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sabato 20 gennaio 2018

dal fronte politico

12/01/2018 07:41

Niente polemiche, Salvini guarda avanti

'Fornero e vaccinazioni obbligatorie da abolire. E se a Bruxelles non capiranno che un governo deve aiutare famiglie ed imprese nazionali, l’uscita dall’euro è un’opzione'

Niente polemiche, Salvini guarda avanti

Una giornata aperta con l’accusa di essere uno “stalinista” arrivatagli da Roberto Maroni attraverso le colonne de Il Foglio. Ma continuata all’insegna del programma. Con giusto un accenno su twitter alla sua precisa scelta di ignorare l’ex governatore della Lombardia, che pare voler dr retta ogni ora che passa a chi sostiene che dietro la sua mossa ci sia una manovra atta ad indebolire la Lega. “Preferisco usare il mio (e vostro) tempo per lavorare e costruire, non per litigare o rispondere agli insulti. O l’Italia riparte in fretta, e io ci credo, o sarà tardi. Le polemiche le lascio agli altri. Scusatemi, mi conoscete, sono fatto così!”. Matteo Salvini insomma sa di avere poco tempo per proporre le sue idee al popolo che andrà al voto e cerca di massimizzarlo. Come alla trasmissione Circo Massimo su Radio Capital dove ha ribadito la priorità: l'abolizione della legge Fornero sulle pensioni. "Berlusconi dice 'ne cambiamo gli aspetti negativi' – ha risposto a domanda dei conduttori Massimo Giannini e Jean Paul Bellotto -  io di aspetti positivi non ne ho trovato neanche uno, perfetto". E ha aggiunto: "Non scherziamo: stanno lavorando in questi minuti per scrivere una cosa messa bene, se ci sono altri Berlusconi che vogliono lavorare fino a 91 anni, va bene, ma tu dopo 41 anni di lavoro hai maturato il sacrosanto diritto di riavere i tuoi soldi. A chi dice non ci sono le coperture, rispondo che sono soldi dagli italiani. Quegli ipotetici 20 miliardi di costo, significano consumi, acquisti, spese e tasse che i pensionati mettono in circolo. La legge Fornero è sbagliata e va cancellata, assolutamente". Con una sicurezza: "Ci metteremo d'accordo con Berlusconi".

Salvini è tornato anche sul tema dell'obbligo vaccinale introdotto dal governo di centrosinistra: "La netta maggioranza dei Paesi europei non ha vaccini obbligatori – ha ribadito – siamo l'unico Paese che ne ha dieci. Io sono a favore di una scelta ragionata e responsabile". In proposito la significativa citazione è sul comportamento  del Veneto, "dove la persuasione dà un risultato più alto che nelle regioni dove sussiste un obbligo formale".

Il tema del lavoro è almeno parimenti centrale: con un Jobs act, secondo Salvini, da rivedere: "Ci sono alcuni passaggi che possono essere tenuti". Mentre la "Buona scuola andrebbe completamente rivista". Il leader del Carroccio è comunque certo che il suo partito "sarà il primo della coalizione". Per questo motivo punta decisamente alla poltrona di premier: "Lo voglio fare, sono pronto, ho una squadra di governo. Ho messo anche io nel simbolo il mio nome, ognuno tira l'acqua al proprio mulino". Infine, la moneta unica: che resta un possibile ostacolo da abbattere, se in Europa non capiranno che è ora di fare un falò dei trattati: "Tengo aperta l'opzione di uscita dall'euro, che va contrattata con gli altri Paesi in difficoltà, non certo con la Germania. Io ritengo che l'Italia debba poter tutelare l'interesse delle famiglie e delle imprese non mettendosi alcun limite. L'obiettivo è provare a cambiare le politiche europee: se il governo Salvini riesce a cambiare la direttiva sulle banche, la Bolkestein, il patto di stabilità bene, missione compiuta. Ma se mi dicono 'No, ti attacchi al tram', mi rassegno al no o tengo viva l'ipotesi di recuperare la mia sovranità? Non puoi dire non se ne parla".

@RobertVignola