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mercoledì 28 giugno 2017

società

21/04/2017 08:50

Eutanasia di uno Stato

La Camera ha approvato la legge sul Biotestamento

Eutanasia di uno Stato
L’asse Pd-grillini si è saldato attorno a questa norma che di umano ha ben poco. Palese la forzatura con i casi degli italiani portati a morire in Svizzera

 

Si chiama legge sul Biotestamento, ma in realtà è l’anticamera dell’eutanasia di Stato, quella approvata ieri dalla Camera e che ora passa al Senato. Una legge che ha visto compattarsi l’asse Pd-cinque stelle (i grillini anzi hanno spinto fino all’ultimo  per il pieno riconoscimento dell’eutanasia, per ora un po’ ovattato), supportati dai voti a favore anche di Democratici progressisti, Sinistra italiana, Alternativa libera, Psi e Civici Innovatori.

Una legge che nelle ultime settimane ha conosciuto la forzatura dei due italiani accompagnati a morire in Svizzera dai radicali della Coscioni, nel bel mezzo di un dibattito che dunque non è stato per niente sereno e che ha risentito di una grancassa mediatica che ancora una volta ha sposato la linea ‘progressista’.

La legge prevede anche l’istituzione delle Dat, Disposizioni anticipate di trattamento, anche se non c’è un Registro nazionale per mancanza di copertura. Le Dat saranno vincolanti per il medico, a meno che appaiano manifestamente inappropriate o non corrispondenti alla condizione clinica attuale del paziente, oppure qualora sussistano terapie non prevedibili o non conosciute dal paziente all’atto della sottoscrizione. E’ prevista anche la possibilità di esprimere il consenso o il rifiuto rispetto a trattamenti sanitari, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali. E quest’ultimo è un altro punto assai controverso, perché di fatto “legalizza” l’abbandono terapeutico.

Fortemente contrario alla legge tutto il centrodestra (anche se Forza Italia ha lasciato libertà di voto ai suoi parlamentari). 

"L’asse tra Pd e M5S ci consegna una scellerata apertura all’eutanasia passiva, in nome di una comune visione che assegna alla volontà umana, spesso mediata da un fiduciario o dalla sentenza di un giudice, il presunto diritto di stabilire il momento della morte. Non è chiaro neppure come si definisca l’accanimento terapeutico. Ci auguriamo, a questo punto, che il Senato possa opporsi a questa ulteriore deriva post-umana”, hanno dichiarato Mario Ciampi, responsabile del Dipartimento famiglia, vita e politiche sociali del Movimento Nazionale per la Sovranità e Gianni Alemanno, segretario nazionale Mns. Sulle barricate anche il mondo cattolico, soprattutto per le forzature che ora di fatto obbligano anche ospedali e case di cura religiose a staccare la spina al paziente che dovesse farne richiesta. Anche la legittima possibilità di obiezione da parte dei medici è ancora poco chiara.

Igor Traboni