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sabato 25 febbraio 2017

l'intervento

17/02/2017 07:45

L'identità contro la palude

Verso il congresso de La Destra e Azione Nazionale. Il contributo di Paolo Agostinacchio

L'identità contro la palude

La Destra ed Azione Nazionale celebrano nei prossimi giorni il Congresso unitario, che costituisce appuntamento importante per il mondo delle destre al fine di perseguire indirizzi politici per lo sviluppo e la crescita della nostra Comunità sulla base di un patrimonio valoriale comune.

E’ auspicabile che l’esperimento produca risultati aggreganti idonei a superare divisioni e contrasti, derivanti da errori del passato. E’ necessario, oggi più che mai, non attardarsi nella denuncia di fatti, che purtroppo hanno mortificato aspettative ed esperienze, e guardare al futuro convinti dell’attualità delle tesi e dei programmi, che hanno motivato l’impegno di tanti tra noi.

Non può prescindersi, nel dibattito a destra, da una corretta analisi della situazione attuale caratterizzata da decadenza e degrado ad ogni livello.

E’ innegabile la crisi morale ed etica, che colpisce la Comunità nazionale, per non parlare del disagio sociale.

Alla politica, come insieme delle dinamiche per la realizzazione di programmi ed il raggiungimento di obiettivi comuni, si è sostituita la divulgazione, più o meno aggressiva, di invettive fini a se stesse, di luoghi comuni, sostanzialmente produttivi della permanenza di condizioni di vita attuali e di privilegi. Basti pensare alle affermazioni ed ai proclami riguardanti i disagi dei pensionati ed i disoccupati. Non viene seriamente affrontato il problema dell’aumento delle tensioni e della occupazione, ma si distoglie l’attenzione della pubblica opinione deviando le polemiche, sia pure comprensibili e qualche volta giustificate, su argomenti che producono contrasti quasi classisti. Intanto la gente povera diventa sempre più povera ed i disoccupati aumentano.

In un contesto siffatto la delegittimazione della istituzione parlamentare, di chi ha responsabilità di governo, appare sempre più evidente e, purtroppo, senza alternative.

Il confronto all’interno delle forze politiche riguarda posizioni di potere, formazioni di liste, elezioni anticipate, non altro. Gli interessi dei cittadini, ormai, costituiscono poca cosa. Anche le emergenti formazioni, definite populiste, propongono ricambi di gestione, ma non rappresentano programmi di ampio respiro.

Il reddito di inserimento per i giovani disoccupati è indubbiamente un fatto positivo, ma se non accompagnato da prospettive di crescita, si trasforma nell’ennesimo strumento demagogico idoneo a perpetuare una sorta di precariato esistenziale. Ed allora come uscire dal tunnel? E’ assolutamente necessario richiamarsi, senza infingimenti, al nostro patrimonio valoriale: storia, tradizioni, famiglia, stato sociale, politiche europee ed economiche …

In definitiva alla confusione, palude nella quale spesso operano poteri forti con manipolazioni mediatiche, va sostituita l’identità, luce per uscire dal tunnel della decadenza e del degrado.

Alla Comunità nazionale bisogna prospettare un’alternativa per dare concretezza alla speranza: speranza nel futuro con un credibile modello di sviluppo.

Non sarà facile. Ma la destra politica ha il dovere di porsi e di imporsi comportamenti coerenti con una innegabile storia di coraggio e di coerenza, che certamente non può essere offuscata da azioni di chi non sempre si è dimostrato degno di una militanza, utilizzata a fini contrastanti con le nobilissime idee tramandate dai nostri Maestri.

paolo agostinacchio