Cerca nel sito:

mercoledì 28 giugno 2017

sinistrati

21/03/2017 14:18

Il Pd vuole tassare anche l'hobby della pesca

E i proventi finirebbero nelle casse delle coop – La protesta corre sui social

Il Pd vuole tassare anche l'hobby della pesca

 

 

Monta la protesta del mondo della pesca sportiva italiano per il ventilato arrivo di una tassa per la pesca non professionale, voluta dal Pd. In pratica, un vero e proprio balzello, il cui importo potrebbe oscillare dai 10 ai 25 euro l’anno, per tutti i pescatori sportivi che in Italia sono circa un milione. Basti pensare che la Federazione della Pesca Sportiva è quella che in Italia ha il maggior numero di iscritti; a questi vanno aggiunti quelli delle varie associazioni affilate oppure no al Coni e di altri movimenti che fanno capo a strutture straniere. Il tutto, come detto, per un milione circa di appassionati in tutta Italia che, pur di continuare a svagarsi con un’attività tranquilla come la pesca, non tarderebbero a pagare la tassa annuale. Che di per sé non è onerosissima ma poi, moltiplicando  il milione di pesca sportivi per i 25 euro della tassa (quando c’è da scucire soldi dalle tasche degli italiani è noto che si applica sempre il massimo) si arriva ad una cifra molto ragguardevole.

Tutti soldi che, per oltre la metà dell’importo, dovrebbero finire nelle casse delle cooperative dei pescatori, nella stragrande maggioranza dei casi vicine proprio alla sinistra partitica del Pd. E quindi, tutto torna.

L’ipotesi circola già da un paio di anni ma, mentre finora il Ministero dell’Agricoltura e Foreste non ha ancora dato indicazioni sul permesso gratuito per l’esercizio della pesca "non professionale" in mare per il 2017, e dopo che già per un paio di volte il tentativo è stato sventato (l’ultima, nel giugno 2016, con tanto di bocciatura sia dalla Ragioneria di Stato che dalla Commissione Bilancio di Montecitorio perché i proponenti si erano dimenticati di analizzare e proporre le previsioni di spesa per lo Stato, i mancati introiti e le coperture finanziarie) adesso il partito di Renzi ci riprova e ha fatto calendarizzare per lunedì prossimo 27 marzo il voto in aula.

Secondo i proponenti (Oliverio e Venittelli  del Pd) l’ingente ricavato della tassa andrebbe così ripartito: 60% alle associazioni della pesca professionale; 30% alle Capitanerie di Porto per finanziarne le attività di controllo e il restante 10% al Coni.

I pescatori sportivi stanno esprimendo la loro rabbia sui siti specializzati e sui social, con un concetto molto chiaro: è mai possibile continuare a finanziare – con altri soldi dopo tutte le agevolazioni concesse? – quanti si preoccupano poco o niente del settore, applicando ad esempio la pesca a strascico e vicino le coste? Noi vogliamo pur pagare – aggiungono gli appassionati – ma vorremmo che i nostro soldi finissero per la salvaguardia della fauna ittica, per il ripopolamento, per maggiori controlli. E quest’ultimo aspetto riguarda sia la pesca in acque interne, laddove è giù previsto un tesserino, che la pesca in mare, finora assolutamente non regolamentata. E anche sulla pesca in mare, fanno sapere ancora gli appassionati, servirebbero regole certe, anche qui il rilascio di una licenza di pesca vera, dopo un esame, altrimenti anche da pare dei pescatori della domenica c’è il rischio di far danni. Ma il tutto, come detto, in maniera seria. E non per spillare altri soldi da consegnare su un piatto d’argento alle solite cooperative.

 

Commenti 

2

Tanto paga sempre Pantalone...

30/04/2017 10:10

Postato da Doc57

La capacità della "politica moderna" oggi si riduce a trovare sempre e solo nuove forme di tassazione che si vanno ad aggiungere a quella pletora insostenibile di tasse indirette spesso anche ben nascoste in contesti impensabili, si veda la tassa all'ombra. L'incapacità di creare realtà produttive, di rinegoziare realtà di stato, fallimentari e risanarli con revisioni drastiche delle loro gestioni del bengodi, si aggiungono alla già devastante situazione della impossibilità di stampar moneta in maniera autonoma da parte dello stato. Da questo scaturiscono solo due possibilità: indebitarsi ulteriormente con l'Europa, oppure aumentare gli introiti, pensando a cosa ancora rimane da tassare.... Tanto paga sempre Pantalone....

1

21/03/2017 17:11

Postato da semovente

Più cretini non si può.