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martedì 19 giugno 2018

dal fronte politico

13/03/2018 12:36

Forza Italia non sfonda a sinistra

Brunetta e Berlusconi blandiscono i dem, ma Salvini avverte: gli italiani non hanno votato per vederli ancora al comando

Forza Italia non sfonda a sinistra

Forza Italia si smarca? Operazione difficile, ma Renato Brunetta ci prova e delinea un “centrodestra allargato” a Renzi. Per il capogruppo alla Camera “Renzi aveva avuto l'idea del partito della nazione. Penso che si possa fare, ma avendo come perno il centrodestra. Come Renzi aveva aperto le porte a Forza Italia e a una parte del centrodestra, così noi possiamo aprire le porte a lui”. Al contrario, impossibile il matrimonio Lega-M5s per l'esponente azzurro: “molto, molto difficile dal punto di vista politico, programmatico, delle singole basi. Una Lega votata soprattutto al Nord che si allea con un partito votato soprattutto al Sud non mi sembra un'opzione percorribile”. Ma l’ormai prossima discussione parlamentare sul Def, il Documento di economia e finanza può essere “l'incubatore di una nuova maggioranza”. Peccato che i numeri che piaccono a Brunetta manchino. A suo avviso “queste elezioni le ha vinte il centrodestra unito, ossia la coalizione. E Salvini ha ragione quando dice che bisogna rispettare le scelte degli elettori. Ma il soggetto è il centrodestra, che potrebbe decidere anche di dare una presidenza al Pd nell'ottica di un eventuale appoggio esterno. La presidenza delle Camere deve essere data anche a chi si fa carico della governabilità del Paese”.

Matteo Salvini però al termine del Consiglio federale è stato sin troppo chiaro: “Gli italiani non ci hanno votato per riportare Renzi al governo, e neanche Gentiloni”. E ancora: “Non andremo mai al governo se non potremo fare quello che vogliamo realizzare, cancellare la legge Fornero, controllare l’immigrazione clandestina e ridiscutere i trattati europei. Chiederemo al Parlamento i voti”. In tutto questo “nessun problema con Forza Italia, ci vedremo già in questa settimana” con Berlusconi.

Intervistato dalla Stampa l'ex Cavaliere aveva in qualche misura cercato di aprire la settimana politica allontanando un ritorno alle urne, perché “nuove elezioni sarebbero allo stesso tempo un pessimo segnale per la democrazia e una strada probabilmente non risolutiva2. Meglio quindi, anzi “molto meglio perdere qualche settimana per un buon governo, se possibile, che mesi in una nuova campagna elettorale”. Tenendo d’occhio il Pd, come avrebbe detto anche Brunetta in mattinata. Però proprio il segretario dimissionario Matteo Renzi aveva già anticipato il suo no alle sollecitazione di Berlusconi. “La linea politica” sul governo “mi sembra chiara e peraltro molto condivisa dalla stragrande maggioranza di voi. Basta vedere le vostre numerosissime email”, aveva scritto Renzi nella sua Enews, ribadendo la linea dell'opposizione.