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martedì 28 marzo 2017

la diretta

17/02/2017 16:57

Un dibattito vivace verso il polo sovranista

Gli interventi del pomeriggio al terzo congresso de La Destra in corso a Roma

Un dibattito vivace verso il polo sovranista

L’orgoglio di una comunità che ha continuato a lavorare per l’Italia per dieci anni, portando avanti istanze che finalmente, davanti all’agghiacciante crisi economica e valoriale, hanno trovato cittadinanza. È quello che è emerso anche durante il pomeriggio, nel dibattito del terzo congresso nazionale de La Destra. Con la voglia di contribuire, di far sì che il soggetto che domani si affaccerà su panorama politico nazionale non perda la bussola dell’interesse nazionale e di tutti. Più l’affermazione di una direzione da continuare a percorrere che l’allarme per un rischio che, basta guardare oltre confine, sarebbe davvero incredibile.

Il polo sovranista prende forma al Marriott Park Hotel di Roma, quindi, anche negli interventi che si susseguono nella sala Tiziano del Centro congressi. Per Emilio Sparaglia “occorre riallacciare i rapporti con le associazioni ambientaliste e i sindacati che furono della nostra area, arginare l’immigrazione”, criticando anche l’attuale gestione del Vaticano. Daniele Milella ha posto l’accento sulla necessità di unità, “restare la comunità umana che abbiamo saputo essere, nel solco della sovranità nazionale”. Al microfono è poi salito Angelo Macaro, secondo il quale centrale è il progetto di una “casa comune dove tutti gli italiani che ne vogliono far parte siano militanti e combattenti, sotto la parola d’ordine della meritocrazia”.

Per Sergio Marchi “i cambiamenti politici inimmaginabili, dalla Brexit all’elezione di Trump passando dal referendum che ha defenestrato Renzi, ci mette davanti ad un vento favorevole da sfruttare. Per non farci trovare impreparati servono leader spendibili,ma soprattutto un progetto aggregante, inclusivo, una famiglia come fu all’inizio Alleanza Nazionale”.

Marco Vannucci ha aperto il suo intervento ricordando la figura di Teodoro Buontempo, ricordando la stagione dei veti incrociati affrontata, spiegando che “le alleanze dovranno mantenere chiaro il nostro programma e i nostri diritti”, guardando a una “destra sociale, a un movimento popolare”.

Testimonianza sentita quella di Monica Nassisi. “Mi chiedevo dove siano stati i nostri sbagli, forse i tempi non erano ancora maturi perché portavamo avanti tante battaglie che oggi altri hanno ripreso, come per quel bel corteo sulla sovranità monetaria”. Ancora, Cristiano Romani ha portato l’esempio della sua terra, Arezzo, “umiliata dai governanti dal Pd ma dove abbiamo provato ad unire le destre, in un esperimento che era pure riuscito, anche se i personalismi lo hanno fatto terminare. Ma nell’unità a destra io credo ancora”.

E poi Franco Curti e con la rinnovata fiducia nei confronti di Storace e il richiamo ad ascoltare i sindacati, Francesco Ciccone che ha ripercorso i fasti della destra sociale, da rinverdire, e quelli più recenti di Gioventù Italiana, raccomandando la promozione di volti nuovi. Da Franco Aicardi analoga raccomandazione di una nuova classe dirigente “per spazzare via questi governo non votati da nessuno: il percorso è difficile ma abbiamo una prateria davanti”. Al contempo Emanuele Stazi sottolinea anche la necessità di una selezione degli stessi quadri.  A chiudere Stefania Verruso, che indica le battaglie portate avanti e da continuare: “lavoro, onestà, legalità”.

bf