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martedì 24 ottobre 2017

Pubblica (d)istruzione

12/08/2017 13:04

Licei a 4 anni, un altro 'no'

Anche la Cgil critica l'ultima trovata della compagna ministra Fedeli

Licei a 4 anni, un altro 'no'

Anche la Cgil critica la scelta di portare gli studi a 4 anni
Licei brevi, tensione lunga
Tra il governo Gentiloni-Renzi e la Cgil, sindacato rosso per eccellenza, è sulla scuola che si (ri)apre un altro fronte caldo. Ed in particolare sulla ventilata riforma dei licei, da portare a 4 anni con tanto di sperimentazione dal 2018. Una trovata che vede l’organizzazione sindacale già sulle barricate:  “Non si può attivare un'innovazione ordinamentale senza una visione della scuola alta, attenta ai bisogni reali degli studenti e alle priorita' dell'inclusione e del superamento delle disuguaglianze, obiettivi fondamentali del sistema di istruzione. La scelta del Miur tuttavia va nella direzione opposta". 
Così Francesco Sinopoli, segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL, che poi chiama in causa addirittura la Gelmini, forse dimenticando lo sfascio causato dai ministri venuti "in cui la riforma degli ordinamenti era incardinata in un decreto legge di razionalizzazione della spesa pubblica: il taglio di un anno causa una perdita di organici, impoverisce drasticamente la qualita' dell'offerta formativa del sistema scolastico pubblico, e danneggia le fasce piu' deboli della popolazione scolastica. Nei fatti, l'intervento sulla durata dei cicli che si vuole sperimentare, senza un progetto nazionale di riferimento che ne individui le finalita' educativo-didattiche, senza alcun confronto con la comunita' scientifica, e con le organizzazioni sindacali, rivela la vera intenzione del Miur: sperimentare, a spese delle modalita' di apprendimento degli studenti, gli effetti di una mera abbreviazione dei curricoli con l'obiettivo di realizzare nuovi tagli".
Insomma, al di là di un linguaggio tipicamente cgiellino, è chiaro che il sindacato non gradisce la sperimentazione, perché, aggiunge Sinopoli, "l'idea è quella di convogliare nel percorso sperimentale un'e'lite di duemila ragazzi che non potranno mai rappresentare il livello standard degli studenti italiani e forniranno dati in uscita sicuramente eccellenti, ma significativamente non rapportabili, anche statisticamente, al resto della popolazione scolastica italiana. Siamo in presenza di una falsa sperimentazione dagli esiti purtroppo inutilmente scontati”.


Tra il governo Gentiloni-Renzi e la Cgil, sindacato rosso per eccellenza, è sulla scuola che si (ri)apre un altro fronte caldo. Ed in particolare sulla ventilata riforma dei licei, da portare a 4 anni con tanto di sperimentazione dal 2018. Una trovata che vede l’organizzazione sindacale già sulle barricate:  “Non si può attivare un'innovazione ordinamentale senza una visione della scuola alta, attenta ai bisogni reali degli studenti e alle priorita' dell'inclusione e del superamento delle disuguaglianze, obiettivi fondamentali del sistema di istruzione. La scelta del Miur tuttavia va nella direzione opposta". 

Così Francesco Sinopoli, segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL, che poi chiama in causa addirittura la Gelmini, forse dimenticando lo sfascio causato dai ministri venuti "in cui la riforma degli ordinamenti era incardinata in un decreto legge di razionalizzazione della spesa pubblica: il taglio di un anno causa una perdita di organici, impoverisce drasticamente la qualita' dell'offerta formativa del sistema scolastico pubblico, e danneggia le fasce piu' deboli della popolazione scolastica. Nei fatti, l'intervento sulla durata dei cicli che si vuole sperimentare, senza un progetto nazionale di riferimento che ne individui le finalita' educativo-didattiche, senza alcun confronto con la comunita' scientifica, e con le organizzazioni sindacali, rivela la vera intenzione del Miur: sperimentare, a spese delle modalita' di apprendimento degli studenti, gli effetti di una mera abbreviazione dei curricoli con l'obiettivo di realizzare nuovi tagli".Insomma, al di là di un linguaggio tipicamente cgiellino, è chiaro che il sindacato non gradisce la sperimentazione, perché, aggiunge Sinopoli, "l'idea è quella di convogliare nel percorso sperimentale un'e'lite di duemila ragazzi che non potranno mai rappresentare il livello standard degli studenti italiani e forniranno dati in uscita sicuramente eccellenti, ma significativamente non rapportabili, anche statisticamente, al resto della popolazione scolastica italiana. Siamo in presenza di una falsa sperimentazione dagli esiti purtroppo inutilmente scontati”.

Commenti 

1

la parrucca

12/08/2017 19:41

Postato da truan

4 anni di carcere li darei al suo parrucchiere ! A lei 50anni di lavori forzati !