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venerdì 24 novembre 2017

L'editoriale di Francesco Storace

14/11/2017 05:50

TURIGLIATTO

Il centrodestra non dia per vinta anzitempo la partita e si prepari con serietà ad un appuntamento che non può vedere diserzioni

TURIGLIATTO
Renzi tenta di rimettere assieme l'Unione di un tempo, che determinò il fallimento di Romano Prodi. Se non è messinscena è un danno per l'Italia. Occhio ai Cinque stelle

 

Questo Pd non è proprio una cosa seria. E per farlo sapere a tutti convoca persino la direzione nazionale.

Merita un commento la messa cantata di ieri, dove Renzi ha mobilitato l'orchestra più stonata che ci sia per annunciare una specie di lodo Turigliatto per prendere in giro i gonzi che ancora gli credono.

Turigliatto e' stato un senatore che nel periodo 2006-2008 stava così a sinistra che più a sinistra non si può e fu tra quelli che determinarono il bel capitombolo di Romano Prodi. Che falli' col suo cosiddetto governo dell'Unione perché aveva messo assieme gente che si odiava in maniera esagerata. I suoi ministri - pensiamo a quello di rifondazione comunista, Ferrero - scendevano persino in piazza in manifestazioni antigovernative.

Ebbene, il Renzi disperato di questi tempi e' alla ricerca dei Turigliatto contemporanei e ieri ha fatto una mossa che meriterebbe un Crozza dei giorni migliori. Si è appellato praticamente a tutti, Verdi, radicali, socialisti, Civati, Pisapia e persino Mdp, che poi se ne è andato dal suo partito proprio per odio contro di lui e le sue politiche. Ovviamente con l'aggiunta di Alfano, Calenda, Verdini e quanto di peggio possa precipitare dalla dispersa galassia centrista che sta di là.

Ha detto, Matteo, "basta veti e abiure". Il che significa passare dalla gloriosa Bandiera Rossa al più democristiano scurdammece 'o passato, e chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato. L'Italia chissà.

Si dice che anche sul fronte destro della politica si litiga e si fanno dispetti. Ma almeno c'è una cornice valoriale di riferimento. Sulle grandi questioni - fisco, sicurezza, immigrazione, famiglia - le distanze non sono certo come l'abisso che separa le componenti di un centrosinistra che ha già fatto abbastanza danni. Certo, ci sono toni differenti sull'Europa, ma anche un minimo comune denominatore rappresentato dalla volontà di modificare le regole del gioco comunitario.

La cumacca (combriccola secondo i siciliani) che Renzi vorrebbe intruppare assieme - se la mossa è reale e non si tratta della solita messinscena - è davvero detestabile, avariata, non più consumabile.

Basti pensare ai temi del lavoro, a partire dal jobs act. Un ministro come Minniti accusato dagli "alleati" di sinistra di svolta securitaria. Assieme i si e i no alla riforma costituzionale della Boschi. Ma chi volete prendere in giro?

Non li salveranno nemmeno i loro elettori, che infoltiranno semmai il mare enorme dell'astensionismo, grazie a politiche assolutamente contrarie al buon senso e che hanno già dato pessima prova di se'.

Stia attento il centrodestra, però, a dare per vinta la partita troppo tempo prima. Il rischio concreto e' la vittoria dei Cinque stelle che nel disfacimento della politica ci sguazzano da anni.

Occorre, da questa parte del campo, una chiara offerta programmatica, affidata a chi ci crede senza bisogno di tirare sassate come si è fatto finora verso soggetti politici da eliminare unicamente per veti personalistici.

Non c'è spazio per la diserzione. L'Italia non ci perdonerebbe un errore di tal fatta. Guai a chi abusa della pazienza del nostro popolo.

 

Francesco Storace