Cerca nel sito:

lunedì 24 luglio 2017

L'intervista

09/12/2016 07:05

“Chi è di destra punti su Salvini premier”

Parla Fabio Sabbatani Schiuma, leader di Riva Destra: 'Diamo appuntamento a Roma il 22 gennaio 2017. Lavoriamo per un grande blocco sociale, identitario, sovranista e federalista'

“Chi è di destra punti su Salvini premier”

 

Fabio Sabbatani Schiuma può essere considerato ormai uno dei protagonisti della destra sociale romana. Il leader di Riva Destra, infatti, ha sulle spalle tanti anni di consiglio comunale a Roma, tra il 1997 e il 2013, prima come vicepresidente del gruppo di AN, poi come vicepresidente del Consiglio Comunale e infine come Indipendente di Destra, dopo la sospensione dal partito voluta da Gianfranco Fini nel 2007. Nasce politicamente nel Fronte della Gioventù, entra in An ed è stato uno dei fondatori e portavoce romano de 'La Destra'. Dopo una breve parentesi di riavvicinamento al PdL, alle ultime amministrative del giugno scorso è stato candidato 'in quota Salvini' come Presidente del Municipio V, a sostegno di Giorgia Meloni: un territorio difficile e storicamente di sinistra, dove però Schiuma ha ottenuto il 22% per la coalizione. Inoltre il suo schieramento partitico, Noi con Salvini, che in tutta Roma è al 2,7%, qui ha ottenuto il 4%. A marzo scorso è stato il promotore e l'organizzatore della visita di Marion Le Pen a Roma (nella foto).

Tornato a Roma dopo un tour in tutta Italia per il No al referendum, lo abbiamo raggiunto in piazza Santissimi Apostoli, a manifestare contro un bando pubblico della Prefettura, che stanzia 103 milioni di euro per accogliere 8.074 richiedenti asilo.

"Si, nelle ultime settimane ho partecipato a molti dei tanti eventi promossi da Riva Destra. Un modo anche per testare l'ottimo stato di salute, ossia la coesione e il radicamento, del nostro movimento che, voglio anche qui puntualizzare, non è e non sarà mai uno dei tanti partiti. Riva Destra è infatti un progetto, una speranza per i tanti 'orfani' della destra italiana".

Progetto per fare e speranza di cosa? Nel frattempo state con la Lega e con Noi con Salvini.

"Noi siamo nati come primo circolo di An, ma mentre quest'ultima è morta e sepolta, noi siamo ancora vivi e vegeti. Il progetto è ora quello di trovare il modo, lo spazio politico, per continuare le nostre battaglie di destra sociale. Per questo a Roma il 22 gennaio prossimo abbiamo dato appuntamento una serie di realtà comunitarie e militanti. Con Noi con Salvini ci stiamo dove ci aprono le porte. E ricambiamo con militanza, idee e risultati elettorali, come a Roma".

Voi volete che Matteo Salvini ricostruisca la destra italiana?

"No, il punto è proprio questo. Io non mi aspetto, ma neanche lo chiedo a Salvini di costruire un partito di destra. Credo invece che lui sia il candidato premier ideale per rappresentare uno schieramento non più 'arcorecentrico' e sia anche il leader perfetto per costruire un grande blocco sociale, identitario, sovranista, federalista e alternativo alle sinistre, basato sull'esperienza del Front National. In questo contenitore vogliamo trovare cittadinanza politica per le nostre idee e per i nostri valori".

E in concreto come può avvenire tutto ciò oggi che Salvini è ancora il segretario della Lega Nord?

"Senza un movimento radicato a sud di Roma infatti non si va da nessuna parte e Salvini lo ha capito da tempo: senza rinnegare nulla, ha superato la secessione rieditando e attualizzando il federalismo del Professor Miglio, parlando comunque di difesa dei confini nazionali, di diritti degli italiani e, soprattutto, di sovranità popolare da riconquistare, in Italia, in Europa e nel mondo: Brexit e la vittoria di Trump, ci dicono che siamo sulla strada giusta".

Si, va bene, ma ancora non mi ha risposto alla domanda di come, in concreto. E aggiungo, i primi risultati elettorali, Nord a parte, sono stati modesti.

"Bisogna dare contenuti organizzativi agli slogan. Dobbiamo costruire quel progetto che il centrosud aspetta e che lo renda protagonista. Ma non si può realizzare tutto e subito. La prima Lega, come lo stesso M5S, non è che hanno preso all’esordio percentuali a due cifre. L'importante è non fermarsi alla pesca delle occasioni:  l'emergenza immigrati, gli attentati, la crisi, senza strategia non portano altro che alla fragilità delle posizioni".

Di politiche dei veti ne è lastricata Roma però... Lei per anni è stato definito il delfino di Storace.

“Come non lo so. E con Storace ne abbiamo subiti tanti di veti, da Fini alla nascita de La Destra, da Alemanno nel ballottaggio del 2008, fino a quelli, sempre ingiusti, che lo hanno tenuto fuori alle scorse elezioni dall'alleanza per Giorgia Meloni. Di Francesco, ossia l'uomo più processato d'Italia (altro che Berlusconi), ma rimasto con le fedina penale immacolata, conosco pregi e difetti: dei secondi non parlo, ma tra i primi ci sta una grande capacità trainante e organizzativa. Con lui a capo, An fu il primo partito a Roma, si vinsero elezioni provinciali, regionali e politiche. Sono stato al suo fianco per anni, con lealtà e fedeltà, ma come nelle migliori famiglie, ci stanno pure le separazioni. Credo di poter dire che l'affetto è rimasto, anzi si è rafforzato. E poi, mai dire mai...".

rp