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venerdì 15 dicembre 2017

la diretta

17/02/2017 13:43

Quella parola desueta: cameratismo...

Gianni Alemanno: 'Il partito de La Destra non ha conosciuto errori né compromessi, ora abbiamo insieme una grande occasione'

Quella parola desueta: cameratismo...

Anche Gianni Alemanno ha voluto portare il suo saluto a La Destra, oggi a congresso, in vista del congresso costituente di domani e domenica. Un segno di profondo riguardo per la storia di un partito che pure, nel corso degli ultimi anni, si è trovato anche fieramente opposto. E col quale, invece, dopo un anno di dialogo ripreso, si avvia a percorrere una nuova strada insieme.

“Questa mattina Francesco (Storace, ndr) mi ha mandato un messaggio con scritto: ‘sono nervoso’. È comprensibile, perché concludere un’esperienza per aprirne un’altra è sempre un travaglio, anche Azione nazionale che è stata aperta un anno fa vive lo stesso travaglio”. Alemanno si affida così ad un paragone sportivo per fotografare il momento del bilancio finale de La Destra. “Nell’equitazione c’è il percorso netto, è quando non sbagli neanche un ostacolo: voi avete questo merito, di non aver fatto compromessi né errori”.

Ma non c’è solo la storia degli ultimi dieci anni a parlare: “Ai tempi di Alleanza Nazionale fu l’unico, Storace, a votare contro la confluenza nel Popolo delle Libertà. Ora occorre preservare l’autenticità delle esperienze umane”. Il che fa inevitabilmente riflettere Alemanno a voce alta, su quando fu sindaco di Roma. “Mi abbandonarono tutti, quando venni travolto da una valanga di fango, tranne lui, proprio lui che era stato sempre all’opposizione del mio mandato. Dimostrando il vero valore di questa parola desueta, di cui però conosciamo il significato: cameratismo. Lo stesso potrei dire di Roberto Menia, lui finiano, io rautiano. Eppure ci troviamo fianco a fianco per dare una spinta positiva a questa destra”.

Ancora Alemanno: “Oggi in più c’è una grande sfida storica. Guai a perdere questa occasione storica, i nostri valori tornano sulla bocca di tutti e li riscopre persino la Lega, per non dire degli Stati Uniti, della Russia, degli altri Paesi europei. Possiamo essere noi della destra italiana, i primi ad approfondire e ad elaborare teorie, a scomparire? Non dobbiamo farlo non solo per noi stessi, ma per non dare una lettura banalizzata e superficiale di questi principi. Siamo chiamati a dare sostanza alla sovranità. Perché noi siamo una protesta che è in grado in ogni momento di fare governo. Ci accuseranno di essere demagogici, dobbiamo dire che sono loro che fanno demagogia, perché promettono cose che senza la sovranità nazionale, popolare e monetaria non si possono fare”.

La conclusione è affidata a temi di stretta attualità. “Oggi abbiamo i tassisti in rivolta contro il Milleproroghe, gli ambulanti in rivolta contro la Bolkestein. Sono i piccoli imprenditori in lotta contro le multinazionali. E Uber si incontra con Orfini. A sinistra c’è l’internazionalismo, noi attraverso la nazione ritiriamo fuori la bandiera della giustizia sociale”.

@RobertVignola