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martedì 21 novembre 2017

immigrazione e dintorni

13/09/2017 06:26

Sono rimasti (Ius) soli

Sinistra all'angolo, i numeri al Senato non ci sono. Il centrodestra esulta. Ma al governo non si arrendono...

Sono rimasti (Ius) soli

Pietra tombale? No. Sconfitta della sinistra? Sì, ma in una battaglia e non nella guerra per impedire una riforma della cittadinanza che è soprattutto mettere l’italianità sul banco dei regali per arridere a cooperative e centri sociali. Le cronache parlamentari ci dicono di uno spartiacque nei travagli del partito di maggioranza relativa. E così ieri il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, ha mostrato la bandiera bianca. Argomento - scottante - quello dello ius soli, che però «rimane un obiettivo prioritario ed essenziale del Pd». Ma le leggi «hanno bisogno di una maggioranza e in questi momento non c’è». Dichiarazione che mette al pubblico ludibrio Alternativa popolare. «I gruppi che hanno votato il provvedimento alla Camera mostrano di non volerlo votare in Senato».

A sottolineare che per il Governo il capitolo non è ancora chiuso è la ministra per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro. «L’introduzione dello ius soli temperato e dello ius culturae - afferma - rappresenta un tassello per noi essenziale nel quadro delle politiche che questo Governo sta conducendo sui temi dell’immigrazione e dell’integrazione dei cittadini stranieri. Confermare l’approdo in Aula a settembre della legge sulla cittadinanza - continua la ministra - avrebbe potuto segnare negativamente le sorti di un provvedimento così importante, sul quale l’attenzione del Governo resta massima. Sarà importante lavorare nelle prossime settimane affinché si riesca non solo a calendarizzarlo alla prima occasione utile, ma si creino per allora le condizioni politiche per arrivare alla sua approvazione».

Per Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Alternativa popolare, alla fine ha vinto il buon senso. «Sullo Ius soli, dimostrando grande senso di responsabilità, il presidente del Consiglio ha ascoltato la nostra richiesta e ha giudicato inopportuna la richiesta di un voto di fiducia su una questione così delicata e divisiva e non certamente prioritaria rispetto ad altre decisioni urgenti per il Paese, le famiglie, le imprese. Di questo - continua Lupi - si è finalmente convinto anche il Pd, che non l’ha fatto mettere all'ordine del giorno dei lavori al Senato. Non è la vittoria di nessuno, ma del buon senso, della responsabilità del governare e del realismo».

A criticare la scelta è, da sinistra, Articolo 1 - Mdp. Molte le vedove anche nei tanti gruppuscoli. A centrodestra invece si esulta. Per Gianni Alemanno, segretario del Movimento nazionale, «Zanda ci comunica che mancano i numeri per approvare lo Ius soli. Una grande vittoria per tutto il popolo italiano che vede calare il sipario su una legge scellerata. Un parlamento delegittimato non poteva votare contro la volontà della maggioranza degli italiani e così è stato. Grande vittoria anche di tutto il centro destra che unito dimostra la propria forza».

La Lega Nord plaude alla scelta. «Niente legge sullo Ius soli in Senato a settembre, una vittoria della Lega e del buon senso - afferma il segretario Matteo Salvini -. La nostra battaglia va avanti, grazie Amici! La cittadinanza non si regala». Il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli osserva: «Per fortuna lo ius soli per ora è sparito dal radar dell’agenda parlamentare, anche se il Pd dice che verrà esaminato quando ci sarà una maggioranza in grado di poterlo approvare e questo significa che non lo si affronterà mai, perché non solo sullo ius soli non c’è una maggioranza nel Paese, perché la stragrande maggioranza di cittadini è contraria, ma non c’è neppure una maggioranza in un Parlamento di transfughi».

Ma i tamburi di guerra della sinistra, che conta di ricompattarsi proprio su leggi come questa, consigliano attenzione e vigilanza.

@RobertVignola

Commenti 

1

13/09/2017 16:40

Postato da Antero

Vigileremo e contrasteremo !