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lunedì 25 settembre 2017

dal fronte politico

13/09/2017 12:01

Mal di Sicilia

Le “Regionarie” finiscono sub judice. Il M5s ostenta sicurezza, ma è l’ennesimo atto di una lotta intestina. E le rigide regole del Movimento tornano sotto accusa

Mal di Sicilia

Arrivederci al 18 settembre. Una settimana in cui il Movimento 5 stelle farà i conti con il maggiore ostacolo che ha finora incontrato: le carte bollate. Quelle che, d’altronde, tra contratti capestro, votazioni on line su un sito altamente hackerabile e cervellotici regolamenti alla base delle sue espulsioni normalmente attira su di sé, fin da quando ha mosso i primi passi nella politica. Non poteva essere certo l’appuntamento con le elezioni siciliane, in una regione che ha fatto da epicentro a più di un terremoto, a fare da eccezione. Poche sorprese quindi ieri, quando il tribunale di Palermo ha sospeso le regionarie M5s in Sicilia, vinte da Giancarlo Cancelleri, dopo il ricorso dell’attivista escluso Mauro Giulivi. La giudice Claudia Spiga ha rinviato la causa, come detto, a lunedì prossimo per l’integrazione del contraddittorio nei confronti dei 62 candidati votati alle primarie e in quell’occasione il provvedimento verrà confermato o revocato. I grillini si dicono tranquilli: “Nessun rischio caos”, garantiscono con un post sul blog specificando che si tratta di “una misura cautelare”. “Ciò non toglie che il Movimento 5 stelle parteciperà alle elezioni, come previsto, e lo farà seguendo le decisioni che verranno prese dal tribunale”. Magari dividendosi e perdendo, come accaduto a Genova?

Il caso di queste ore è d’altronde simile in tutto e per tutto  quello di Marica Cassimatis. Giulivi era stato escluso dalla corsa per le amministrative a Palermo per non aver firmato in tempo una sorta di codice di comportamento. Quando pochi mesi dopo ha deciso di presentarsi alle regionarie, ha ricevuto una mail in cui si specificava che non era stato ammesso perché era in corso un procedimento disciplinare a suo carico. Ma non è così semplice: la vicenda porta con sé l’eco del sanguinoso episodio delle firme false alle  comunali di Palermo. Il ricorrente è infatti compagno della deputata nazionale Chiara Di Benedetto, ma pure considerato vicino al parlamentare Riccarco Nuti, sospeso dopo il suo coinvolgimento nell’inchiesta sulle firme false. Altro indizio: è assistito dall’avvocato Lorenzo Borré, proprio lo stesso che ha difeso la candidata genovese Marika Cassimatis dopo la sua esclusione dalle comunarie M5s.

La giudice non riconosce al momento il testo che il candidato avrebbe dovuto firmare come codice etico e scrive nel provvedimento: “Poiché non risulta (né è stato allegato) che detta adesione dovesse intervenire prima della candidatura proposta online, e al contrario risulta che nella precedente procedura per le comunarie detta adesione è stata richiesta solo all’esito delle primarie, e poiché il Giulivi è stato escluso da detta procedura, senza formalizzazione di alcun invito alla relativa sottoscrizione, deve escludersi la sussistenza della causa ostativa alla candidatura (mancata sottoscrizione del cosiddetto codice etico) prospettata dall’associazione resistente”. Secondo l’avvocato Borrè, “in questo momento Cancelleri non può presentarsi come candidato M5s alla presidenza della regione Sicilia”. E ha aggiunto: “Noi siamo molto soddisfatti. Il giudice ha individuato esattamente le irregolarità che hanno portato all’esclusione della candidatura di Giulivi, ovvero l’asserita pendenza di un procedimento disciplinare per un fatto che a nostro avviso non solo non costituisce illecito disciplinare, ma che non è neanche previsto dall’attuale statuto come causa di esclusione della candidatura”.

Il 14 luglio scorso Giulivi aveva dato la sua versione dei fatti con un post su Facebook. Secondo l’attivista, la sua esclusione dalla lista per le comunali era stata indotta convocandolo all’ultimo minuto per la firma del documento. “Sono stato escluso”, scriveva, “perché non mi ero potuto presentare a firmare il codice di comportamento dei candidati in quanto il preavviso di poche (due) ore -peraltro letto ad appuntamento scaduto – indicava un orario incompatibile con i miei impegni di lavoro”. Quindi la sua esclusione anche dalle successive regionarie: “Ancora più singolare è l’essere esclusi, dopo, dalle regionarie del M5s per non aver partecipato alle precedenti comunarie; sembrerebbe una burla, se non fosse vero”. Infine l’attacco al Movimento e le motivazioni per cui ha deciso di ricorrere alla giustizia: “Credo fortemente nella legalità, principio a cui il M5s si è sempre ispirato distinguendosi in passato dagli altri partiti. La mia è stata un’esclusione illegittima, l’ho segnalata per tempo al Movimento per le vie brevi ma con esito negativo e sono stato, quindi, costretto a rivolgermi alla giustizia. Spero così che si possa rimediare ad una vera e propria violazione del codice civile e dei miei diritti. Informo, per chi non mi conosce, che non ho alcuna intenzione di creare liste, partiti o di candidarmi con qualsiasi altra lista, pertanto ogni associazione con persone che hanno intrapreso un’altra strada è scorretta e strumentale e non mi riguarda”. Quindi la chiusa: “Attendo quindi che venga riconosciuta tale palese ingiustizia e che si ripetano le votazioni online, questa volta senza discriminazione alcuna, perché noi del M5s siamo diversi, siamo trasparenti e perché ‘uno vale uno'”.