Cerca nel sito:

domenica 22 ottobre 2017

L'editoriale di Francesco Storace

12/10/2017 05:45

GLI IPOCRITI

Sceneggiata a Cinque stelle davanti al Parlamento per i seggi parlamentari. Ma ai cittadini non pensano più

GLI IPOCRITI
In piazza per i fatti loro quelli che danno battaglia sulla legge elettorale. Al corteo di sabato proporremo invece unità di popolo contro disoccupazione e immigrazione clandestina

 

Benvenuti al gran ballo dell'ipocrisia, che va in scena a Montecitorio. Lande di ben pagati aizzano il popolo contro la legge elettorale, ovvero i fatti propri. Pensassero a quelli dei cittadini, invece, che non ne possono più di disoccupazione e immigrazione.

I Cinque stelle, in particolare, si caratterizzano per eccitazione come in preda a chissà quali diavolerie, e strillano da ossessi contro le nuove norme. Forse preferirebbero andare a votare con la legge della giungla, quella tirata fuori con un'incredibile opera di taglio e cucito dalla Corte Costituzionale sulle ceneri del sepolto Italicum.

Francamente, io sono invece contento se la legge elettorale riescono a vararla. Se la fanno buona ancora di più, ma intanto in attesa del meglio preferisco qualcosa al nulla.

Stanno venendo allo scoperto tante ipocrisie di palazzo, che contagiano pure i purissimi che trovano per strada qualcuno più pure di loro. Come e' successo al povero Di Battista, che si è trovato a comiziare l'altroieri nella piazza sbagliata. E si e' beccato fischi, lazzi e insulti persino dai seguaci del generale Pappalardo, neorivoluzionario con tanto di vitalizio maturato nella gloriosa armata socialdemocratica negli anni passati (e chissà se i suoi seguaci lo ricordano...).

Litigano da matti a sinistra, la fiducia del Pd non piace a Mdp e compagni, ma Renzi pare fregarsene avendo già ottenuto l'obiettivo di far litigare Pisapia e D'Alema. Si accontenta di poco, l'ex premier toscano.

Ahimè, spettacolino indecoroso anche dalle parti del centrodestra. A un miglio dalla vittoria, Forza Italia e Lega trovano finalmente la maniera di non litigare almeno sulle regole del gioco, ma urla Giorgia Meloni contro la legge che ci consentirà di votare sapendo chi c'è nel listino corto proposto dai partiti e nei collegi uninominali. Ma alla romana Meloni, eletta in Lombardia nel collegio di Pavia, questo non sembra andare bene. Ma continuerà ad allearsi con chi favorisce quello che battezza come una specie di golpe. Figuriamoci se ci fosse stato lo sbarramento alto...

Mettila come vuoi, e' un Palazzo da chiudere al più presto, facendo entrare aria nuova. Una legislatura caratterizzata da governi senza mandato popolare si concluda al più presto. Anche perché ci sono almeno due problemini irrisolti: il lavoro, l'immigrazione. Domani la sinistra - altra ipocrisia - digiunerà davanti a Montecitorio perché vuole lo ius soli. Sabato manifestera' invece la nostra destra da piazza della Repubblica con chi non lo vuole.

Mi sa che indovino se scommetto che la seconda manifestazione sarà più piena della prima.

Ecco, molto meglio richiamare l'attenzione del popolo su lavoro e immigrazione come faremo noi col nostro corteo, anziché su una legge elettorale i cui contenuti sono più materia da addetti ai lavori. Le tragedie per il nostro popolo sono rappresentate più dalle cifre della disoccupazione e dell'invasione che dai seggi di Tizio e Caio. Ma lorsignori non sembrano capirlo. Protestano solo per se stessi.

Francesco Storace

Commenti 

1

facciamoci sentire

12/10/2017 17:40

Postato da centrillo

sabato come sempre il popolo di destra e non solo quello farà sentire alta la voce di chi dice no ad una italianizzazione forzata e al lavoro negato.