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giovedì 27 aprile 2017

Il fatto del giorno

17/02/2017 12:18

Storace: 'Di nuovo in marcia'

Il leader de La Destra commosso al congresso prima dell'unificazione con Azione Nazionale: 'Saremo i fondatori di un grande soggetto politico'. A FdI: 'Non vi ostinate a dividere, bisogna unire'

Storace: 'Di nuovo in marcia'
Dopo i saluti del presidente del congresso Livio Proietti, si è aperto al Marriott Park Hotel di Roma, con la relazione del segretario nazionale Francesco Storace il terzo congresso nazionale de La Destra. 
“Permettetemi di chiamarvi fratelli miei: vi parlo con la pelle d’oca, con emozione per la sintesi di una storia che è stata straordinaria”, ha detto Storace, introdotto dalla visione di un filmato con i dieci anni del partito, ricordando i consensi arrivati a “un milione di voti, la stessa cifra a cui è rimasta inchiodata alle ultime elezioni europee un’altra sigla di destra, un limite che non si riesce a superare. Mentre Alleanza Nazionale ne prendeva sei, e lo stesso Msi ne prendeva tre. Dove è andata a finire quella gente? Allora tocca trovare la soluzione. A Giorgia Meloni non interessa? Con noi si dovrà per forza unire, il veto è insensato e l’Italia non ne ha bisogno a destra, bastano quelli che ci stanno a sinistra. Lo dico con affetto a Fratelli d’Italia: non vi ostinate a dividere, bisogna unire!”, il grido del leader de La Destra tra gli applausi dei delegati giunti da tutta Italia. 
“Se questa comunità politica ha avuto un senso, è stato quello di rappresentare l’Italia della sofferenza. Siamo stati una destra seria, non con grandissima fortuna elettorale, ma a me non manca il Parlamento in cui non siedo da dieci anni, manca il corteo del 3 marzo 2012, i ventimila in piazza per la sovranità monetaria. Col dolore nel cuore vi dico che la storia de La Destra è finita il 24 aprile del 2013, con la morte di Teodoro Buontempo”, ha ricordato Storace. Insistendo poi sull’importanza di mettere al centro del dibattito l’opposizione all’immigrazione clandestina, la contrarietà al pareggio di bilancio, il contrasto del fisco assassino, “temi che potrebbero unificare una coalizione, se si scrivesse la parola sovranità”. 
Ma da domani, con il congresso insieme ad Azione nazionale di Gianni Alemanno, “ci sarà una sorpresa bellissima sul simbolo e sul nome, che darà proprio l’idea di un blocco che si rimette in marcia per una rivoluzione della sovranità. Saremo i fondatori di un grandissimo progetto politico”, il cui primo appuntamento di piazza è già fissato: “Il 25 marzo a Roma arriveranno i grandi dell’Europa, verrà la Merkel, verrà Hollande, dice che ci sarà pure Gentiloni. Ci saranno i nemici dell’Italia, sotto il Campidoglio ci dovrà essere il popolo che dice basta alla schiavitù. Volevamo cambiare il mondo, se oggi la destra rinasce vuol dire che il mondo non ha cambiato noi”.

robert vignola