatore dell’Emilia Romagna (guarda caso), Vasco Errani. Ma non basta. Certe malelingue, viste le elezioni alle porte, sostengono che uno degli aspiranti alla poltrona di Presidente del Consiglio, l’emiliano (la regione è la stessa) Pierluigi Bersani, vorrebbe proprio Errani nel suo futuro Governo o almeno quale suo successore alla guida del Partito Democratico, in barba a eventuali primarie e quant’altro. C’è di più. Sempre le stesse malelingue avrebbero insinuato cheBabbi sia stato “promosso” all’Enit per giustificare un suo –eventuale- ulteriore scatto di carriera, laddove il suo “protettore”fosse effettivamente chiamato a più alti incarichi. Queste, però, sono solo perfide illazioni. Alle intenzioni, non possono farsi processi. Ma ai fatti sì, eccome. Lasciando perdere le trame di potere, è bene approfondire che tipo di vantaggio (economico, oltre che “di curriculum”) abbia ottenuto il giovane Babbi grazie al suo nuovo incarico. Mentre il Governo dei tecnici tar-tassa i suoi cittadini con ogni possibile tipo di imposta, un dirigente pubblico ha uno “stipendio tabellare, annuo, lordo” di 51.320 euro, cui si vanno ad aggiungere 23.633 euro di “indennità di posizione –parte fissa-” , 75.047 euro di “retribuzione di posizione –parte variabile-”  e la bellezza di 30.000 tondi tondi di “premio annuo residuato”. Per un totale di 180.000 euro all’anno. Tutto indicato per filo e per segno nel contratto di lavoro di Babbi (in foto) e che, in calce, riporta anche la sua firma quale DG di Enit, oltre che quella del Presidente Celli. In pratica si è assegnato la paga da solo! Insomma, una cifra che un dipendente pubblico medio non vede neppure in 10 anni di lavoro, sempre che il lavoro (con tutti questi tagli) ce l’abbia ancora.
Tutta questa storia non sarebbe mai venuta fuori senza il lavoro instancabile di Giuseppe Russo, dirigente della FILP, il sindacato indipendente dei lavoratori pubblici. Russo ha iniziato a segnalare ai dirigenti Enit che la nomina di Babbi era del tutto illegittima ancor prima che il CdA la votasse definitivamente. Non ricevendo, in mesi e mesi, dall’ente alcun riscontro in merito allasua denuncia, è dovuto passare alle vie di fatto, presentando un regolare esposto alla Corte dei Conti, che dovrà pronunciarsi in merito alla eventuale violazione delle norme di legge, verificatasicon la designazione di Babbi.
Raggiunto telefonicamente da “il Giornale d’Italia”, il sindacalista della FILP ci ha tenuto a precisare una serie di cose. “Allo stato attuale, all’Enit non è cambiato nulla. La dirigenza continua a non dare alcuna risposta in merito alla mia segnalazione. E, inoltre, Andrea Babbi sostiene che la denuncia per l’irregolarità della sua nomina, sia un attacco personale a lui e non alle modalità con le quale è stato scelto. Qui nessuno ce l’ha con lui. Vogliamo solo che venga chiarito il perché sia stato scelto un dirigente ‘esterno’ alla P.A. in violazione (almeno così pare) delle regole stabilite dal Governo”. Oltretutto, in un momento delicato come questo, verrebbe da aggiungere.
La domanda è sempre la stessa e la risposta non arriva mai. Se esistono delle leggi, perché i primi ad infrangerle sono quelli che, per primi, dovrebbero seguirle alla lettera?
Sono mesi oramai che tutti gli italiani sentono parlare, purtroppo, di Spendig Review, la riforma che –letteralmente- revisiona la spesa pubblica. In che modo? Semplicissimo, tagliando i fondi a tutti i settori di competenza statale, senza alcuna pietà. Anzi no. Perché, come si suol dire, “fatta la legge, trovato l’inganno”. Questo detto, tutto italiano, si adatta perfettamente alla scandalosa vicenda che sta per essere raccontata. Ma cominciamo dal principio.E.N.I.T., acronimo che sta per: Ente Nazionale Italiano Turismo, oggi rinominata “Agenzia Nazionale per il Turismo” (il nome cambia poco la sostanza), è una delle aziende pubbliche più importanti e con maggior peso specifico nel nostro Paese. Questo per un fatto molto semplice: l’economia italiana ha dal turismo una parte considerevole dei suoi introiti. Con la crisi che avanza e con la Spending Reviw che incalza, però, anche questo prestigiosissimo Ente avrà cominciato ad avere qualche problema. Sembrerebbe proprio di no.Capita infatti che, il 21 settembre del 2012, sia scaduto il contratto dell’ex Direttore Generale dell’Enit, tal Paolo Rubini e che il Consiglio d’Amministrazione ne debba nominare uno nuovo. In casi come questo, la riforma voluta dall’incorruttibile Governo dei tecnici, vuole che vengano applicare regole ferree ed inderogabili. Per esempio, il comma 6 dell’articolo 2 del testo definitivo ed approvato dal Parlamento della citata Spending Review che prevede “l’espresso divieto –per le Amministrazioni per le quali non siano stati emanati provvedimenti attuativi da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri (e l’Enit non è tra questi,ndr)- di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto”.Bene. Però, in