Cerca nel sito:

martedì 19 giugno 2018

Primo piano

13/06/2018 12:02

Salvini riferisce in Senato su Aquarius

Se l'Europa c'è batta un colpo, Macron chieda scusa

Salvini riferisce in Senato su Aquarius

"Non voglio che bambini vengano messi su un gommone e muoiano nel Mediterraneo perché qualcuno li illude che in Italia c'è lavoro e casa per tutti. Sono stufo". Così  il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, nella sua informativa al Senato sulla vicenda Aquarius.

"È  tempo - ha proseguito il ministro - che gli Stati tornino a essere Stati, non è possibile che istituzioni private finanziate da chissà chi possano imporre tempi e modi dell'immigrazione. Se si va a guardare da dove arrivano certi finanziamenti, questo sarà oggetto di una prossima informativa, io adoro ogni tipo di generosità, ma quando leggo che dietro qualche organismo c'è la Open Society di Soros qualche dubbio inizia a venirmi su quanto sia spontanea questa generosità".

E ancora: "Non abbiamo niente da imparare da nessuno in termini di solidarietà - ha detto, riferendosi alle dichiarazioni di Macron -. La nostra storia non merita di essere apostrofata in questi termini da esponenti del Governo francese che spero diano scuse. Il mio prossimo sono donne e bambini che fuggono dalla guerra e sono le prime vittime. Per loro casa nostra è casa loro. Però ama il prossimo tuo significa anche amare milioni di italiani che in silenzio hanno perso casa, lavoro e speranza. Io farò il possibile per aiutare i rifugiati veri e immigrati perbene, ma a questi italiani che hanno perso la speranza io dedicherò i miei anni di ministro per farla tornare".

Poi si è rivolto all'Europa: "Se l'Europa c'è batta un colpo o taccia per sempre, noi le abbiamo dato l'occasione e l'opportunità. Ho parlato con il collega tedesco e abbiamo condiviso il fatto che occorre tornare a ragionare di protezione delle frontiere esterne italiane come frontiere dell'Europa, non possiamo essere gli unici a fare quello che meritoriamente facciamo nel mediterraneo. Il regolamento di Dublino oggi va superato, hanno tentato di imporci una norma per aggravare la situazione dell'Italia, abbiamo concordato un no costruttivo e credo che con Germania e Austria proporremo noi una nostra iniziativa".

Quindi ha fatto il punto: i più numerosi "sono i tunisini: andrò presto dal mio collega tunisino perché mi sembra che la Tunisia sia un paese libero, non è vittima di guerra e carestia. Cercherò di portare tutti gli aiuti del popolo italiano perché questi ragazzi possano crescere nel loro Paese invece che mettersi in viaggio su un barcone".

 

Poi torna all'attacco con Macron, al quale chiede di "passare dalle parole ai fatti e accogliere i 9.000 immigrati che si era impegnato ad accogliere. Il problema non è il derby Italia-Francia dei mondiali che peraltro ci vedono esclusi. La nostra storia di solidarietà, di umanità e di volontariato non merita di essere apostrofata con alcuni termini da esponenti del governo francese che spero diano le scuse ufficiali nel più breve tempo possibile".

e.m.