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martedì 19 giugno 2018

Editoriale

08/06/2018 08:56

L'UMANITÀ DI GIUSEPPE CONTE
E IL CINISMO DI DELRIO

Una "gaffe" positiva: temprerà il premier contro lo sciacallaggio della sinistra

L'UMANITÀ DI GIUSEPPE CONTE
E IL CINISMO DI DELRIO

L'ex ministro ha invece dimenticato di pronunciare la parola 'ndrangheta: ce l'aveva sotto casa a Reggio Emilia ma dormiva. Comunque ora privilegiare il lavoro di squadra e di staff

Probabilmente quella "gaffe" - così l'hanno chiamata - è stata positiva. Quella su Piersanti Mattarella. E quella in cui chiedeva a Di Maio se dire o no una certa cosa.

Manna dal cielo, perché le reazioni furibonde e ciniche di una sinistra rozza e fallita serviranno a migliorare le performance del premier quando tornerà nelle aule parlamentari.

È bene tornarci a mente fredda, riguardare quelle immagini cliccatissime e ragionare sull'unica cosa possibile e sensata: Giuseppe Conte alla Camera ha pagato per una atteggiamento di rara umanità nei luoghi della politica.

Ed è stato Delrio - quello che supplicava i giornali di non infierire contro di lui per la mafia calabrese che si era infiltrata a Reggio Emilia, la sua città - a fare davvero schifo, da sciacallo, nel puntare il dito contro il presidente del Consiglio. Che a sua volta paga lo scotto al noviziato, perché per troppi anni si è lasciato intendere che la politica non fosse fatica, studio, staff e squadra. Pure Conte ne farà tesoro. E magari cercherà anche gente d'esperienza, perché le facce nuove non sempre hanno le spalle grosse.

Avrebbero dovuto applaudirlo il premier, anziché sparargli contro, per quel tributo al presidente della Repubblica per il gravissimo lutto che lo colpì a Palermo, quel fratello straziato tra le sue braccia, capo onesto di una giunta regionale in Sicilia. Il presidente del Consiglio aveva colto probabilmente una sostanziale indifferenza quando nel suo discorso introduttivo per la fiducia aveva ringraziato il capo dello Stato. E c'è voluto tornare sopra proprio sulla vicenda che più ha scosso la vita di Sergio Mattarella. Delrio, invece, non ha trovato di meglio che fare la squallida figura del maestrino, per rivedersi in televisione e dirsi quanto sono stato bravo. Dovrebbero vergognarsi, invece, perché se quelli del Pd sono stati cacciati dal potere che occupavano in tutta Italia è proprio perché siamo tutti stanchi del loro sentirsi migliori di chiunque. Ora, spicciate meglio di altri casa vostra.

E "quel posso dirlo" rivolto a Di Maio, Conte se lo poteva risparmiare? Forse, ma davvero scendete dai monti a raccontarci la vostra tuttologia? Avete giustificato di tutto. Mica ce le siamo scordate le pessime figure del vostro premier che biascicava in inglese sballato in tutti i luoghi importanti del mondo; o i suoi inviti ad investire su MPS.... Matteo, Matteo, diglielo tu ai tuoi compagni che se vogliono perdere persino sulle gaffe la gara si chiude facile.

Renzi, mandaglielo a Delrio, quel tuo memorabile tweet, "non lo facciamo per il bene dell'Italia, ma dell'Europa". Certo, spiegando in questo caso che non era una gaffe ma una scellerata scelta di politica contro il nostro popolo. Perché è quello che avete sempre fatto e ora osate speculare sul sangue di chi è stato assassinato dalla mafia. Giù il cappello, semmai, a chi non ha voluto nascondere quel delitto dalla memoria del Parlamento.

Oppure 'Ndrangheta, Delrio, si chiamava 'Ndrangheta. L'avevi sotto casa e dormivi.

Francesco Storace