qualche modo il posto dell’uscente Rubino dovrà pur essere occupato da qualcuno. Il nome estratto dal cilindro dalCdA dell’ente è quello di Andrea Babbi. Nato a Ravenna (occhio, il luogo natio è importante), classe 1962 -un giovanotto, si potrebbe dire- e Amministratore Delegato uscente di “Apt Emilia Romagna”, agenzia che si occupa della promozione e sviluppo del turismo locale. Perfetto, come competenza ci siamo, dunque. Peccato però che la “Apt” sia una  società privata e che, quindi, con la sua nomina, Babbi abbia violato non solo la regola che impone agli enti pubblici di non assumere nuovo personale, visto il periodo di crisi, ma anche un’altra. L’art.19, della legge165/2001 impone che “gli incarichi dirigenziali possono essere conferiti a dipendenti pubblici, purché dipendenti da altre amministrazioni pubbliche o da organi costituzionali”. E non è proprio questo il caso del nuovo DG dell’Enit.È bene capire il perché la scelta del Consiglio d’Amministrazionesia ricaduta proprio su Babbi, violando più di una norma di legge, invece che su un dirigente interno all’ente. Beh, per esempio perché il giovane ex AD dell’Apt è uno dei fedelissimi del Presidente dell’Enit, un certo Pier Lugi Celli. Il quale, oltre ad essere il DG di una delle più prestigiose università di Roma, la“LUISS – Guido Carli”, ha un curriculum da imprenditore lungo una decina di pagine. Il caso vuole che sia Celli che Babbi siano, per così dire, in ottimi rapporti con l’attuale Presidente della “Conferenza Stato-Regioni”, nonché Governatore dell’Emilia Romagna (guarda caso), Vasco Errani. Ma non basta. Certe malelingue, viste le elezioni alle porte, sostengono che uno degli aspiranti alla poltrona di Presidente del Consiglio, l’emiliano (la regione è la stessa) Pierluigi Bersani, vorrebbe proprio Errani nel suo futuro Governo o almeno quale suo successore alla guida del Partito Democratico, in barba a eventuali primarie e quant’altro. C’è di più. Sempre le stesse malelingue avrebbero insinuato cheBabbi sia stato “promosso” all’Enit per giustificare un suo –eventuale- ulteriore scatto di carriera, laddove il suo “protettore”fosse effettivamente chiamato a più alti incarichi. Queste, però, sono solo perfide illazioni. Alle intenzioni, non possono farsi processi. Ma ai fatti sì, eccome. Lasciando perdere le trame di potere, è bene approfondire che tipo di vantaggio (economico, oltre che “di curriculum”) abbia ottenuto il giovane Babbi grazie al suo nuovo incarico. Mentre il Governo dei tecnici tar-tassa i suoi cittadini con ogni possibile tipo di imposta, un dirigente pubblico ha uno “stipendio tabellare, annuo, lordo” di 51.320 euro, cui si vanno ad aggiungere 23.633 euro di “indennità di posizione –parte fissa-” , 75.047 euro di “retribuzione di posizione –parte variabile-”  e la bellezza di 30.000 tondi tondi di “premio annuo residuato”. Per un totale di 180.000 euro all’anno. Tutto indicato per filo e per segno nel contratto di lavoro di Babbi (in foto) e che, in calce, riporta anche la sua firma quale DG di Enit, oltre che quella del Presidente Celli. In pratica si è assegnato la paga da solo! Insomma, una cifra che un dipendente pubblico medio non vede neppure in 10 anni di lavoro, sempre che il lavoro (con tutti questi tagli) ce l’abbia ancora.Tutta questa storia non sarebbe mai venuta fuori senza il lavoro instancabile di Giuseppe Russo, dirigente della FILP, il sindacato indipendente dei lavoratori pubblici. Russo ha iniziato a segnalare ai dirigenti Enit che la nomina di Babbi era del tutto illegittima ancor prima che il CdA la votasse definitivamente. Non ricevendo, in mesi e mesi, dall’ente alcun riscontro in merito allasua denuncia, è dovuto passare alle vie di fatto, presentando un regolare esposto alla Corte dei Conti, che dovrà pronunciarsi in merito alla eventuale violazione delle norme di legge, verificatasicon la designazione di Babbi.Raggiunto telefonicamente da “il Giornale d’Italia”, il sindacalista della FILP ci ha tenuto a precisare una serie di cose. “Allo stato attuale, all’Enit non è cambiato nulla. La dirigenza continua a non dare alcuna risposta in merito alla mia segnalazione. E, inoltre, Andrea Babbi sostiene che la denuncia per l’irregolarità della sua nomina, sia un attacco personale a lui e non alle modalità con le quale è stato scelto. Qui nessuno ce l’ha con lui. Vogliamo solo che venga chiarito il perché sia stato scelto un dirigente ‘esterno’ alla P.A. in violazione (almeno così pare) delle regole stabilite dal Governo”. Oltretutto, in un momento delicato come questo, verrebbe da aggiungere.La domanda è sempre la stessa e la risposta non arriva mai. Se esistono delle leggi, perché i primi ad infrangerle sono quelli che, per primi, dovrebbero seguirle alla lettera?

 

Grazia Bontà

Commenti 

1

11/04/2013 08:03

Postato da sb1160

senza dimenticare che il Dott. Babbi è un ciellino di ferro e l'asse CL/PD in Emilia Romagna è vincente...