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martedì 19 giugno 2018

sinistrati

13/03/2018 14:12

Cacciari si accoda: i dem diano appoggio esterno

Il filosofo va ad allungare la lista dei sostenitori di un monocolore a 5 stelle in un “laboratorio politico”

Cacciari si accoda: i dem diano appoggio esterno

Nella lunga lista di coloro che chiedono ai superstiti del Pd di aiutare Di Maio con un appoggio esterno si sono accodati altri nomi più o meno eccellenti della sinistra italiana, specie nello scorso fine settimana, quando evidentemente deve essere partito un segnale in tal senso. Se non stupisce troppo la presa di posizione assunta in tal senso dal governatore pugliese Michele Emiliano, spicca il nome dell’ex sindaco di Venezia, il filosofo Massimo Cacciari. “Da questa disfatta il Pd potrebbe uscirne bene soltanto se ammettesse la sconfitta, riconoscesse la vittoria del Movimento 5 Stelle e si rendesse disponibile a sostenere un governo monocolore dei grillini”, ha detto in un’intervista al Fatto Quotidiano aggiungendo che però “allo stato attuale non è fattibile, purtroppo. Bisognerebbe superare Renzi e in questo momento nel Pd non c’è nessuno in grado di farlo”.

Secondo l’esponente del centrosinistra infatti “condividere responsabilità di governo in questo momento sarebbe un suicidio, anche perché gli elettori hanno parlato chiaro, sfiduciando il partito. Quindi è giusto che il Movimento costruisca un governo da solo, con i suoi ministri, e che il Partito democratico valuti volta per volta le proposte da votare”. A suo avviso “se il Pd presentasse una proposta del genere ai 5 stelle, il cerino passerebbe in mano ai grillini. Per quanto debole possa essere questo tipo di sostegno, non credo che il Movimento potrebbe dire ‘no grazie’ ai dem e rifiutarsi di fare un governo”.

Secondo Cacciari non ci sono alternative a un’intesa tra Pd e 5 Stelle: “Mettere d’accordo la Lega e i grillini su un governo è impossibile. Il popolo dei 5 stelle, al contrario di quanto sostiene qualcuno, non è certo di destra e sopporterebbe molto male ogni tipo di accordo con Salvini. Ma anche il leader leghista non ce lo vedo proprio a spaccare il centrodestra per andare a fare il secondo a Di Maio. Altre soluzioni non ce ne sono, visto che Berlusconi e quel che resta del Pd, anche volendo, non hanno i numeri”.