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venerdì 24 novembre 2017

post terremoto

15/08/2017 14:00

Sulle macerie piovono tasse

Centro Italia: quasi un anno dal sisma

Sulle macerie piovono tasse

Governo “beccato” dal sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi: sull’esenzione ci hanno preso in giro. Il premier Gentiloni: l’impegno c’è. Ma i tributaristi attaccano: su questo tema occorre superare i vincoli transnazionali

Si avvicina il termine di un anno dalla prima scossa del lungo sciame sismico in Centro Italia. E il tempo dà la netta sensazione di correre contro i proclami del governo. La situazione resta assai complessa sul territorio: lo Stato s’è rivelato incapace di rimuovere le macerie, nonostante lo sforzo del Genio civile nelle ultime ore per ridurre al minimo le polemiche. Che però sono esplose anche ieri, nella giornata della visita del premier Paolo Gentiloni ad Arquata del Tronto. Con il sindaco di amatrice, Sergio Pirozzi, che ha tuonato contro le scelte del governo. “Sull'esenzione da tasse e contributi ci hanno preso in giro. Ho studiato il bando pubblicato dal ministero dello Sviluppo e c'è solo il credito d'imposta. Questo non va bene”. Naturalmente Gentiloni ha cercato di buttare la palla in tribuna: "Sulle zone franche abbiamo un impianto legislativo solido e l'impegno economico e finanziario più rilevante che ci sia mai stato nella ricostruzione di questi decenni in Italia. Non è stato fatto nulla di diverso di quello che è contenuto nella legge". 

Ma Pirozzi è tornato alla carica: “Leggo sulla stampa che il problema è il limite ‘de minimis’ dell’Unione Europea, ma non è così. Il ‘de minimis’ è un regolamento dell'Unione Europea che dice che un'impresa, nell’arco di 3 anni, non può usufruire di agevolazioni per importo superiore ai 200mila euro”, prosegue Pirozzi. "Mentre quello che io ho contestato - sottolinea il Sindaco - è che nel Decreto Terremoto, e la circolare del Mise lo spiega bene all’articolo 10, si aggiunge un vincolo, ossia si stabilisce che una impresa potrà usufruire della esenzione di tasse e contributi ‘spalmando’ in tre anni l’importo a cui ha diritto anche se trattasi, ad esempio, di soli 10mila euro. Quindi quell’impresa non potrà usufruire del 100% dell’esenzione fiscale e contributiva nell’anno fiscale di riferimento ma dovrà spalmarla per il 39% nel 2017, per il 33% nel 2018, e per il 28% nel 2019”. “Mi auguro – conclude Pirozzi – che nelle prossime ore ci si adoperi per un ‘ravvedimento operoso’ che permetta alle nostre imprese di usufruire del 100% dell’esenzione nel 2017, e del 100% nel 2018”.

Un intervento in tal senso era giunto infatti dal Presidente dell’Istituto Nazionale Tributaristi, Riccardo Alemanno. “Come ho già avuto modo di dire – commenta -, le misure di sostegno dovrebbero andare ben oltre il biennio 2017-2018, sia per il fatto che la ricostruzione sarà lunga non solo a livello strutturale ma anche dal punto di vista emotivo, quindi non tutte le imprese potranno già essere operative, perché prima di riattivare un assetto positivo di bilancio occorrerà un periodo più lungo di tempo. Comprendendo le problematiche di copertura – aggiunge il Presidente -, auspico che ci siano delle indicazioni certe di rifinanziamento delle misure di sostegno, perché ad imprese e lavoratori autonomi devono essere date indicazioni che infondano fiducia e certezza, poiché anche su questi elementi si basa la ripresa economica dei territori. La scelta poi di ‘spalmare’ in tre anni l’agevolazione ottenuta - dice ancora Alemanno -, sembra rispondere più ad esigenze di copertura di bilancio e di rispetto di vincoli anche transnazionali, che non a quelle delle imprese interessate. Credo - conclude - che in tal senso si dovrebbero superare i vincoli di copertura, certamente giusti in situazione di normalità, ma assolutamente non comprensibili in situazione di emergenza che va bel oltre il momento contingente del sisma, ma perdurerà per tutto il periodo della ricostruzione".