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martedì 24 ottobre 2017

L'editoriale di Francesco Storace

17/02/2017 05:50

CARO TEODORO...

Dieci anni fa cominciava la nostra avventura in un ristorante di Trastevere

CARO TEODORO...
Oggi congresso de La Destra: da domani un movimento ancora più grande assieme ad Azione Nazionale

 

Caro Teodoro,

oggi ti vorrei davvero al banco della presidenza del congresso, dopo aver passato la solita notte insonne a discutere sul da farsi. Ma non ci sei e forse anche qui sta il motivo per cui si chiude quell'avventura che, assieme, in un ristorante di Trastevere, decidemmo di intraprendere dieci anni fa.

La Destra, da domani, sarà un'altra cosa, si fonderà con Azione Nazionale in un altro soggetto politico. Oggi, incontrerò i nostri delegati all'ultimo congresso per l'atto di confluenza.

Abbiamo lottato spalla a spalla, per costruire una destra più grande e ora ci proviamo. Mancano i tuoi guizzi, le intuizioni che ti hanno reso famoso, ma cercheremo di essere degni della tua moralità.

Quanti parlano oggi di sovranità, e ti ricordo felice in quell'immenso corteo - immancabile megafono in mano - del marzo 2012 a contestare quelli che in Parlamento votavano per il governo Monti. Sono quelli che non hanno mai letto la tua proposta di legge per la proprietà popolare della moneta e che a me piacerebbe trasformare in una petizione popolare al Parlamento.

Mai come oggi c'è bisogno di una politica ad elevata sensibilità sociale, come dimostrasti da assessore regionale alla casa.

Sei stato soprattutto un coerente combattente per le nostre idee; che non devono essere cancellate per un grumo di potere. Avresti accettato la sfida più grande - quello che da stasera ci vedrà impegnati fino a domenica - per un obiettivo ancora più ambizioso: perché la Grande Destra l'abbiamo sognata assieme.

Dalla Costituente del 2007, alla lotta contro tutti alle politiche del 2008, quando Fini e Berlusconi ci esclusero dalla coalizione del centrodestra; dalle europee del 2009, quando con un blitz parlamentare ci impedirono di raggiungere il Parlamento europeo elevando il quorum che fino ad allora non c'era stato, alla rivincita nelle regionali del Lazio. Eri un uomo di opposizione che seppe fare al meglio l'uomo di governo.

Poi, l'avventura del 2013, quelle elezioni politiche che ci delusero; se il partito che ci fu buttato in mezzo, Fratelli d'Italia, avesse preso solo quattordicimila voti in più in tutta Italia, saresti stato eletto nostro deputato, come meritavi. Ma non ti fu concesso l'onore della rivincita.

Se la rivincita l'avrà di nuovo quella che resta la tua gente, sarà però merito tuo, della tempra di un capo politico che ha lasciato un rimpianto enorme ed un memorabile esempio.

L'ultimo congresso e' tuo, caro Teodoro, e mentre scrivo sorrido pensando al tuo entusiasmo in ogni opera. Mi auguro di esserne degno continuatore e mi rattristo a vedere certi giovinetti che pensano di scimmiottare chi vuole rottamare chi è più grande di loro. Avercene di "vecchi" così, rispetto a certi lestofanti che non meritano davvero niente.

Noi restiamo a combattere la battaglia di una vita perché c'è stata gente come te a indicare la via del sacrificio e del coraggio, senza fermarsi mai. Anche a costo di dormire su una 500...

Da lassù continua a pensarci e a volerci bene come sapevi fare solo tu.

 

Francesco Storace

Commenti 

1

17/02/2017 11:26

Postato da BOIACHIMOLLA

Uomini del Fare quello che manca oggi