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martedì 24 ottobre 2017

regioni

21/04/2017 08:24

Lombardia e Veneto verso il referendum

Maroni e Zaia d'accordo per far votare ad ottobre. Con la richiesta di più autonomia

Lombardia e Veneto verso il referendum

Torna il Lombardo-Veneto? Chissà. La nostalgia non è comunque della dominazione austro-ungarica, anche perché ai giorni nostri vige quella euro-tedesca, ma rivolta al secessionismo di stampo bossiano. Infatti è sull’asse dei governatori delle due regioni, Roberto Maroni e Luca Zaia, che si gioca la possibile partita di un referendum per l’autonomia. Che potrebbe persino essere una buona idea, ma al momento se ne sa davvero molto poco: l’annuncio è atteso per oggi, ci saranno tanti temi da approfondire. Nel frattempo l’ex ministro degli Interni ha annunciato che entro quest’anno la consultazione sarà celebrata senz’altro, probabilmente ad ottobre. “Abbiamo già fatto la gara per il sistema elettronico di voto - ha spiegato Maroni - ora ci sono diverse procedure da attivare e un crono programma”.
A giocare ai piccoli federalisti dell’ultima ora ci sono i pentastellati. Che si spingono addirittura a superare la Lega sull’autonomismo: “Speriamo sia la volta buona, per colpa di Maroni i lombardi hanno perso due anni per ottenere ciò che lo stesso Maroni e la Lega rivendicano, ma non fanno mai nulla per ottenere. Miliardi di euro di risorse statali che potevano essere gestiti dalla regione per il rilancio di alcuni settori. L'annuncio della data (del referendum sull'autonomia della Lombardia) non ci basta perché il presidente è un campione di 'annuncite': vogliamo vedere il decreto firmato”, il parere di Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia. Per Violi “Maroni fin qui ha evitato il referendum, addossando al Governo il rallentamento della chiamata alle urne dei lombardi. Evidentemente ha paura perché questo referendum, grazie al lavoro del M5S, non sarà una consultazione concentrata sulla solita propaganda leghista sull'autonomia in salsa padana. Siamo stati noi - ha aggiunto Violi - a proporre di riportare in Lombardia 8 miliardi di euro per l'istruzione, il governo del territorio e l'innovazione per le imprese per garantire alla regione più risorse e funzioni nell'interesse dei cittadini. E' l'unica strada per gestire in autonomia competenze strategiche e i relativi finanziamenti e farci ascoltare dal governo di Roma, che non rispetta mai i patti. Ci auguriamo che sia la volta buona”.