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domenica 22 ottobre 2017

lo scivolone

12/10/2017 10:24

Protesta 5 stelle col tricolore al contrario

A Montecitorio i manifestanti grillini, al Pantheon quelli di sinistra. D’Alema: è tutta colpa del Pd

Protesta 5 stelle col tricolore al contrario

Uno striscione contro il Rosatellum, sullo sfondo un tricolore. Ma è quello sbagliato. Nel senso che comincia col rosso e finisce col verde. Uno scivolone piuttosto clamoroso per chi ha passato tutta la giornata a sventolare cartelli con la Costituzione, visto che proprio la Carta al suo articolo 12 menziona chiaramente il verde, il bianco e il rosso in questo ordine. Errore marginale, diranno i sostenitori della protesta. Ma tant’è. Per passare alla cronaca di ciò che è stato detto, con toni da rivoluzione, ecco i principali protagonisti della protesta. "Questi si occupano del ventennio, di abbattere i monumenti del fascismo del passato ma non abbattono i monumenti del fascismo presente, che stanno lì dentro", ha dichiarato Alessandro Di Battista alla manifestazione M5S. "Cos'è oggi il fascismo? È la nomina dei parlamentari che non rispondono al popolo italiano ma alla lobby del partito politico che li nomina" ha scandito. "Sulla legge elettorale - ha poi rimarcato - non si può ostacolare il dibattito con la fiducia, è come comprarsi un arbitro di calcio".

Luigi Di Maio, candidato premier M5S, nel corso della manifestazione in piazza Montecitorio ha annunciato che "faremo una veglia qui, in questa piazza". "Se non ce la dovessimo fare a fermarli - ha aggiunto - l'appuntamento è al Senato la settimana prossima".

Al Pantheon si sono invece radunati i manifestanti delle sinistre parlamentari. "Per la seconda volta nella stessa legislatura abbiamo una legge inaccettabile, segno di irresponsabilità del gruppo dirigente del Pd che logora la democrazia e apre la strada al populismo" ha detto Massimo D'Alema. "Gentiloni più mite del suo successore - ha affermato - ma politicamente dipende da Renzi".

Poi Pier Luigi Bersani: "La prima fiducia è passata con 307 sì. Io non chiedo nulla, mi domando solo: come mai nessuno in Forza Italia fa notare che con 308 voti, Berlusconi salì al Colle? A proposito di chi sta all'opposizione e chi no...", ha affermato. "Spero in un sussulto del Parlamento nei voti palesi o in quello segreto - ha aggiunto - perché si fermi questo obbrobrio che allarga ancora di più il solco tra politica e cittadini". "Non me lo aspettavo da Gentiloni: un presidente del Consiglio che dice 'non mi occuperò della legge elettorale' e poi mette la fiducia su una legge che non è del governo, così perde credibilità. Uno che ha credibilità avrebbe detto: non ci sto" ha rimarcato Bersani.

"In Parlamento ci sono tante coscienze scosse da questo ennesimo patto Renzi-Berlusconi per sequestrare la sovranità dei cittadini" le parole di Roberto Speranza. "Siamo di fronte a una violenza nei confronti del Parlamento, si priva il Parlamento della possibilità di discutere e si toglie ai cittadini la possibilità di scegliere gli eletti", ha sottolineato.