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venerdì 23 febbraio 2018

L'editoriale di Francesco Storace

13/02/2018 06:00

COL NASO TURATO

Come impedire l'affermazione di Pd o grillini

COL NASO TURATO
Campagna elettorale per votare il meno peggio...

 

Sembra di tornare all'antico tempo montanelliano, con l'invocazione a votare Dc contro i comunisti. Certo, di qua lo scudo crociato è ridotto ai minimi termini nella coalizione di centrodestra, ma ci sarebbe da soffrire non poco per l'Italia se dovessero affermarsi Pd o grillini per fare poi un governo di quelli da voltastomaco.

La mobilitazione nazionale di fine legislatura ha impedito l'approvazione dello ius soli.

Quante altre diavolerie escogiterebbero gli avversari oggettivi del popolo italiano?

Le cronache delle ultime giornate sono state stomachevoli. Pare che proprio non si riesca a comprendere l'orrore provato da tutta Italia per la fine terribile di Pamela Mastropietro, squartata da banditi nigeriani senza pietà. La sinistra che vuole governare - o almeno parte di essa - si è radunata in corteo contro il pericolo fascista e il razzismo. Hanno la faccia tosta.

Anche il Pd ha preso la palla al balzo e scopre l'antifascismo. Lo fa solo per ragioni di cassetta elettorale perché soffre la concorrenza del partito di Grasso, Leu. Ma che fine faccia questo paese tra tanti schiamazzi non se lo chiede nessuno.

Se vincono loro, prepariamoci ad una nuova mazzata fiscale. Maggio si avvicina e l'Europa non intende fare sconti. Il governo dell'obbedienza è quello che vogliono a Bruxelles.

Le imprese scappano dall'Italia e i dati sul lavoro sono falsati. Assistiamo ad una grandissima opera di mistificazione con la trasformazione contrattuale; e' come quando si dice che si stabilizzano i precari. Sempre loro sono e non un posto di lavoro in più.

Potremmo continuare per un pezzo la giaculatoria sui rischi che corre l'Italia se dovessero affermarsi piddini e grillini. Ma lo abbiamo capito tutti.

Il problema e' come impedirlo. E qui torna la metafora montanelliana. Siamo proprio come allora, non c'è l'elezione diretta del premier, ma uno scontro autentico tra coalizioni fasulle e partiti che si combattono anche se "alleati". Nel centrodestra, in particolare, c'è una specie di gara a chi prende più voti per fare il premier, anche se non si sa chi salirebbe a palazzo Chigi nell'improbabile caso di affermazione di Forza Italia (in giro in realtà si respira aria di vento forte per Salvini). La sensazione e' che se gli azzurri arrivano primi il presidente del consiglio sarebbe il solito senza voti di turno, magari lo stesso Gentiloni.

E' evidente che la partita si gioca nel recinto destro, per quello che ci riguarda. C'è la Lega, ma c'è anche Fratelli d'Italia. Così come ci sono elettori che vorrebbero crociare la tartaruga di Casapound, che pure sta facendo una campagna elettorale davvero bella. Ma ci sono vaste aree del paese dove è difficile che prenda voti.

In sostanza, nel fronte sovranista - purtroppo sparpagliato - ci sono le opzioni possibili per votare senza il bisogno di turarsi il naso.

Per fortuna che almeno nel Lazio c'è l'elezione diretta del presidente e noi andremo a votare con orgoglio per Sergio Pirozzi. Quella di Parisi è stata una scelta sciagurata.

Francesco Storace